Una solitudine già vissuta dai tunisini durante la rivoluzione e soprattutto nei mesi successivi alla vittoria islamista nelle elezioni del 2011. [...] Finalmente sembra che l'Occidente si sia accorto dell'importanza del processo democratico avviato qui dopo la rivoluzione, senza spargimenti di sangue. I tunisini hanno anche saputo reagire al governo islamista premiando un partito laico nel voto dello scorso anno. 
Giuliana Sgrena, Il Manifesto ...
Le donne salveranno la Tunisia, è uno dei cori intonati più spesso. Erano state l'anima del 14 gennaio 2011, della rivoluzione dei gelsomini, quando una manifestazione spontanea rese evidente l'anacronismo della dittatura di Ben Alì. Sono la maggioranza anche oggi, portano in dote una convinzione feroce, una fiducia totale nell'impossibilità del ritorno al passato. "Tremila anni di storia da difendere. In piedi, Tunisia". 
Marco Imarisio, Corriere della Sera ...

Una sveglia per chi parla di rivoluzione

Papa Francesco col pollice in suNon riesco sinceramente ad appassionarmi alle uscite di papa Francesco sulle questioni teologico-filosofiche, incluse quelle bioeticheIl nostro dice quello che deve dire un papa. Ma lo dice anche con parsimonia.
Gilberto Corbellini, Cronache del Garantista ...

Ombrelli, libri, libertà. I ragazzi della rivoluzione

  • Martedì, 30 Settembre 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
La città è paralizzata per il secondo giorno di seguito dalla protesta contro la legge elettorale disegnata da Pechino per rendere una farsa il voto a suffragio universale promesso per il 2017. Quegli ombrelli, usati per proteggersi dagli spray urticanti della polizia, sono diventati il simbolo del movimento democratico.
Guido Santevecchi, Corriere della Sera ...

Nello Yemen è già tempo di una nuova rivoluzione

  • Sabato, 20 Settembre 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Hamoud Hamoud Aljalal ha 56 anni e sette figli. Nel febbraio scorso era in piazza Tahrir a Sana'a e si faceva fotografare con il figlio Abdulghani con le tre dita della mano destra ben tese. "Le tre dita della mano destra - pollice, indice e medio - stanno per la grafia della parola araba La, che vuol dire "no": no a questo governo, no alla corruzione, no all'America e a Israele, no ai tagli ai sussidi per il petrolio". ... 
Laura Silvia Battaglia, Pagina99

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