Omofobia, insultato e picchiato perché gay

no-omofobiaOmofobia in bermuda. Leo, 38 anni, esce per comperare le sigarette. Il caldo addensa l'aria di Polignano a mare, dinanzi al bar di piazza Moro c'è chi sfoglia il giornale e chi gioca a carte. Tutti uomini o quasi.
Delia Vaccarello, l'Unità ...

Storia di Simone, il bambino innamorato dell’amore

  • Venerdì, 26 Giugno 2015 14:05 ,
  • Pubblicato in Flash news

Abbatto i muri
26 06 2015

Ricevo questa storia e la condivido con voi. E’ bella, semplice e parla di genitori, figli e amore. Buona lettura!

Ieri la mia più cara amica mi ha scritto su Whatsapp. Perché doveva raccontarmi una storia. A me è parsa una storia molto bella e siccome ci ho trovato dentro un sacco di cose, come quando ti fanno un regalo che sta dentro una scatola che però contiene altre scatole con altri regali ancora, ecco, insomma: volevo condividerla con te.

La città è una bella città dell’Emilia, i nomi li ho cambiati tutti, i bimbi della mia amica (Matteo e Simone) hanno credo 8 e 6 anni. Il più piccolo è il protagonista della storia; il testo che segue è semplicemente la trascrizione di quel che mi ha scritto Gloria, la mia amica. L’ho modificato pochissimo.

Questa te la devo raccontare. L’altro ieri ero al parco con Matteo e Simone. Sai il parco vicino casa nostra, quello grande. Simone stava giocando in un punto dove c’è una piccola collinetta.

Avevo portato la merenda, una merendina. E poi tante ciliegie.

Simone a un certo punto ha cominciato a sparire dietro la collinetta per poi tornare da me e dalle ciliegie.

Lo ha fatto molte volte, come fa spesso quando gioca lì. Mi sono spostata per parlare con un’amica. E ho visto che dietro la collinetta c’erano in realtà due ragazzine.

Avranno avuto 15 anni, erano lì, sedute sul prato, un po’ nascoste ma nemmeno tanto, stavano parlando fitto e si baciavano. Due innamorate. La cosa mi ha colpita e mi ha commossa, perché erano due ragazzine che se ne stavano là, senza paura, in disparte quel tanto che bastava per non essere disturbate, ma con la consapevolezza di essere viste. Si vedeva che erano innamorate e questo deve aver colpito Simone, che con il suo solito fare “piacione” ha cominciato ad andare da loro e a omaggiarle con le ciliegie.

Era molto incuriosito e secondo me intenerito. Quando ho capito che stava ripetutamente andando da loro – e quindi stava rompendo le scatole alle due ragazze – l’ho richiamato. E forse ho sbagliato. Perché le ragazze si sono alzate e sono andate via. Ridendo.

Simone le ha seguite! E l’ho dovuto richiamare di nuovo perché per seguirle stava uscendo dal parco. Mi ha spiegato che quelle ragazze gli piacevano tanto, che erano belle. Ai bambini piace l’amore.

Ieri sera, poi, a letto, Simone ha raccontato delle ragazze a Paolo (il papà, Ndr). Ci pensava ancora. Paolo gli ha spiegato che erano ragazze grandi e che lui è un bambino. Ma lui, serio, con le manine gli ha mostrato una certa misura e gli ha detto “Papà a me piacciono tanto così più grandi di me. E more e con i capelli lunghi.” Ne abbiamo riso insieme, poi, e io ripensavo a lui che andava e veniva con le ciliegie.

Ho risposto alla mia amica che è evidente che questo bambino ha un talento per l’amore. Mi ha risposto divertita con un modo di dire diffuso “Beata chi se lo piglia!”. Al che io ho replicato “Perché pensi che sarà una sola? Magari sarà più d’una.” “Hai ragione. E’ Matteo quello fedele.”

E io – che non ho aggiunto altro perché in effetti altro di questo non so – mi sono detta che forse, chissà, quando Simone sarà grande la “fedeltà” ad una persona sola non sarà più l’unica opzione. Che ce ne saranno altre. Come oggi per due ragazzine che possono baciarsi in un parco, dietro una collinetta. E penso e spero che questo meraviglioso bambino innamorato dell’amore possa un giorno essere felice, scegliendo il meglio per sé e per le persone che avrà vicino.

laglasnost

Matrimoni gay, come cambia l'opinione negli Stati Uniti

  • Venerdì, 26 Giugno 2015 11:04 ,
  • Pubblicato in INGENERE

inGenere
26 06 2015

Mentre la Corte Suprema americana decide come esprimersi in merito ai matrimoni gay e lesbici negli Stati Uniti, un sondaggio appena diffuso dal Public Religion Research Institute (PRRI) rivela che quasi i due terzi del paese, tra cui il 58 per cento dei repubblicani e il 71 per cento dei democratici, si aspettano che la Corte Suprema renda legali i matrimoni gay e lesbici in tutti e 50 gli stati. In ogni caso, a presindere da quella che sarà la decisione definitiva della Corte, un recente sondaggio d'opinione diffuso dal Pew Research Center registra che negli Stati Uniti più di sette intervistati su dieci affermano che la legalizzazione del matrimonio omosessuale a livello nazionale sia inevitabile. Secondo il sondaggio, oggi, la maggioranza degli americani, il 57 per cento, sostiene il matrimonio omosessuale, rispetto al 39 per cento che vi si oppone. Una percentuale cresciuta costantemente negli ultimi quattordici anni, che ha portato a una vera e propria inversione di tendenza rispetto al 2001, quando i contrari erano il 57 per cento, e solo il 35 per cento della popolazione si dichiarava a favore.

In particolare, questo sembra essere dovuto in parte a un fattore generazionale. La percentuale dei favorevoli ai matrimoni gay e lesbici è cresciuta anche tra le fasce più anziane della popolazione, è vero, ma sono proprio gli americani più giovani, a esprimere il livello più alto di sostegno alle unioni omosessuali: nel 2015 è favorevole il 73 per cento dei nati dopo il 1981, il 59 per cento dei nati tra il 1965 e il 1980, il 49 per cento dei nati tra il 1946 e il 1964, il 39 per cento dei nati tra il 1928 e il 1945.

Ci sono poi differenze lagate al genere, all'ideologia politica, al partito d'appartenenza, alla professione religiosa, all'etnia di appartenenza. Favorevole alle unioni tra persone dello stesso sesso è il 60 per cento delle donne, il 79 per cento dei liberali, il 65 per cento dei democratici e degli indipendenti, l'85 per cento dei laici, il 59 per cento dei bianchi non ispanici.

Secondo Robert P.Jones, amministratore delegato del PRRI "la preponderanza dei dati sui diritti oggi suggerisce che la maggior parte degli americani non solo sostiene le politiche specifiche sul matrimonio tra persone dello stesso sesso o di non discriminazione; queste persone hanno abbracciato i valori che sottendono alla piena parità di trattamento da parte della legge e della parità di accesso alle opportunità". Leggi tutto il commento su The Atlantic.

Corriere della Sera
26 06 2015

Sabato torneranno i carri scenografici con piume e paillettes al Milano Pride. La sfilata partirà in piazza Duca d’Aosta alle 16 e si concluderà in Porta Venezia alle 18. Corso Buenos Aires resterà chiuso in parte, all’altezza di viale Tunisia. Ci sarà anche il sindaco Giuliano Pisapia sabato e con lui, come testimonial, l’ex calciatore Alessandro Costacurta che «lancerà un messaggio contro l’omofobia nello sport», ha anticipato il presidente di Arcigay Fabio Pellegatta. La sfilata del Gay Pride chiude la settimana dell’orgoglio omosessuale - patrocinata da Comune e Regione -, iniziata sabato scorso con il «Kick off party» al padiglione Usa di Expo, ed è proseguita con oltre 50 appuntamenti «per dire no all’omofobia e alla discriminazione».

Si prevede l’arrivo di oltre 50 mila persone. Il tragitto è breve: da piazza Duca d’Aosta il corteo sfilerà in via Vitruvio per raggiungere piazza Caiazzo attraverso via Settembrini e da qui sul corso Buenos Aires fino al palco in Porta Venezia. La parata a piedi e i carri - pochi, massimo 8, e di medie dimensioni - a chiudere. Fino a domani sera, il quartiere Lazzaretto ospiterà una grande fiera mercato alla quale partecipano i commercianti del piccolo quadrilatero. La comunità Lgbt si mobilita, annunciando presentazioni di libri, spettacoli teatrali, convegni, aperitivi e serate disco. La manifestazione è stata organizzata dal Coordinamento Arcobaleno.

L’edizione di quest’anno avrà anche una attenzione particolare al tema dei profughi: gli organizzatori hanno infatti deciso di devolvere parte dei fondi raccolti nell’ambito delle iniziative della Pride Square e della Pride Week per la manifestazione e generi di prima necessità alle associazioni che si occupano di accoglienza. «Milano è un grande laboratorio dei diritti con tante iniziative che la rendono un avamposto dei diritti per tutti e un esempio di città aperta per tutto il Paese - ha detto ieri Filippo Del Corno, assessore alla Cultura, presentando Milano Pride a Palazzo Marino - . Il tema dei diritti va declinato a livello nazionale e allargato anche ad altri temi sociali proprio per creare un clima di condivisione e di vera rappresentanza. Per questo è importante la scelta di intervenire a favore dell’accoglienza. Il Milano Pride esprime questa capacità, coinvolgendo in una grande festa tutta la città con un messaggio di speranza per una società sempre più a difesa dei diritti».

Paola D’Amico

cuoreIn fondo "Piccolo uovo" cercava soltanto una famiglia. Etero, omo, adottiva, multirazziale: non importa, le famiglie sono tutte così belle, che per quello strano e goffo uovo era davvero difficile scegliere in quale approdare.
Maria Novella De Luca, la Repubblica ...

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