Le architetture mobili dell'identità

  • Domenica, 26 Maggio 2013 07:37 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Alessandra Pigliaru, Il Manifesto
25 maggio 2013

Ci sono dei libri che restituiscono la temperie culturale e politica del proprio tempo, che entrano nella scena a tenere le fila di un dibattito da riordinare e poi altri che si impongono a fare la differenza e quel tempo lo scrivono perché sanno scandirlo. In questa ultima categoria rientrano certamente i libri di Judith Butler, filosofa e femminista statunitense tra le più note e influenti del panorama internazionale.
L'elaborazione di una "politica queer" investe le sfere della vita come della politica, il reddito e il lavoro, il sesso e i linguaggi, l'immaginario e il desiderio....
Repubblica.it
19 04 2013

Sanam Faqeer è uno dei sette transgender su 23mila persone candidate alla presidenza del Pakistan. "Il mio obiettivo è dare giustizia ai poveri, benessere agli anziani, promuovere la meritocrazia e cancellare la disoccupazione. Una volta eletta, renderò la mia città più pulita e metterò fine al traffico caotico", questo è quanto afferma Faqeer, nata nel 1975 come Essa Gul, da sempre nel mirino dei suoi fratelli per i suoi atteggiamenti effimeri.

A 15 anni, alla morte del padre, è stata allontanata da casa e affidata a un esponente di spicco della comunità transgender. Da qui il cambio di nome, la decisione di farsi crescere i capelli, di indossare abiti femminili e di lavorare come prostituta. Nel 2009 ha fondato una struttura per gli eunuchi anziani che oggi offre ai transgender la possibilità di usare il computer e la prospettiva di un lavoro più rispettabile. Bindiya Rana gira gli slum della città, porta per porta. Alla gente che le chiede se riuscirà a vincere, Rana risponde: "Non importa. Ho vinto quando hanno accettato le mie carte".

Da Mieli a Queer

  • Giovedì, 04 Aprile 2013 08:10 ,
  • Pubblicato in L'Iniziativa
4 – 7 aprile
Roma


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“Femministe a parole. Grovigli da districare”

  • Lunedì, 18 Giugno 2012 07:18 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
di Anna Simone, Zeroviolenzadonne
18 giugno 2012

Non è semplice coordinare un volume, in undici mesi, con così tanti “grovigli” da districare sotto forma di parole-chiave. E’ il primo merito che va riconosciuto alle curatrici e alle tante autrici di “Femministe a parole. Grovigli da districare” (a cura di Sabrina Marchetti, Jamila M.H. Mascat e Vincenza Perilli, Ediesse, 2012, pp. 363, euro 18). Il libro si presenta come un lessico femminista di “terza generazione”,

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