Tutti obiettori in un ospedale su 6 (La Repubblica)

Una fotografia che racconta come il 67,8 per cento dei ginecologi lombardi nel 2013 sia obiettore di coscienza. E che mette in evidenza come in 11 presidi su 63, uno su sei, il tasso di obiezione sia al 100 per cento. ...

Denunciato Caldoro per non applicazione della legge 194

  • Lunedì, 29 Luglio 2013 14:05 ,
  • Pubblicato in Flash news
Noi Donne
29 07 2013

UDI di Napoli, Comitato legge 194, rete campana delle donne di SEL, Casa delle donne di Napoli denunciano il Presidente Caldoro per omissioni ed ostacoli nell'applicazione della legge 194.

Il 24 luglio l'avvocata Maria Giorgia Di Gennaro ha depositato presso la Procura della Repubblica di Napoli l'esposto-denuncia per le gravissime responsabilità dell'On. Stefano Caldoro, Presidente della Regione Campania, circa omissioni ed ostacoli nell'applicazione della legge 194, su mandato dell'UDI di Napoli, del Comitato legge 194, la rete campana delle donne di SEL, dell'associazione della casa delle donne di Napoli.

Il Presidente della Regione Campania è commissario straordinario per la Sanità in Campania ed è titolare delle competenze di cui si lamenta il mancato esercizio, per cui l'esposto di cui si pubblicano le parti salienti, quali:

• L'omissione dell'invio al Parlamento e al governo del rapporto annuale sulla 194 in Campania

• I continui ed impuniti comportamenti omissivi che avvengono all’interno degli Ospedali pubblici allorquando addirittura semplici dipendenti, quali portantini, infermieri ed in genere personale paramedico, sollevano obiezione di coscienza nel prestare assistenza dovuta alle pazienti che si sottopongono ad interruzione volontaria di gravidanza entro la 12esima settimana e perfino alle pazienti sottoposte ad aborto terapeutico

• Il verificarsi frequente di dinieghi alle pazienti anche per la somministrazione e la prescrizione della così detta “pillola del giorno dopo”

• La mancanza di interventi volti a favorire l’applicazione della legge ha nel tempo prodotto un regime di non governo e di arbitrio da parte dei singoli operatori e delle direzioni sanitarie che con vari pretesti e pretese “razionalizzazioni” hanno cancellato interi reparti mortificando le utenti e disinformandole tanto da indurle al ricorso all’aborto clandestino, chiara ed evidente violazione del diritto alla salute nonché dell’articolo 19 della suddetta legge 194/78

• I comportamenti omissivi delle strutture ospedaliere e delle ASL, di diretta competenza del Presidente, determinano un perenne stato di emergenza e fibrillazione del servizio di IVG, favorendo la crescita di pratiche abortive illegali soprattutto tra le cittadine migranti che risultano essere le principali vittime di queste disfunzioni

• La mancata attivazione di una linea di prenotazioni, a causa della presunta impossibilità di impiegare personale interno, che all’occorrenza solleva troppo spesso comunque obiezione, ed a causa della mancata attivazione delle necessarie linee informatiche ai consultori (sistematicamente depotenziati e mortificati), produce l’esito di costringere le utenti a vagare di struttura in struttura, col rischio dello scadere dei tempi necessari per sottoporsi all’intervento (La legge su questo punto è chiara e prescrive che le prenotazioni tengano conto del numero di settimane di gravidanza per stabilire le priorità di intervento)

Udi di Napoli, Il comitato per la 194, La rete Campana delle donne di SEL, La Casa delle donne di Napoli
Napoli, 24 Luglio 2013
rif. 3334843616 (Cantatore - UDI)
3331454839 (Ricciardelli - Comitato 194)
3334965217 (Capobianco - SEL)
3287676958 (Valenti - Casa delle donne)
 

Intervista a Elettra Deiana

  • Martedì, 09 Luglio 2013 05:42 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Monica Pepe, Zeroviolenzadonne
9 luglio 2013

I dati sull'obiezione di coscienza in Italia sono preoccupanti, circa l'80% a livello nazionale. Cosa c'è dietro e come siamo arrivati a questo punto sul piano culturale e politico?

Bisognava avere maggiore cura della 194, occuparsene politicamente, culturalmente, socialmente, scavando nelle contraddizioni che apriva, arricchendo il discorso pubblico intorno ai grandi temi della libertà, dell'autodeterminazione, dei rapporti tra i sessi, dei diritti della persona.
Ivan Cavicchi, Zeroviolenzadonne
3 luglio 2013

Definisco "tasso di estinzione del diritto", la misura negativa che si ottiene rapportando nel tempo gli effetti sulle persone della non applicazione delle leggi che ne salvaguardano la salute.
Definisco "tasso di abortività indotto" la relazione tra lo smantellamento di un sistema di servizi (numero di obiettori di coscienza, riduzione di strutture dedicate, organizzazioni inadeguate, ecc.) e il "tasso di abortività" vero e proprio (numero delle IVG per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni).
Il Comune di Venezia difende gli obiettori e dimentica le donne. Intanto ringrazio il Consiglio comunale di Venezia che ha approvato una mozione (proposta da Franco Conte) in difesa dei diritti dei medici obiettori dimenticandosi delle donne ...

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