Gli italiani in ginocchio che occupano gli alloggi

  • Lunedì, 03 Giugno 2013 09:12 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA
Flavia Amabile, La Stampa
3 giugno 2013

Boom di sfrattati, azzerato il fondo di sostegno per gli affitti. E così, dopo gli immigrati, ora è il ceto  medio impoverito che partecipa ai blitz nelle case vuote per evitare di finire a dormire per strada. ...

La Casa delle Donne Lucha y Siesta non si tocca

  • Venerdì, 12 Aprile 2013 08:09 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
DinamoPress
12 04 2013

Oggi (10 aprile, ndr) due poliziotti in borghese si sono presentati alla Casa delle Donne Lucha y Siesta con fare intimidatorio e inquisitorio per fare quello che loro chiamano “normali controlli”, e cioè sapere quante persone vivono lì e perché.

Questa anomala indagine, in un posto attivo da 5 anni ben conosciuto da tutte le istituzioni locali, arriva nella giornata in cui il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto e il Prefetto minacciano sgomberi, arresti e il ripristino della legalità ad ogni costo contro le risposte trovate a un’emergenza abitativa sempre più pressante dall’autorganizzazione dei cittadini.

Ancora una volta preferiscono il testosterone alla testa e al cuore, ma l’inadeguatezza della carica che svolgono non ci sorprende perché l’abbiamo vista spesso negli ultimi anni: in una città che ha conosciuto solo campagne razziste sulla sicurezza continuano a crescere il numero di donne uccise, maltrattate e violentate (materia sulla quale abbiamo avuto un richiamo dell’Onu e della Commissione Europea).

Negli ultimi tre anni nei Centri Antiviolenza e nelle Case di Accoglienza si è creato il paradosso di liste di attesa, chi oggi è vittima di violenza domestica non può aspettare! In questi anni non solo non sono stati aperti nuovi centri ma sono anche stati definanziati quelli esistenti che continuano a rimanere aperti spesso solo grazie al lavoro volontario delle donne.

Lucha y Siesta in questo panorama è un esperimento innovativo, e possiamo dire anche riuscito: non è una casa di accoglienza né un centro antiviolenza, sebbene il suo sportello di accoglienza faccia parte del circuito municipale antiviolenza; è un progetto di semi-autonomia nato dalla lotta e dall’autorganizzazione delle donne, un luogo che in poco tempo è divenuto un punto di riferimento nel panorama cittadino, che lavora in sinergia con servizi sociali, centri antiviolenza, sportelli per il disagio sociale, con realtà e associazioni delle donne, in un ottica di autonomia e non di assistenza.

Qui sta tutta l’inettitudine di questa amministrazione che non si accontenta di non riconoscere e valorizzare un lavoro prezioso come questo (che per altro non gli costa un centesimo vista la crisi e la maledizione della spending review), ma continua ad osteggiarlo. E questo avviene non soltanto perché i profitti vincono sul benessere di cittadine e cittadini ma anche perché un esempio di autogestione ed autonomia come la casa delle donne Lucha y Siesta spaventa perché dimostra che il loro modello di governo fa acqua da tutte le parti, mentre l’autogoverno è l’unica alternativa funzionante in questa città.

In questi 5 anni di attività la casa delle donne di Cinecittà ha offerto accoglienza, orientamento, percorsi di autonomia, di reddito e formazione a centinaia di donne; ha costruito laboratori di lavoro e formazione, ha creato uno spazio sociale e culturale di cui usufruiscono tutte/i le/i cittadine del quartiere.

Questa è Lucha y Siesta: un patrimonio insostituibile per la città, un modello che andrebbe replicato in tutti i municipi, non un problema di ordine pubblico da gestire con polizia, sgomberi e minacce.

Per questo diciamo a Prefetto, Sindaco e Governatore che non si azzardino a toccarci, la loro prepotenza armata non ci fa paura, le cittadine e i cittadini sanno bene da che parte stare!!

Casa delle Donne Lucha y Siesta
via lucio sestio 10

The answer is blowin'in

  • Lunedì, 08 Aprile 2013 13:02 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Dinamo Press
08 04 2013

Visitando le occupazioni si scopre, guardando bene dietro le facciate, di che pasta è fatta la città.

Il 6 aprile non è stato il cannone del Gianicolo a segnare l’ora del giorno. Alle 13:00, con una puntualità assoluta, fumi colorati si sono levati in più parti di Roma, a salutare l’inizio dello tsunami: il tour scatenato nella città dai movimenti di lotta per l’abitare insieme a studenti e precari. A Casal Bertone (Roma est) sono stati proprio gli studenti ad iniziare le danze, calando un lungo striscione da un palazzo di LAZIOADISU (l’Ente regionale del diritto allo studio) da tempo in ristrutturazione.

Un'occupazione simbolica ma significativa fatta dai giovani di Mushrooms (questo il nome dato allo studentato occupato nel quartiere di Torpignattara e sgomberato lo scorso 14 marzo) per denunciare, invadendo la residenza di Enzo Tarantelli, come l’ente regionale al posto di assegnare gli alloggi persegua di fatto, per fare cassa, l’obiettivo di affittarli a prezzo di mercato.

Mushrooms con quest’azione ha indicato la propria volontà, seguendo l’onda dello tsunami, di incrementare il numero di ulteriori occupazioni e autogestioni di edifici privati da destinare a studentati. L’unica risposta possibile alla crisi e alle politiche di austerity è sottrarre al mercato speculativo privato i giocattoli con cui fanno rendita.

Alla medesima ora altre occupazioni: lungo la via Tiburtina (due edifici) e uno a san Basilio, dove sono ormai molti gli edifici terziari abbandonati. Gruppi di famiglie italiane e di migranti, varcando soglie per troppo tempo serrate, si predisponevano a farle diventare altrettante residenze. Cantieri che iniziati immediatamente non sembrano destinati a conoscere rallentamenti o indecisioni. Pronti come sono a riscattare quegli spazi tenuti chiusi trasformandoli in stanze.

Ad aiutare nei lavori sono arrivati immediatamente molti tra gli occupanti dell’ondata precedente, quelle 850 famiglie che il 6 dicembre scorso hanno occupato le case in questa stessa zona o all’Anagnina.

Alla caccia grossa non poteva mancare un trofeo. Che c'è di meglio - siamo a Ponte di Nona - di un immobile finito e naturalmente invenduto del gruppo Caltagirone? Uno degli oltre 50mila edifici che, pur lasciati inabitati, permettono di ingrossare lo stato patrimoniale di chi in questi decenni ha goduto di una licenza di “rendita” continua.

A dar vita a questa occupazione sono stati 32 nuclei di giovani italiani per lo più con bambini molto piccoli. Gli stessi che, proprio il 6 dicembre scorso, erano stati allontanati con la forza da case poco distanti. Queste sono più belle e più comode. Qui hanno deciso di restare. Anche a loro è giunta la solidarietà dei gruppi che abitano poco lontano: gli ex occupanti di De Lollis (lo storico edificio di San Lorenzo) che con la lotta hanno strappato l’assegnazione della casa a Rocca Cencia.

E’ stato un conoscersi e, per molti, un ritrovarsi. Necessario a fare il punto prima di martedì prossimo, quando un lungo corteo si dirigerà verso la Regione Lazio per vedere se il neo-governatore Zingaretti, a differenza dei suoi predecessori, vorrà considerare l’emergenza abitativa non una patologia incurabile della metropoli, bensì un diritto inalienabile di chi la metropoli l'abita o vorrebbe riuscire a farlo.

Perché visitando le occupazioni si scopre, guardando bene dietro le facciate di ogni edificio, di che pasta è fatta questa città.

Case che vengono affittate ad una Asl – siamo all’Appia in zona Arco di Travertino e anche questa è una nuova occupazione – senza che quest’ultima faccia nessun tipo di verifica in merito alla corrispondenza di quegli spazi alle proprie esigenze.

Succede così che oltre 30 appartamenti siano modificati rispetto alla loro originaria funzione abitativa, per permettere al proprietario di lucrare con un affitto sostanzioso sullo svolgimento di un'attività regionale (la sede di una Asl).

Poi capita che un paziente, come è avvenuto, sia colto da malore e scopra che non può essere soccorso. Perché quei corridoi, costruiti per accogliere un’utenza domestica, non sono larghi abbastanza per far girare una barella…

Una storia di ordinaria rendita basata sulla connivenza tra la proprietà privata (qui rappresentata dai cavalieri dell’Ordine di Malta) e il servizio pubblico (la ASL).

È ancora una ASL a insediarsi in uno stabile di Garbatella. Ancora una dismissione (che si prolunga da oltre quattro anni) e ancora, adesso, un’occupazione. 50 famiglie che, verificata la capienza del posto, si sono subito dichiarate disponibili ad accogliere altre famiglie nella stessa condizione.

Che la Regione Lazio abbia sempre puntato a garantire l’affitto sicuro ai maggiori costruttori cittadini è testimoniato da un’altra occupazione. Questa volta siamo nella zona degli uffici di via del Caravaggio a ridosso della Colombo. Il costruttore, il Gruppo Armellini, ha avuto nella Regione il proprio inquilino privilegiato (e sembra sia tuttora così anche per altri palazzi).

Da ieri, in quello che era stato il dipartimento “casa" della Regione, c’è la nuova casa di un folto gruppo di famiglie. Tutte già organizzate per viverci. Quasi a risarcire con la loro presenza, con i loro corpi, le molte parole vane, le troppe promesse inevase che proprio in quel luogo, per troppo tempo, sono state blaterate sull'emergenza abitativa.

Complessivamente il primo giorno dello tsunami si chiude con il “battesimo” di nove edifici. Non solo occupati, ma anche difesi. E’ il caso dello studentato Degage (zona Nomentana), ora nella disponibilità proprietaria di un fondo immobiliare di un altro energumeno del cemento: il gruppo Parnasi.

Quello che costruisce grattacieli all’Eur senza rischi, visto che è riuscito a piazzarne uno all'ente in dismissione della Provincia ancor prima di costruirlo, e che realizzerà il nuovo (inutile) stadio della Roma. E il gruppo Parnasi, ieri, si è subito affrettato a gridare al leso diritto proprietario e invocare l’intervento della polizia. A fronte della solidarietà espressa da un corteo subito accorso in difesa dell’occupazione, i blindati sono dovuti restare parcheggiati lungo la strada permettendo ai nuovi arrivati di raggiungere lo stabile ed unirsi agli occupanti.
La prima notte, oltre che per organizzarsi, è servita a discutere, a mettere in comune le singole esperienze, decidere le richieste da portare al tavolo previsto alla Regione.

La proposta è secca e molto semplice: Comune e Regione acquistino, a prezzo del costo di costruzione, le case sfitte che sono sul mercato come invendute. Solo così si potrà risolvere l’emergenza abitativa e al contempo, recuperando il dismesso e l’invenduto, si farà riposare la terra sollevandola dal peso di nuove inutili costruzioni.

Roma ha scoperto nel vento la risposta all’emergenza abitativa. The answer is blowin'in.

#SCuP Siamo Tornati!

  • Venerdì, 08 Febbraio 2013 12:34 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo press
08 02 2013

Dopo lo sgombero del 25 gennaio centinaia di persone invadono l'edificio di via Nola 5 a Roma dov'era nato SCuP, un'esperienza innovativa di autogestione, servizi e welfare dal basso che oggi riprende la sua cosa, contro l'arroganza della rendita e della speculazione.


Leggi tutto il programma di 3 giorni d'iniziative a SCuP per ripartire:



VENERDI 08

ore 12.00 in poi lezioni aperte e dimostrazioni in collaborazione con la Rete Romana Palestre Popolari.

ore 16.30 in poi laboratorio di creazione delle maschere per il carnevale di domenica al parco.

ore 17.00 progettazione collettiva della nuova aula studio di S.Cu.P.!

ore 18.00 assemblea pubblica: S.Cu.P.! ieri, oggi, domani.

...e dalle 19.30 aperìcena in maschera e dj-set.


SABATO 09

10.00 laboratori e giochi per bambini di tutte le età.

ore 11.00 da Dewey a Borges: teoria e pratica della catalogazione.

dalle 12.00 in poi lezioni aperte e dimostrazioni in collaborazione con la Rete Romana Palestre Popolari.

dalle 16.30 laboratorio espressivo per bambini a cura del Valle occupato. A seguire piccola performance.

ore 18.00 roda di capoeira dalle 19.30 La linea di Greta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..P.!


DOMENICA 10

dalle 10.00 festa di Carnevale ai giardini di via Carlo Felice, con giochi, animazione e laboratori.

ore 11.30 IL CARTA - CARNEVALE Laboratorio di realizzazione di simpatiche bambole di carta sul tema del carnevale. Ogni bambino potrà costruire e personalizzare la sua maschera preferita

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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