Cronache di ordinario razzismo
17 06 2015

“A seguito di uno sgombero illegale, costretti a spostarci nel parcheggio antistante, le istituzioni ci hanno negato qualsiasi forma di aiuto, compreso quello per il soddisfacimento dei bisogni primari; hanno rifiutato persino di fornirci i bagni chimici! Il sostegno è arrivato solo dal quartiere, da privati cittadini, da associazioni e centri sociali”. A scriverlo sono i rifugiati eritrei della Comunità della Pace, in una lettera indirizzata ai rappresentanti istituzionali del Comune di Roma. Un mese fa queste persone hanno perso tutto: le ruspe hanno distrutto le strutture in cui vivevano, sotterrando abiti, oggetti, documenti. Quello che è successo dopo, sono gli stessi rifugiati a raccontarlo nella lettera. In cui chiedono, rivolgendosi alle istituzioni, “un trattamento umano e una soluzione abitativa autonoma”, e “la soluzione dei problemi legati al rinnovo dei nostri permessi di soggiorno”, problemi che “creano gravi conseguenze sullo stato legale della nostra presenza in Italia impedendoci di fatto l’accesso a diritti fondamentali”. Quello che chiedono non è un trattamento di favore, ma GIUSTIZIA. “Trattateci nel rispetto delle leggi italiane ed internazionali e dei diritti umani”, affermano, richiamando lo Stato Italiano, e in particolare il Comune di Roma, alle proprie responsabilità.

Qui un approfondimento su quanto successo il 15 maggio scorso a Ponte Mammolo.

Polizia al Centro accoglienza Baobab, molti migranti in fuga

  • Venerdì, 12 Giugno 2015 10:37 ,
  • Pubblicato in Flash news

Dire
12 06 2015

Intervento della polizia fuori il centro 
di accoglienza Baobab, in via Cupa a Roma, tra piazzale delle Province e via Tiburtina. Sulla strada da ieri sera avevano trovato rifugio alcuni dei migranti, in gran parte etiopi ed eritrei, fuggiti dal piazzale della stazione Tiburtina, dopo che anche li' erano intervenute la forze dell'ordine. Oggi sono arrivate due camionette delle polizia, e il risultato e' stato lo stesso di ieri con molti che si sono dati alla fuga.

"È la prima volta che vedo la polizia da un mese che sono qua", racconta un operatore della Croce rossa in presidio. Dopo l'intervento, le forze dell'ordine hanno lasciato via Cupa e ora dalle vie laterali qualche migrante sta tornando verso l'ingresso del centro d'accoglienza, scelto evidentemente come punto di riferimento in attesa di una soluzione definitiva. Sul posto ora si trovano gli operatori della Croce rossa italiana, mentre la Protezione civile ha distribuito alcune casse d'acqua.

Scalo merci. Campi profughi nelle stazioni

  • Venerdì, 12 Giugno 2015 07:37 ,
  • Pubblicato in La Denuncia
Migranti alla Stazione TiburtinaVito Torre, Il Manifesto
12 giugno 2015

Finché hanno potuto hanno cercato rifugio nel parcheggio dei pullman antistante la stazione Tiburina a Roma, un po' d'ombra sotto i pochi alberi, cartoni stesi sull'asfalto dove da giorni dormono uomini, donne e bambini provenienti da Eritrea e Etiopia. Abbandonati a loro stessi senza neanche una baracca dove andare da quando, a maggio, è stato sgomberata la baraccopoli di Ponte Mammolo.
Una scena simile a quella che da giorni si vede anche all'interno della stazione centrale di Milano, dove sono accampate altre centinaia di profughi eritrei e somali.

"L'Europa nasce o muore nel Mediterraneo".

  • Martedì, 26 Maggio 2015 06:56 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Mediterraneo migrantiStefano Galieni, Zeroviolenza
26 maggio 2015

Roma, periferia est, fermata metro Ponte Mammolo. Di quello che c'era dell'accampamento che da tempo sorgeva in Via Delle Messi D'Oro, non resta altro che macerie, tende da campo e rifiuti. O meglio, restano le persone, poche di mattina quando si è in città per cercare cibo, una doccia, il modo per guadagnare qualche euro, a decine e decine la notte, quando insieme è più facile affrontare la fine di un altro giorno.
C'è un ragazzo di colore che indossa una pettorina arancione: "Ne vuoi?", ti chiede mentre affonda il mestolo in un enorme contenitore di polistirolo. Riso basmati, in quantità ospedaliere, da condire con un sugo di carne di agnello e verdure contenuto in un tegame a parte. Piatti di plastica, posate di plastica. Accanto al ragazzo c'è un gazebo, sotto il quale staziona una decina di persone, bianchi e neri, ragazzi dei centri sociali e donne eritree.
Silvia D'onghia, Il Fatto Quotidiano ...

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