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Corriere della Sera
17 10 2014

E’ nato con una grave insufficienza respiratoria e sottopeso il bimbo della prostituta romena che ha denunciato di essere stata vittima di una feroce aggressione e di uno stupro di gruppo la notte del 15 luglio scorso, da parte di due parà americani di stanza alle caserme “Ederle” e “Del Din” di Vicenza.

In particolare di Gray Gerelle Lamarcus, 22 anni, e Edil McCough, 21, - quest’ultimo già con un precedente specifico – che sono agli arresti domiciliari da fine luglio, accusati di violenza sessuale di gruppo, furto aggravato e lesioni.

A favore del neonato, ricoverato da oltre dieci giorni nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Vicenza, è stato anche aperto un conto corrente postale: lo scopo è quello di raccogliere fondi per le sue necessità.

Ora sarà da chiarire se le sue condizioni possano in qualche modo essere connesse con il pestaggio e gli abusi che avrebbe subito la mamma tre mesi prima.

la Repubblica
09 05 2014

Si chiama Riccardo Viti, ha 55 anni, fa l'idraulico. Sono arrivati a lui grazie all'intuizione di un agente e alle testimonianze di alcune prostitute.

"Sono finito. Ormai non mi salva nessuno", così, una mano sulla fronte, seduto in un ufficio della questura. Riccardo Viti, idraulico di 55 anni, è stato arrestato questa mattina all'alba, nella sua casa di Firenze non lontano dall'ospedale di Careggi. Secondo la polizia sarebbe lui il maniaco delle prostitute che ha ucciso Andreea Cristina Zamfir, 26 anni, romena, morta per le sevizie, sotto un viadotto dell'Autostrada A1 a Ugnano, alla periferia della città.

Parlano i vicini: "E' un tipo strano"

Questa mattina gli investigatori della squadra mobile hanno perquisito la sua abitazione e la sua auto, un minivan bianco parcheggiato in strada, accanto alla caserma dei carabinieri in via Locchi. La compagna dell'uomo lavora all'ospedale di Careggi che si trova a poche centinaia di metri da lì, è un indizio importante. La donna, straniera, si occupa di pulizie. Le braccia di Cristina Zamfir erano state legate a un palo con un nastro adesivo proprio col marchio dell'ospedale fiorentino e parte delle indagini hanno approfondito gli accertamenti su quel reperto.

Viti, interrogato in questura e ha confessato davanti al pm Paolo Canessa che ha coordinato le indagini su questa vicenda che comincia nel 2006 con il primo caso di una prostituta legata, violentata e abbandonata nuda da un uomo. Da allora sono almeno sei i casi analoghi accaduti tra Firenze e Prato.

Sono in corso anche gli accertamenti per verificare la corrispondenza dei dati biologici con le tracce del Dna isolate dal Racis dei Carabinieri in alcuni precedenti casi simili, dove le vittime erano sopravvissute. All'identificazione dell'uomo, gli investigatori sono arrivati rapidamente grazie alle descrizioni raccolte da numerose prostitute che si sono imbattute in questa persone. La pista che ha portato a Viti sarebbe stata imboccata grazie a un agente delle volanti che dopo l'omicidio di Cristina Zamfir, lo scorso 5 maggio, si è ricordato di un intervento effettuato un anno fa per una lite fra un cliente e una prostituta in cui il cliente era a bordo di un minivan bianco, un Doblò.

Laura Montanari, Luca Serranò, Gerardo Adinolfi


Interrogava chiunque lo fermasse, a qualsiasi ora. E non aveva paura della morte: "Fa parte della vita". Il risveglio di don Andrea Gallo era un rituale leggendario. Si alzava tardissimo, quando gli altri erano stanchi, ma era capace di restare sveglio fino alle sei di mattina. ...

Prostitute stuprate in caserma 2 carabinieri condannati a Pero

  • Mercoledì, 05 Dicembre 2012 13:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Repubblica
05 12 2012

Sette anni di carcere con interdizione perpetua dai pubblici uffici. E tre anni e quattro mesi con cinque anni di interdizione. Sono le condanne di primo grado decise dal gup milanese Roberta Nunnari per i due carabinieri della caserma di Pero, alle porte di Milano, finiti in carcere lo scorso marzo con le accuse di violenza sessuale e concussione. I militari avrebbero costretto due prostitute straniere ad avere rapporti sessuali dicendo loro, in sostanza, che quella era l'unica possibilità per evitare di essere denunciate.
La pena di sette anni (un in più di quanto chiesto dal pm Giovanni Polizzi) riguarda il carabiniere che aveva il grado più alto, a cui sono contestati due episodi e che si trova in carcere. Inferiore a quanto richiesto dal pm la pena per il secondo carabiniere, ai domiciliari, a cui era contestato un solo episodio. Il giudice ha inoltre disposto una provvisionale per le parti civili: 20mila euro per il ministero della Difesa e 30mila euro per una delle ragazze. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti alla fine del 2009 all'interno della caserma.

Un mese fa ci lasciava Piero Vigna

  • Mercoledì, 24 Ottobre 2012 00:00 ,
  • Pubblicato in Lettere
di Elisabetta Rosi*
26 ottobre 2012

Tanti hanno ricordato le sue doti umane e professionali, sottolineando l’assoluta eccellenza delle sue attitudini investigative  e la coerenza di vita che lo hanno contraddistinto.
Non è però inutile volerlo qui ricordare anche per il suo impegno a tutela delle vittime, in particolare delle donne vittime della violenza e dello sfruttamento dei trafficanti di esseri umani.

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