Delitto di Udine, il Gip: "Le ragazze potevano scappare"

  • Venerdì, 12 Aprile 2013 11:03 ,
  • Pubblicato in Flash news
Vanity Fair
12 04 2013

Confermata l'accusa di omicidio «preterintenzionale» per le due giovani che avrebbero ucciso il 67enne Mirco Sacher dopo un approccio sessuale.

Potevano scappare e sottrarsi all'uomo senza ucciderlo, per questo rimarranno sotto custodia cautelare le due 15enni sotto accusa per l'uccisione del 67enne Mirco Sacher. Lo ha stabilito il Gip Laura Raddino: «Pur dando per certo che la colluttazione sia scaturita da un approccio sessuale dell'uomo, non voluto dalle ragazze, e da una insistenza della vittima volta a perpetrare violenza sessuale nei loro confronti, risulta che esse ben avrebbero potuto sottrarsi, e agevolmente, all'uomo e alla sua presa». Di conseguenza l'ipotesi di accusa è «omicidio preterintenzionale», cioè non voluto.

Secondo quanto ricostruito dal magistrato le due minorenni avrebbero potuto effettivamente mettersi in fuga «non solo perché si trovavano in un'area aperta e libera, peraltro ben visibile, in pieno giorno e frequentata da vari utenti e pertanto avrebbero anche potuto chiedere aiuto, ma anche perché esse erano in due ben più agili del Sacher». Una dinamica che porta il Gip a configurare allo stato nemmeno sotto il profilo putativo o dell'eccesso colposo, lo stato di legittima difesa».

Le ipotesi sul movente portano infatti i giudici a pensare che le due ragazze avrebbero reagito sì a un approccio sessuale da parte di Saher ma, con una reazione molto violenta, ne avrebbero causato la morte anche se la loro intenzione non era quella di uccidere. Gli investigatori però non escludono anche un movente diverso, un possibile ricatto all'uomo da parte delle due ragazze. L'ordinanza in particolare riporta una frase, «non voglio che mi mettete più le mani nel portafoglio», che Mirko Sacher avrebbe detto domenica mattina alle due ragazzine, mentre pagavano del vino comprato in un supermercato; a riferire la frase è stata la cassiera, sentita dagli investigatori.

Il giudice ha convalidato il fermo delle ragazze sottolineando la possibilità che, se lasciate in libertà, le due ragazzine «commettano altri gravi delitti della stessa specie di quello per cui si procede».Le due ragazze oltretutto, secondo il giudice «non solo si sono mostrate reticenti su circostanze aventi rilievo pregnante, quale il possesso della tessera bancomat della vittima».

Sentite per oltre cinque ore le studentesse che si sono autoaccusate dell'omicidio di Mirco Sacher. Ancora molti i punti oscuri, riserbo assoluto. La procura: "grosso puzzle da ricomporre". L'autopsia è stata rinviata a domani. E una delle due amiche avrebbe graffi sul seno compatibili con la tentata violenza sessuale

UDINE - "Un grosso puzzle", di cui si devono rimettere insieme i tasselli: queste le parole scelte dal procuratore capo della Procura dei minori di Trieste, Dario Grohmann, per definire il giallo di Udine, dopo l'interrogatorio, molto particolareggiato, delle due ragazzine che si sono autoaccusate dell'omicidio di Mirco Sacher.

Le due studentesse sono ancora in stato di fermo in una struttura protetta per i minori a Trieste. Al momento la Procura dei minori non ha chiesto alcuna misura nei loro confronti. E si attende la fissazione dell'udienza di convalida del fermo di indiziato di delitto disposta ieri mattina dai carabinieri di Pordenone ai quali le due quindicenni hanno confessato il delitto.

"La vicenda è delicata. C'è il riserbo assoluto - si limita ad affermare l'avvocato Dario Miani del foro di Trieste, nominato difensore d'ufficio di una delle due minorenni - Si tratta di due ragazzine, poco più che bambine. Non possiamo dire nulla".

Le ragazze hanno risposto alle domande dei magistrati anche se tanti sarebbero ancora gli elementi oscuri della vicenda. "Ritengo che ci siano ancora molti punti da chiarire", dice l'avvocato Miani. "Tutto è ancora in fase embrionale. Aspettiamo innanzitutto gli esiti dell'autopsia". Autopsia, che è stata rinviata a domani.

Le ragazze sono state sentite fino a mezzanotte. L'interrogatorio condotto dal pm dei minori Chiara Degrassi si è svolto in Procura, a Trieste. Prima, le due ragazzine erano state accompagnate all'ospedale Burlo per essere sottoposte a visite mediche. E sul corpo di una di loro ci sarebbero segni di possibile violenza: si tratta di graffi sul seno, che potrebbero confermare il racconto della colluttazione con l'anziano amico di famiglia. Anche sul cadavere della vittima sarebbe stato rilevato un graffio, ma questo potrebbe essere stato causato anche dai rovi.

Le due studentesse sono difese dagli avvocati Dario Miani e Franca Pompili di Trieste. Quello che hanno raccontato durante l'interrogatorio è coperto da segreto istruttorio.

E sono ancora molti i punti oscuri nella ricostruzione offerta dalle due amiche, che, in una deposizione spontanea rilasciata ai carabinieri di Pordenone, hanno raccontato di aver accettato un passaggio dall'uomo, amico di famiglia di una delle due, per andare in centro, e di aver poi reagito ad un tentativo di violenza sessuale, soffocando insieme Sacher. Si sono autoaccusate ma gli investigatori non escludono il coinvolgimento di qualcun'altro. Per ora, però, non ci sono riscontri della presenza di un maggiorenne, come ieri era stato ipotizzato. "Non possiamo nè affermarlo nè negarlo, non ci risulta", ha detto Dario Grohmann.

Resta anche da chiarire se davvero, come hanno raccontato, le due quindicenni abbiano preso l'auto della vittima, e l'abbiano guidata in autostrada verso Venezia, fermandosi in un autogrill da cui avrebbero chiamato degli amici per farsi venire a prendere. In particolare, i tabulati della società autostradale hanno rilevato il passaggio della Punto Bianca di Sacher al casello di Udine sud due ore dopo rispetto all'ora in cui presumibilmente è morto l'uomo.

Tenta di violentarle, due 15enni uccidono un uomo

  • Lunedì, 08 Aprile 2013 13:47 ,
  • Pubblicato in Flash news
GiULiA
08 04 2013

L'episodio è accaduto in un campo alla periferia di Udine. Le due hanno reagito. Subito dopo si sono costituite ai carabinieri.

Un episodio oscuro, i cui contorni sono ancora da chiarire ma che, se le prime rivelazioni fossero vere, sarebbe agghiacciante. Due ragazze udinesi di 15 anni si sono costituite la scorsa notte al Comando provinciale dei Carabinieri di Pordenone autoaccusandosi della morte di Mirco Sacher, un uomo di 60 anni circa, il cui cadavere è stato trovato in un campo alla periferia di Udine.

Secondo le prime ammissioni, la morte dell'uomo sarebbe stata causata da una loro reazione a un tentativo di violenza sessuale. Poi le due ragazzine si sarebbero allontanate dal luogo a bordo dell'automobile dell'uomo, quindi l'avrebbero abbandonata per andare a costituirsi ai carabinieri.

Le due ragazzine sono state condotte in Questura a Udine, dove è giunto il magistrato di turno della Procura presso il Tribunale dei minorenni di Trieste. Gli accertamenti sono svolti dalla Squadra Mobile friulana. L'uomo era stato trovato nel pomeriggio di domenica privo di vita in un campo. Riverso a terra, aveva i pantaloni abbassati. Sul posto era giunto il pm di turno Claudia Danelon.

Mirco Sacher sarebbe stato strangolato dalle due ragazze. È quanto sarebbe emerso dalla loro deposizione spontanea resa nella notte ai Carabinieri: secondo il loro racconto, le due giovani avevano contattato l'uomo, un amico di famiglia, per chiedergli un passaggio per andare in centro città. A un certo punto però Sacher avrebbe cambiato percorso indirizzandosi verso una zona poco frequentata e là ci sarebbe stato il tentativo di violenza con la loro drammatica reazione. Poi le due giovani terrorizzate si sarebbero allontanate a bordo dell'auto della vittima, una Fiat Punto bianca, imboccando l'autostrada e avrebbero guidato fino a una stazione di servizio nei pressi di Padova, dove avrebbero contattato alcuni amici di Pordenone facendosi venire a prendere. Ora verranno trasferite a Trieste, in stato di fermo, e saranno interrogate da un magistrato della procura dei minori.

Il corpo è stato rinvenuto da un passante. Il testimone ha detto alla polizia di aver visto tre persone - l'uomo e due donne - nello stesso campo dove, più tardi, ha trovato lui stesso il cadavere. Era passato nella zona nel pomeriggio, notando i tre nel campo vicino ad un'auto di piccola cilindrata. Poi si è allontanato ed è tornato nello stesso posto dopo un'ora con il suo cane. E' stato proprio l'animale ad indicare la presenza di qualcosa di strano: lui si è avvicinato e ha notato il corpo, riverso a terra, coi pantaloni abbassati. Sul posto non c'erano invece più le due donne nè l'auto.

Il procuratore capo non esclude il coinvolgimento di maggiorenni - «Bisogna valutare ancora tutti gli elementi della vicenda. Nulla esclude che vi siano coinvolgimenti di maggiorenni, quindi prima di spogliarci degli atti faremo ulteriori accertamenti». Lo ha detto il Procuratore Capo di Udine, Antonio Biancardi, annunciando che sulla morte di Mirco Sacher verrà aperto un fascicolo a carico di ignoti.

La versione delle due ragazze però presenta diversi punti da chiarire: le due minorenni devono ora essere trasferite a Trieste, probabilmente in stato di fermo, e saranno interrogate dal sostituto procuratore dei Minori, Chiara Degrassi. La Polizia Scientifica e la Squadra Mobile di Udine stanno effettuando una perquisizione in casa della vittima.

Sarà l'autopsia a chiarire le cause del decesso: la morte potrebbe anche essere stata non provocata. Cioè, potrebbe essere avvenuta per una improvvisa caduta o anche per un arresto cardiocircolatorio. Di omicidio ancora non si parla anche se non si esclude che l'uomo possa essere stato soffocato dalle due ragazzine. «Non credo nella morte naturale, ma di fronte a un'aggressione può essere che abbia accusato un malore», ha aggiunto il magistrato Biancardi, spiegando che le ragazze, nelle loro spontanee dichiarazioni, hanno parlato di «legittima difesa».

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