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Paolo Di Stefano, Corriere della Sera
17 febbraio 2013

Che cosa sta cambiando nelle relazioni familiari? Come si stanno definendo i nuovi ruoli di donne e uomini? Da qualche mese stiamo provando a ragionarci con post e articoli. Simona Ravizza nel suo post di ieri cercava la risposta ponendo una domanda:
Corriere della Sera
17 02 2013

La scomparsa dei padri è un collasso psicologico, nella mente loro e in quella della collettività. Sconvolge anche gli equilibri di chi aveva sofferto sotto il patriarcato» (Luigi Zoja)    

di Paolo Di Stefano
 
Che cosa sta cambiando nelle relazioni familiari? Come si stanno definendo i nuovi ruoli di donne e uomini? Da qualche mese stiamo provando a ragionarci con post e articoli. Simona Ravizza nel suo post di ieri cercava la risposta ponendo una domanda:

     La figura materna e quella paterna possono davvero perdere ogni differenza senza disorientare i figli?

floris è intervenuta con un commento che ci sembra uno stimolante punto di partenza:   
    È da un bel po che i ruoli sono cambiati, padri morbidi e madri severe. Hanno fatto più conquiste le donne nella vita familiare che in quella lavorativa. Praticamente a casa comandano loro. Le donne hanno tenacia e gli uomini sono per il quieto vivere.

Oggi, sul Corriere è intervenuto Paolo Di Stefano con un editoriale che vi proponiamo per continuare il dibattito
    Quante volte si è detto che il ruolo del padre è in crisi. Romanzi, saggi, reportage, inchieste, film: tutto racconta la difficoltà paterna a mantenere una funzione educativa, la sua emarginazione, se non la sua assenza. Persino Habemus Papam poteva esser letto quale allegoria del declino dell’autorità paterna. Come insegna il caso di Ulisse, il padre tradizionale è insostituibile: e solo quando torna, Telemaco può cantar vittoria contro i Proci e rivedere trionfare la legge a Itaca. C’era un tempo in cui i padri rassicuravano proponendosi come modelli ideali, eroi invincibili, autorità repressive e intimidatorie. Siamo passati dall’epoca del padre-proprietario dei figli all’epoca del padre-testimone: lo dice Massimo Recalcati in un libro diventato in pochissimo tempo quasi un classico, Che cosa resta del padre ?

    È curioso che quando si parla del padre moderno si usi la stessa parola che è stata usata in questi giorni per il Papa: dimissioni. «La scomparsa dei padri – ha scritto lo psicoanalista Luigi Zoja – è un collasso psicologico, nella mente loro e in quella della collettività. Sconvolge anche gli equilibri di chi aveva sofferto sotto il patriarcato».

    C’è una somiglianza incredibile con le conseguenze dell’abdicazione pontificia: sconvolgimento e incredulità… È stato detto che con il suo gesto Ratzinger avrebbe interpretato e sancito la debolezza politica del Vaticano, traslocando così di colpo la Chiesa dentro la modernità. Ma in modo ancor più radicale, quell’atto di rinuncia da parte del Papa rappresenta, sigillandolo al suo massimo grado, il passaggio dal padre-padrone al padre-testimone: non una capitolazione di fronte alla modernità ma una presa di responsabilità della crisi e della debolezza dell’autorità paterna in senso lato. Il padre-testimone o educatore, il padre finalmente umanizzato e sceso dal suo piedistallo epico o leggendario, non pretende di dettare le Leggi ai propri figli, ma offre semplicemente ai suoi eredi il frutto delle proprie esperienze, delle proprie scelte, delle proprie passioni, delle proprie idiosincrasie, dei propri tormenti. Soprattutto delle proprie fragilità.

Padri senza futuro

  • Domenica, 27 Maggio 2012 07:32 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
di Sarantis Thanopulos, Il Manifesto
26 maggio 2012

Un uomo di 40 anni ha gettato dalla finestra la figlia di 14 mesi e il figlio di 4 anni. Subito dopo ha cercato di fare la stessa cosa con la moglie, che invocava disperatamente soccorso per i figli. Non ci è riuscito, per il sopraggiungere di alcuni vicini, e alla fine si è buttato giù suicidandosi. È accaduto dopo un litigio con la moglie per motivi economici. L'uomo era disoccupato e la famiglia si reggeva sul lavoro della moglie.

25 NOVEMBRE: LA VIOLENZA SULLE DONNE E’ SEMPRE UN TABU’

  • Martedì, 22 Novembre 2011 07:52 ,
  • Pubblicato in Il Corsivo
di Monica Pepe
22 novembre 2011

Quando un uomo commette violenza nei confronti di una donna alla quale è legato sentimentalmente è già tutto accaduto. E’ successo qualcosa prima. Non è mai un raptus come viene disonestamente proposto ancora oggi da una parte dell’informazione. La violenza sulle donne è sempre e comunque da condannare, ma è utile indossare lenti più profonde per vedere che c’è una storia nella vita di quell’uomo e di quella donna che hanno contratto un ingaggio profondo e inconscio. 

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