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Maschio gentile per sopravvivere (La Stampa)

Oggi tenterò la classica impresa impossibile. Convincere i lettori maschi perplessi che l'educazione sentimentale non è una bestemmia, ma la nostra unica possibilità di sopravvivenza....
Corriere della Sera
11 12 2012

Chi ha rapporti all'inizio della relazione avrebbe un'affinità e complicità di coppia inferiore di chi aspetta a «consumare»
 
MILANO – Meglio il sesso subito, sull’onda dell’entusiasmo e della magia, o guai al primo appuntamento, altrimenti si bruciano le tappe? Il dilemma non è mai stato risolto ed è chiaro che la scelta sulla fatidica prima volta è estremamente soggettiva. Ma una recente ricerca suggerisce che un po’ di attesa non può che fare bene alla coppia e all’amore, soprattutto se si ragiona in un’ottica lungimirante.
DICEVANO LE NONNE - Le nonne (e in taluni casi persino le mamme) consigliavano l’attesa che, come dice il proverbio, aumenta il piacere, ma soprattutto temevano per la reputazione della fanciulla troppo disinvolta, senza considerare i precetti religiosi, che raccomandavano caldamente di arrivare all’altare vergini. Poi i tempi sono cambiati, ma ora uno studio di fresca pubblicazione sul Journal of Sex Research torna a tessere le lodi dell’attesa intelligente, sostenendo che le coppie che hanno saputo temporeggiare all’inizio, dopo un anno sono più salde, soddisfatte e comunicative. Le coppie che hanno consumato entro i primi giorni invece allo scadere del primo anniversario sono decisamente più scoppiate.

LO STUDIO - Il titolo della ricerca è «Differing Relationship Outcomes When Sex Happens Before, On, or After First Dates» e gli autori sono Brian J. Willoughbya, Jason S. Carroll e Dean M. Busby, della Brigham Young University. I ricercatori hanno monitorato 10.932 persone coinvolte in un serio legame di coppia, pur non essendo sposate, e hanno ricostruito la genesi dei loro primi incontri sessuali. È emerso così che coloro che si erano concessi reciprocamente entro i primissimi incontri a distanza di un anno dal primo appuntamento lamentavano maggiori insoddisfazioni rispetto ai più cauti o a chi addirittura ancora non aveva consumato (dopo ben un anno!).

POSSIBILI SPIEGAZIONI - E se è vero che gli scienziati non forniscono elementi scientifici che spieghino la curiosa equivalenza «sesso subito = rapporto complicato», è vero che il buon senso potrebbe portare a pensare che la fretta sia cattiva consigliera e che chi va subito al sodo poi possa riporre sul sesso eccessive aspettative. Senza contare che gli interessi comuni, il sentimento, le affinità e la sensibilità sono valori inequivocabilmente importanti che costituiscono le fondamenta di un’unione felice ed è dunque chiaro che se si focalizza una relazione sull’intesa fisica si rischia l’infelicità. Detto questo non è assolutamente detto che le coppie che bruciano le tappe dell’amore carnale, magari con grande e reciproca soddisfazione, non siano poi altrettanto affini anche in tutto il resto. Con buona pace delle nonne e dei dettami religiosi. Dunque c’è una spiegazione ulteriore che però non trapela da questo studio che, forse è il caso di sottolineare, proviene da un ateneo dello Utah di proprietà della Chiesa Mormone con una filosofia notoriamente poco incline a libertà eccessive nei costumi sessuali. Per esempio come viene spiegato sul sito della BYU ogni studente, al momento dell'iscrizione, firma ciò che viene chiamato "Honor Code and Dress and Grooming Standards", un contratto con il quale si impegna a rispettare un codice morale che include l'astensione da rapporti sessuali prematrimoniali, linguaggio volgare, tabacco, tè, caffè, cannabis e droghe pesanti, e l'impegno a vestirsi modestamente.

Emanuela Di Pasqua

FESTIVAL DI TEATRO DELL’OPPRESSA

  • Martedì, 08 Maggio 2012 07:30 ,
  • Pubblicato in L'Iniziativa
di Parteciparte

11-13 MAGGIO 2012

Csoa Ex-Snia - Roma

Poiché nella gran maggioranza dei casi l’oppressione si manifesta contro le donne, abbiamo deciso di organizzare un festival che riconosca l’esistenza di un dominio maschile. Questo non è una questione femminile, né un fatto marginale. È un problema di società che vogliamo affrontare o decostruire con il teatro, coinvolgendo tanti spett-attori, per creare relazioni equilibrate tra i sessi, per allenarci a affrontare situazioni inaccettabili, che nè uomini nè donne possono più tollerare.
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