Turchia, agente Gezi Park condannato a piantare 600 alberi

  • Giovedì, 11 Giugno 2015 08:42 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
la Repubblica
11 06 2015

Il poliziotto che spruzzò spray al pepe sul volto della "donna in rosso" nelle proteste di Gezi Park a Istanbul nel 2013, è stato condannato a 20 mesi di prigione con pena sospesa e a piantare 600 alberi.

La foto della donna con un vestito rosso colpita mentre si trovava nel parco è diventata una delle immagini-simbolo della rivolta degli alberi a Gezi.

Il processo a carico del poliziotto, Fatih Zengin, si è concluso con la condanna per "violenze fisiche" e "cattiva condotta professionale".

Non si uccidono così 43 ragazzi messicani

Le aspre montagne del Guerrero, a tre ore di pullman da Città del Messico, sono punteggiate di cactus, sentinelle minacciose sulla strada verso i campi di cannabis, papavero da oppio e fosse clandestine. Dopo il sequestro il 26 settembre scorso, da parte della polizia municipale di Iguala, di 43 studenti della scuola normale rurale di Ayotzinapa, anche questo Stato - un tempo frequentato dal jet-set internazionale per la sua suggestiva costa e i locali di Acapulco - è entrato nella rosa dei più violenti e corrotti di tutta la Federazione messicana. [...] Ancora oggi la fine dei 43 studenti è avvolta nel mistero.
Roberta Zunini, l'Espresso ...

"La polizia spia i lavoratori"

1984, George Orwell. Copertina di Germano Facetti  All'Expo Milano viene praticato uno "spionaggio politico ai danni dei lavoratori come alla Fiat negli anni Settanta». Per Antonio Lareno, delegato Cgil per l'Expo, non ci sono dubbi: "Cinquantamila cittadini che hanno presentato una candidatura per lavorare all'Expo sono stati filtrati dalle forze di polizia a loro insaputa nell'ultimo anno". Alcune centinaia di lavoratori, assunti fino ad aprile, sono stati licenziati prima dell'inizio del "grande evento" per motivi, non ancora chiariti, di sicurezza.  
Roberto Ciccarelli, Il Manifesto ...

Heysel, la verità di una strage annunciata

  • Venerdì, 29 Maggio 2015 07:36 ,
  • Pubblicato in L'Intervista
Heysel settore zLuca Manes, Alias (Il Manifesto)
23 maggio 2015

29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles morirono 39 tifosi bianconeri. Morirono nel settore Z, schiacciati e soffocati dalla calca, sotto i colpi degli hooligans inglesi con l'evidente connivenza delle autorità e della polizia belghe, incapaci di prevedere e d'intervenire. In Heysel, le verità di una strage annunciata, Francesco Caremani, giornalista e juventino, ricostruisce quanto accaduto in quelle drammatiche ore di 30 anni fa, ma soprattutto quanto accadde dopo, nei lunghi anni del processo. ...

la Repubblica
22 05 2015

Si aggrava la posizione dei sei agenti di polizia coinvolti il 12 aprile scorso nell'arresto dell'afroamericano Freddie Gray, morto poi una settimana dopo: un Gran giuri' li ha oggi incriminati formalmente, aprendo la via ad un processo senza precedenti. Ad annunciarlo è stata il procuratore dello Stato del Maryland, Marilyn Mosby, che già il primo maggio aveva a sua volta chiesto l'incriminazione poliziotti, tre bianchi e tre neri, tra cui una donna.

Le incriminazioni formulate oggi dal Grand giurì, una sorta di udienza preliminare, sono molto simili a quelle anticipate dal procuratore Mosby, ma rappresentano un passo procedurale importante per portare il caso in tribunale di livello superiore, scrive il Baltimore Sun online. Gray, che aveva 25 anni, è morto perché è stato ferito nel momento in cui è stato ammanettato e caricato a testa in giù nel furgone della polizia, ha detto Mosby durante una conferenza stampa. Le accuse più pesanti sono state sollevate contro Caesar Goodson, 45 anni, e' il più anziano tra i sei. Quel giorno era alla guida del furgone di Polizia sul quale fu caricato Freddie Gray. Goodson è accusato tra l'altro di non essersi fermato quando richiesto e di aver guidato bruscamente provocando o aggravando i danni fisici che hanno portato alla morte di Gray per una lesione alla colonna vertebrale.

La morte del nero, il 19 aprile, ha innescato una serie di manifestazioni di protesta in varie zone di Baltimora, sulla scia di una situazione di alta tensione e accuse alla polizia americana di brutalità nei confronti degli afroamericani, alimentata da numerosi precedenti a partire da Ferguson, la città del Missouri dove è esplosa con violenza la rabbia lo scorso agosto dopo l'uccisione di un giovane afroamericano da parte di un agente di polizia bianco.

Da allora ci sono stati diversi casi del genere e infinite manifestazioni di protesta. Ancora ieri proprio a Baltimora un gruppo di manifestanti ha marciato verso la sede del sindacato della polizia per chiedere che vengano ufficializzate delle scuse per la vicenda di Freddie Gray.

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