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"Botte in commissariato". Due agenti nei guai

  • Martedì, 12 Maggio 2015 12:18 ,
  • Pubblicato in Flash news
Ha un collare, il naso rotto e vari traumi, Adriano E., barbiere 44enne di Civitavecchia, quando viene fotografato in ospedale dove è finito dopo aver trascorso qualche ora nel commissariato del centro costiero a Nord di Roma. La sua vicenda inizia il giorno di Natale del 2011 e non è ancora finita: E. ha denunciato alcuni agenti per averlo "ingiustamente aggredito", il pm ha chiesto due volte l'archiviazione finché il gip gli ha chiesto di procedere contro due poliziotti per lesioni aggravate. ...

V
aleria Pacelli

La rabbia delle madri contro i soprusi polizieschi

million moms marchLa festa della mamma è stata celebrata con una marcia su Washington indetta da Mothers for Iustice United, l'associazione di donne che hanno perso figli per mano della polizia. Ieri hanno sfilato nella "Million Mom march", l'ennesima manifestazione della "primavera nera", il movimento contro i soprusi di polizia e gli omicidi di afroamericani. [...]. La folla di madri accomunate dal dolore è stata l'ultima dimostrazione di come un problema endemico, sia ormai una piaga politica non più procrastinabile.
Luca Celada, Il Manifesto ...

Sotto la legge

Il caso Dozier minò il cambiamento democratico, perché la polizia si ripiegò su se stessa, si affidò ai tifosi, chiedendo consenso e provando a ricostruire la separatezza dalla società. Si trattò di un meccanismo infernale che si è poi ripetuto. Di fronte agli errori operativi e agli abusi, l'apparato tende a rinforzarsi e le strutture democratiche a indebolirsi. La polizia si autorappresenta come un totem, mettendo a rischio la trasparenza. E successo, vent'anni dopo, anche a Genova, nel 2001
Luigi Notari, Mauro Ravarino, Il Manifesto ...

Inchiesta sulla morte di Freddie Gray a Baltimora

  • Giovedì, 30 Aprile 2015 11:02 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Manifesto
30 04 2015

E' passata senza incidenti la prima notte di coprifuoco a Baltimora. La città presidiata da falangi di polizia e da 5.000 truppe della guardia nazionale mobilitate dal governatore.

Lo stato di emergenza prevede che i cittadini rimangano a casa dopo le 22 per i ragazzi minori di 14anni a conferma che le invasioni barbariche così deplorate da stampa e politici sono state in gran parte proteste spontenee di liceali adolescenti dei ghetti di West Baltimore e non come preventivamente anticipato dal capo della polizia, un'azione concertata dalle gang della città.

Durante i disordini membri delle "bande criminali" hanno semmai organizzato un servizio d'ordine interno limitando i danni e proteggendo alcuni esercizi dei quartieri dagli incendi. ...

Dottoressa denuncia al processo: "Minacciata dalla Digos"

  • Giovedì, 23 Aprile 2015 10:30 ,
  • Pubblicato in Flash news

Giornalettismo
23 04 2015

Durante il processo all’agente Alfio Paradiso, accusato del pestaggio di un manifestante, la dottoressa Claudia Siciliano disconosce il suo referto, che dice redatto sotto minaccia degli agenti della Digos. Lo riporta Repubblica di oggi.

LA DENUNCIA SHOCK CONTRO LA DIGOS 
La dottoressa Siciliano ha testimoniato in aula evidentemente emozionata e sull’orlo del pianto, raccontando che il 17 novembre del 2012 ha ricevuto pressioni e minacce da parte di agenti della Digos, negli uffici della Digos romana: «Mi dissero: se non firmi non ti facciamo uscire dalla stanza. Se non firmi ti troviamo per strada e non sappiamo quello che ti potremmo fare».

GLI AGENTI DELLA DIGOS E LE MINACCE MAFIOSE 
La signora Siciliano è medico del 118 e quel giorno prestò i soccorsi ai manifestanti colpiti dalla polizia durante le proteste contro Monti. Il processo è 

Alfio Paradiso, l’agente di polizia imputato di lesioni personali aggravate, accusato di aver pestato a colpi di manganello, durante una manifestazione per le politiche del governo Monti, Giacomo Capriotti.

Secondo la richiesta di rinvio a giudizio:
“Mentre stava svolgendo servizio di ordine pubblico nei pressi di Ponte Sisto lungotevere dei Vallati, Alfio Paradiso. cagionava a Giacomo Capriotti lesioni personali, consistite in escoriazioni multiple alla regione dorsale, al polso sinistro e al capo, dalle quali derivava una malattia nel corpo, intesa come incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni“

UN GROSSO SCANDALO PER LA DIGOS 
Le minacce alla dottoressa siciliano servirono a farle cambiare il referto stilato in quell’occasione, da «lesioni ed escoriazioni multiple» a «rossori cutanei senza lacerazioni e perdite ematiche». La dottoressa è stata sentita perché un magistrato ha notato la differenza tra i due referti e l’ha convocata per capirne il motivo. La testimone, molto scossa, ha detto di non aver nemmeno letto il referto e di disconoscerlo nettamente.

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