Ormai è un fatto noto: la depressione di padri che hanno appena avuto un figlio si avvicina al 10 per cento (con tendenza all'aumento, come dicono i meteorologi). La grande novità dei nuovi padri, quelli che si sono affrancati dalle consuetudini medievali in vigore fino a non troppo tempo fa, è anche questa. Dando una grande fiducia a questa tanto attesa evoluzione del maschio, le donne non avevano calcolato la sua capacità di esprimere soprattutto le fragilità, e di assumersi meno i compiti....
Datemi pure del mammone, ma non mi stupisce che per il 33 per cento dei giovani, fra i 18 e i 30 anni, la figura di riferimento sia la mamma, e soltanto per il 9 per cento il papà. Mettetevi davanti a una scuola elementare o media, la mattina, e vedrete che per ogni dieci madri, ad accompagnare o a prendere i figli, c'è meno di un padre. ...

Sesso: i ragazzi di oggi più vulnerabili dei padri

  • Lunedì, 30 Settembre 2013 08:06 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
29 settembre 2013

Per gli adolescenti di oggi a prima vista il sesso non è un tabù: smaliziati fino all'eccesso, ne parlano in totale libertà, bruciano le tappe facendolo sempre prima e probabilmente per loro l'atto pratico non ha più segreti perché hanno già visto di tutto, online e nelle foto hard che si scambiano con tanta facilità. ...

Padri e padroni

  • Venerdì, 15 Marzo 2013 08:24 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
Monica Pepe, MicroMega
14 marzo 2013

Nella Sardegna degli anni quaranta Gavino Ledda, a 6 anni abbandona la scuola dopo due mesi di banco per aiutare il padre a governare il gregge nei pascoli di Baddhevrùstana. Cresce nell'isolamento dalla civiltà e dai contatti umani. Solo il militare a 21 anni gli permetterà di fuggire dal rapporto di schiavitù che lo legava al padre. ...

Padri e padroni

  • Giovedì, 14 Marzo 2013 17:06 ,
  • Pubblicato in Flash news
MicroMega
14 03 2013

Nella Sardegna degli anni quaranta Gavino Ledda, a 6 anni abbandona la scuola dopo due mesi di banco per aiutare il padre a governare il gregge nei pascoli di Baddhevrùstana. Cresce nell’isolamento dalla civiltà e dai contatti umani. Solo il militare a 21 anni gli permetterà di fuggire dal rapporto di schiavitù che lo legava al padre.

Cosa abbiamo fatto del progresso di questa Italia che lottava per avere un livello minimo di istruzione e di libertà personale e politica?
Dove sono finiti i padri e come si sono trasformati i vincoli con i padroni nell’arco di 60 anni?

Come abbiamo fatto a permettere che il livello di istruzione e sapere critico che ha intriso ogni classe sociale si trasformasse in una corsia preferenziale a servizio del potere, eludendo qualsiasi forma di sorveglianza?

Come è stato possibile che il passaggio del lavoro da materiale a immateriale diventasse il dazio da pagare alle nuove schiavitù, più occulte e pervasive di sempre?

Le macerie culturali della sinistra e del Pd hanno permesso tutto questo, Grillo divora gli avanzi e porta a compimento una inedita e spaventosa illusione di massa.

I giornalisti che montano famelici sulla sua macchina, accalcandosi fino a ferirsi, come abbiamo visto giorni fa, sono la perfetta sintesi di un inedito fondamentalismo che accomuna la nuova politica e informazione 2.0.

La cornice di pensiero di riferimento, indispensabile per ogni prova reale di democrazia che delimita uno spazio pubblico che dovrebbe essere proprietà di tutti, è stata spazzata via da un meccanismo drogato di massa.

Rovesciare pensieri in libertà sui social network (che tutti usiamo) sembra più politico che fermarsi e costruire un pensiero autonomo e condiviso.

E chi muove i fili non lo fa con la fatica delle contraddizioni della crescita civile di una collettività, come fa un padre vero con i suoi figli, ma giocando con la rabbia che svuota il senso delle cose.

Dalla sella della sua macchina da ‘presa’, come ogni padre-padrone il regista Grillo spara benevolenza e delirio compulsivo, paternalismi ad anatemi tragicomici. Ora sospinto dai sondaggi abbozza le prime proposte.

Hanno ragione i Wu Ming quando dicono che gli slogan sono di sinistra (di venti anni fa oltretutto), e le modalità sono fasciste.

Il maschilismo di Grillo poi è talmente ostentato da documentare una cronica mancanza di riconciliazione con il proprio e l’altro sesso, e non è certo il solo.

La questione è talmente iscritta nelle viscere della identità nazionale da aver portato per mano uomini e donne di questo Paese a votare per l’ennesima volta, in milioni, Silvio Berlusconi, che passerà alla storia come uomo di governo, di truffe e bordelli.

L’Italia è un Paese ammalato di dinamiche verticali e persecutorie, e ogni spazio della vita pubblica e lavorativa ne sono la dimostrazione. Un manager si è impiccato l’altro giorno dopo aver perso il lavoro. “Scusami per quello che ho fatto, c’è troppa distanza tra quello che avrei voluto darti e quello che ti ho dato” il suo ultimo messaggio alla moglie.

Cosa riusciranno a fare in Parlamento i nuovi eletti del Movimento 5 Stelle si vedrà. Al di là dei loro colleghi che hanno una responsabilità locale dove gli altri partiti e i cittadini possono ancora esercitare una funzione diretta di contrappeso, i nuovi parlamentari grillini sono nella cassaforte del potere e per questo più esposti ad essere fagocitati dal padrone.

Bersani deve accettare la sfida più grande, l’unica che può riportare in vita la Sinistra. Cambiare rotta, ricostruire il popolo della sinistra, attraverso una nuova cultura e una nuova pratica politica di sinistra, fondata sulle relazioni, sulla cultura e sul lavoro certo. Sul rispetto tra le persone e tra i sessi di ogni generazione, sulla tutela della dignità umana in ogni condizione sociale ed esistenziale.

C’è un popolo enorme e avvilito che attende questo da anni, ed è incredibile che Bersani non lo veda. Quando deciderà di farlo non sarà mai troppo tardi, forse.

Monica Pepe


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