La Questura sgombera 300 persone dallo stabile ex Telecom

  • Mercoledì, 21 Ottobre 2015 09:46 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Manifesto
21 10 2015

Alla fine la legalità tanto invocata negli ultimi tempi sotto le Due Torri è arrivata anche per la palazzina occupata Ex Telecom di Bologna. Dopo lo sgombero settimana scorsa di una piccola occupazione abitativa, ieri è toccato alle trecento persone che dal dicembre 2014 avevano trovato casa nell`ex cali center di via Fioravanti, proprio davanti il nuovo palazzo del Comune di Bologna. ...

Giovanni Stinco

Huffington Post
25 09 2015

Cecilia Strada dieci anni dopo la morte di Federico Aldrovandi: "Non dormo se penso che i responsabili hanno ancora la divisa"

"Sono una mamma che fatica a dormire quando pensa che poteva succedere a mio figlio". Dieci anni fa moriva Federico Aldrovandi. Cecilia Strada, presidente di Emergency e figlia di Gino, lo ha ricordato con un commovente post sul suo profilo Facebook: "Era un ragazzo, è morto in mezzo a una strada. Non è stato il primo e non è stato l'ultimo a 'cadere dalle scale' e morire mentre era nelle mani di chi avrebbe dovuto proteggerlo".

"Io invece - continua Cecilia Strada - sono una mamma che fa fatica a dormire quando pensa che sarebbe potuto succedere a mio figlio". Poi l'attacco agli agenti di polizia: "Sono una cittadina che fa fatica a dormire quando pensa che i responsabili di questo e altri abusi continuano ad indossare una divisa dopo averla infangata". Infine, l'abbraccio alla famiglia: "Sono un'amica che manda un abbraccio a Patrizia e Lino".

Corriere della Sera
25 09 2015

L’uomo è seduto sulla sua sedia a rotelle. Un poliziotto si avvicina e gli urla di deporre la pistola. Si sente un sparo. Il poliziotto e un collega lo raggiungono. Lui si muove, si i tocca i jeans, prova a sollevare il bacino. E viene colpito da una scarica di pallottole. Si accascia, morto. È lo sconvolgente video girato da un passante che ha assistito alla sparatoria di Wilmington, nello stato americano del Delaware. Secondo le sequenze, Jeremy McDole, 28enne disabile nero, è stato freddato dalle forze dell’ordine.

Il filmato amatoriale
Il filmato amatoriale, in cui non si vede alcuna pistola riconducibile a McDole, è attualmente nelle mani degli investigatori che ne stanno esaminando la veridicità. La polizia sostiene che mercoledì 24, il giorno della sparatoria, una calibro 38 è stato trovata al fianco della sedia a rotelle. La famiglia di McDole, paralizzato dalla vita in giù da 10 anni dopo essere stato colpito da uno sparo accidentale di un amico con cui stava fumando marijuana, non è di questo avviso: «È stata un’esecuzione», ha detto lo zio di McDole Eugene Smith all’Ap. Smith ha affermato di essere stato con il nipote fino a un quarto d’ora prima della sparatoria e di non aver visto alcuna pistola.

La madre cerca risposte
La madre del 28enne, Phyllis McDole, ha interrotto la conferenza stampa della polizia per chiedere «risposte» appellandosi al video amatoriale: «C’è un video che dimostra che non ha tirato fuori un’arma». Il capo della polizia di Wilmington Bobby Cummings e il sindaco Dennis Williams hanno assicurato «sarà condotta un’indagine approfondita e trasparente».

la Repubblica
24 09 2015

"Mai avrei pensato che mi sarei trovata, nel giorno dell'anniversario della morte di mio figlio, a parlare con dei poliziotti: però questa adesso penso sia l'unica strada, l'unico modo sia quello.... ". Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, morto 10 anni fa durante un fermo di Polizia, si riferisce al dibattito promosso dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica che venerdì sera, a Ferrara, aprirà la due giorni di eventi in occasione del decennale della scomparsa del figlio. "Le persone che hanno ucciso mio figlio sono ancora in servizio - ricorda la Moretti - però c'è qualcuno che le cose forse le vuole cambiare. Credo che la possibilità di cambiamento sia solo dall'interno delle istituzioni- aggiunge - per cui è particolarmente importate l'incontro di venerdì sera". Per la morte di Federico sono stati condannati in via definitiva, per eccesso colposo in omicidio colposo, gli agenti di polizia Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto. Tre di loro torneranno a vestire la divisa nel gennaio del 2014, assegnati a servizi amministrativi.

Dieci anni dopo la scomparsa di Federico, il dolore è sempre più grande. "Non c'è soluzione a questo", annuisce quasi con un soffio Patrizia Moretti, sempre in prima linea nel chiedere verità e giustizia per la morte di Federico, morte per la quale sono stati condannati quattro agenti di polizia. "Non pensavo però ci volesse del coraggio per rapportarsi con le istituzioni... Pensavo fosse una cosa semplice, che non lo è. Per come si sono comportate con noi- aggiunge quasi a scusarsi - malissimo".

"Questo coraggio serve perchè l'istituzione in sè è qualcosa di astratto- spiega - in realtà ti devi rapportare con delle persone e ne trovi di corrette, oneste e bravissime, altre no...". Ora sa che questo cambiamento deve avvenire dall'interno: difficile trovare le parole per fare un bilancio di questi anni. "La strada è ancora lunga - si limita a dire Patrizia Moretti - E' domani l'occasione per rendere pubbliche queste riflessioni, non credo ora di poter aggiungere tanto, perchè a me costa davvero tanto approfondire, ogni volta parlare di Federico. Tengo le forze per quella fase che è necessaria, ne parlerò venerdì e sabato". Poi si rianima pensando alla musica che caratterizzerà l'evento del ricordo. "Il giorno dopo c'è il concerto - racconta - al quale partecipano molti gruppi che hanno veramente insistito, chiesto loro di esserci, di partecipare. Li ringrazio tantissimo: purtroppo abbiamo dovuto dire no a tanti gruppi, a tanti musicisti che ci chiedevano di partecipare, perchè il tempo non era proprio sufficiente. Sarà un evento molto bello, ci sarà anche un'assemblea con delle letture: un bel ricordo con le cose che piacevano a Federico". E poi quasi in un soffio: "Lo ha visto il manifesto? Lo guardi sull'evento: Federico vive nel ricordo delle persone".

Tonelli (Sap): "La storia ci darà un'altra verità". A dieci anni dalla morte di Federico, per la quale sono stati condannati in via definitiva quattro agenti, le polemiche non si placano. "Sono certo che la storia ci regalerà tra qualche decennio un'altra verità, quando ci sarà qualcuno, temerario come noi, che avrà il coraggio di difendere ovvi principi di verità, sempre mantenendo il massimo ossequioso rispetto nei confronti di chi ha patito il dolore": così il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli. Il sindacato, dal canto suo, ha sempre affermato che gli agenti seguirono diligentemente il protocollo, non escludendo la possibilità di una revisione del processo.

"Venne e disse: è un casino Cucchi è stato massacrato"

"E' successo un casino, hanno massacrato di botte un ragazzo". È quanto avrebbe detto ad alcuni colleghi Roberto Mandolini, nel 2009 sottufficiale dei carabinieri alla stazione di Roma Appia. Il 15 ottobre 2009 compilò il verbale di arresto di Stefano Cucchi, che morì una settimana dopo.
Silvia D'Onghia & Valeria Pacelli, Il Fatto Quotidiano ...

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