Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
24 10 2013

I candidati alla segreteria del PD hanno presentato i loro documenti programmatici. Sul fronte dei diritti per le persone lgbtqi, solo Civati appare l’unico in grado di traghettare il Partito Democratico in un’Europa dei diritti, grazie a un documento programmatico inclusivo.

Tra Cuperlo, Renzi , Pittella e Civati , solo quest’ultimo infatti esprime un profilo decisamente laico e propone esplicitamente la piena uguaglianza per le coppie omosessuali con il riconoscimento del matrimonio egualitario, della omogenitorialità e, coraggiosamente, le adozioni per single e coppie omosessuali.

Cuperlo, inaspettatamente, si limita a un assai più vago e scontato riferimento ai diritti delle coppie omosessuali, con formule già viste e che si sono rivelate spesso vuote di effetti. Poco coraggio, quindi, e la percezione dell’utilizzo di una formula molto light per togliersi dall’imbarazzo e dallo scontro interno al partito.

Pittella parla di rispetto per tutte le diversità, annoverando l’omosessualità in un lungo elenco che va dalle diverse religioni alle questioni razziali, di fatto sterilizzando la questione lgbtqi e liquidandola in due parole prive di efficacia.

Ma il più deludente è di certo Renzi, che nel suo documento non cita mai esplicitamente l’omosessualità o la transessualità, parlando, invece, di “rispetto per le scelte”.

Una perifrasi inaccettabile nel 2013. I segnali che ci arrivano dai documenti programmatici non sono esaltanti, se solo uno su quattro candidati alla segreteria del Partito Democratico ha creduto di dover inserire i diritti delle persone lgbtqi nel proprio programma. Riteniamo questo l’ulteriore segno della difficoltà all’interno del centro sinistra di trovare la quadra su questioni che altrove in Europa sono da tempo state risolte con leggi e tutele da diversi schieramenti politici, anche dai più conservatori.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Maccarrone – Presidente 3287488791
Ufficio Stampa Andrea Berardicurti 3487708437

Non si può contare sulle forze politiche esistenti, o su una loro svolta radicale, a meno di una dissoluzione che ne liberi le componenti che aspirano a un vero cambiamento di rotta. ...

Il 19 Ottobre e la saggezza della Roma ribelle

  • Mercoledì, 23 Ottobre 2013 14:43 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
Giuliano Santoro, Giap
23 ottobre 2013

«A giovano',
sta mano po esse fero e po esse piuma.
Oggi è stata 'na piuma…»

Come si smonta uno schema che sembra destinato a lasciarti annaspare nella palude del già visto? Il campo di forze che ha costituito la narrazione del 19 ottobre e la strana coalizione di soggetti che si è ritrovata in piazza e ha stracciato la sceneggiatura dell'annunciato remake del 15 ottobre 2011 fornisce una risposta interessante a questa domanda.

La politica che spiazza (Norma Rangeri, Il Manifesto)

La vecchia-nuova sinistra (da Rifondazione a Sel, da Italia dei Valori a Rivoluzione civile) presente nel corteo era sovrastata dalla gran massa di persone senza bandiere. E dunque nessun politico sul palco ma una fitta sequenza di associazioni e gruppi impegnati su un ampio fronte sociale, come un'altra Italia che coltiva la speranza e persevera nell'obiettivo di salvare la democrazia per come l'avevano sognata e poi costruita i padri costituenti. ...

Il fascino della melma (Barbara Spinelli, La Repubblica)

Il fascino della melma. Difficile descrivere altrimenti la politica italiana, se ancor oggi i costumi sono quelli di trent'anni fa: incapacità di ripulire le proprie stanze prima che intervenga la mano del guardiano della legge (magistrato, polizia), e con perentorietà cogente spazzi i pavimenti, chiuda le porte da chiudere. ...

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