Il Nobel giusto per l'epoca dei migranti

  • Martedì, 13 Ottobre 2015 10:56 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
Migranti EuropaStefano Feltri, Il Fatto Quotidiano
13 ottobre 2015

Negli ultimi vent'anni in India è cresciuta l'economia, ma è diminuito il consumo di calorie per persona, anche tra i più poveri, nonostante le donne e i bambini indiani avessero (e conservino) uno tra i più alti tassi di malnutrizione del mondo. Come è possibile? ...
No Borders Ventimiglia
02 10 2015

All’alba di Mercoledì 30 Settembre due ruspe e tre camion hanno distrutto in sei ore un luogo di solidarietà costruito in oltre tre mesi grazie al supporto dei migranti in viaggio e dei solidali di tutta Europa. Hanno pensato che oltre alle tende, alla cucina, alle docce, avrebbero demolito anche il cuore della lotta No Borders. Si sbagliano: il Presidio ha mostrato di valicare ogni barriera fisica e materiale contrapponendo alle barriere la costruzione comune di un territorio di solidarietà, relazioni e lotta internazionale per la liberà di movimento per tutte/i e contro ogni confine.

Quello che abbiamo visto accadere in questi mesi a Ventimiglia, avviene anche altrove: Choucha, Lampedusa, Calais, Parigi, per citarne solo alcuni. Sono altri luoghi di resistenza, posti di frontiera interni ed esterni della “Fortezza Europa”. Spazi di transito dove alla violenza del viaggio, dei maltrattamenti subiti dalla polizia e dai trafficanti, si unisce la violenza del confine materiale, una linea immaginaria militarizzata senza pudore. La violenza di un limbo in cui i migranti diventano pedine da ripartire tra vari stati in un gioco di ambiguità legislative. Vediamo un’Europa che professa libertà di movimento mentre Schenghen si riduce ad ennesimo dispositivo che rafforza le gerarchie tra chi è cittadino e chi non lo è e per questo rimane intrappolato nelle disposizioni di Dublino III, che vincola la domanda d’asilo al primo paese di arrivo.

Sappiamo bene che il controllo non è l’unica strategia messa in campo nella gestione della migrazione: quel che denunciamo, oltre alla chiusura dei confini, è il drenaggio classista e razziale dei flussi, attraverso cui gli stati cercano di accaparrarsi la manodopera più qualificata, talvolta creando un vero e proprio “business dell’accoglienza” in cui i rifugiati diventano possibilità di profitto per le cooperative, talvolta attraverso lo sfruttamento redditizio dell’illegalità, sistematicamente infine nello sfruttamento sul lavoro.
Meno di un mese fa scrivevano che a Ventimiglia non c’erano più migranti, e in poco tempo il nostro campo ospitava 220 migranti in transito. Oggi viene scritto che la giornata del 30 settembre, iniziata con uno sgombero e finita con la spartizione degli ottanta presidianti tra commissariato, carabinieri e Croce Rossa, “è stata una giornata di soluzioni”.
Il confine resta però chiuso e i migranti che erano disposti a rischiare la propria vita sugli scogli per rivendicare il diritto all’autodeterminazione, sono ora per strada.

I solidali restano con loro. Loro restano con i solidali. Resteremo uniti nella lotta finché “le soluzioni” pensate non portino all’apertura del confine: é questa la decisione che ha concluso la prima assemblea del No Borders Camp in esilio.
Distruggere le nostre cose, circondarci con centinaia di agenti e decine di blindati, non è una risposta al problema dell’abominio rappresentato dai respingimenti in frontiera.

I migranti arriveranno ancora, e le stesse violazioni saranno perpetrate. Ci hanno tolto casa ma non ci hanno fermato. Oggi siamo più forti, più determinati e ancora più uniti.
Chiamiamo con un appello internazionale chiunque sia convinto, assieme a noi, che la storia della lotta contro i confini sia solo all’inizio e che oggi, ancora più che ieri, sia il momento di gridare con tutte le nostre voci:

WE ARE NOT GOING BACK!

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015 ORE 14:30 ALLA STAZIONE DI VENTIMIGLIA
MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE

HURRYA !!

Ius soli, il bicchiere è mezzo vuoto

  • Giovedì, 01 Ottobre 2015 08:52 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Ius soliStefano Galieni, Zeroviolenza
1 ottobre 2015

La metafora più usata per definire quello che è il testo di legge che da lunedì 28 settembre è giunto in aula della Camera relativo alla riforma della legge sulla cittadinanza è quella del "bicchiere". E utilizziamola allora fino in fondo per definire quanto è accaduto finora e quanto potrebbe succedere di qui a un mese.

Immigrazione, la nostra risorsa

Libertà-Migrazioni
La sinistra ha, in Italia, la possibilità di indicare una soluzione non contingente né transitoria al problema gigantesco dell'immigrazione.
Il Manifesto ...

Dinamo Press
28 09 2015

Dal 25 al 27 settembre è stata chiamata una Carovana transnazionale per l’apertura delle frontiere europee, che da Lubiana si muoverà verso il confine sloveno-croato. Resistenze Meticce parteciperà a questa mobilitazione partendo da Roma.

Leggi l'appello internazionale, informati sulle partenze da Roma (per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)e segui la pagina Open Borders Caravan

In questi mesi, decine di migliaia di persone che fuggono da guerre e povertà hanno raggiunto, o stanno provando a raggiungere, il territorio europeo. Mentre diversi governi hanno reagito alzando muri e filo spinato, inasprendo le leggi sull’immigrazione e sul controllo della popolazione interna, gridando a un’invasione che non c'è (i nuovi arrivati non superano neppure lo 0,1% della popolazione europea), causando migliaia di morti, in tantissimi luoghi si moltiplicano invece le iniziative di solidarietà. Da Ventimiglia a Calais, dalle isole greche a Opatovac, da Edirne a Rözske, da Tovarnik al Brennero, migranti e solidali insieme stanno mettendo in crisi la governance europea dell’immigrazione, facendo saltare il regolamento di Dublino e gli accordi di Schengen. Nonostante nessuna frontiera riesca a fermare il bisogno di fuga e la voglia di pace e libertà di queste persone, si continuano a diffondere segnali di preoccupanti chiusure identitarie e razziste e si ricostruiscono vecchi e nuovi confini.

Pochi giorni fa alcuni di noi sono tornati dalla Carovana per Kobane, che ha chiesto l’apertura di un canale umanitario verso la città simbolo della resistenza allo Stato Islamico, portando solidarietà al popolo curdo (in lotta contro l’ISIS e il regime autoritario di Erdogan) e sostegno all’esperienza del confederalismo democratico del Rojava. Proprio dalla Siria dilaniata dalla guerra e dal Kurdistan turco impoverito e perseguitato dal dittatore Erdogan in tanti sono stati costretti a fuggire. Domani partiremo per una nuova Carovana transnazionale, questa volta verso una delle frontiere europee che impediscono o rallentano il transito di chi si muove per migliorare le proprie condizioni di vita. Saremo prima a Lubiana per una mobilitazione antifascista e antirazzista per poi dirigerci dove eserciti e polizie impediscono alle persone di superare i confini.

Vogliamo portare il nostro sostegno concreto a chi fugge da guerre e povertà, a chi in queste settimane sta dando a tutti quanti una grande lezione di dignità e grandissima determinazione. Vogliamo anche lanciare un messaggio politico chiaro: non accetteremo che l’Europa diventi uno spazio diviso da muri e infestato dal razzismo. Sappiamo bene che quello che alcuni governi e forze politiche stanno facendo contro i migranti riguarda tutti noi. Mentre si ricostruiscono vecchie e nuove frontiere per le persone che provengono da fuori l’Unione Europea, in diversi paesi si discute la reintroduzione di blocchi indirizzati anche ai migranti intra-europei, accusati di muoversi per scroccare il welfare degli Stati più ricchi. Rifiutiamo questa visione dei fenomeni migratori che non tiene conto delle guerre che anche l’Unione Europea ha contribuito a scatenare, che non fa riferimento ai dittatori sostenuti e finanziati in giro per il mondo, che dimentica come le politiche di austerity abbiano distrutto il futuro di migliaia di giovani nel Sud Europa. Pensiamo che solo insieme, cittadini e clandestini, rifugiati economici e politici, sia possibile riscrivere il destino dello spazio europeo e sottrarlo alla dittatura del neoliberalismo e alle pulsioni autoritarie e fasciste.

Per questi motivi parteciperemo alla Carovana, provando a portare quella lotta contro i confini che quotidianamente pratichiamo nei nostri sportelli legali e nelle scuole di italiano, nelle esperienze autogestite di mutualismo e solidarietà, nelle battaglie per un’accoglienza dignitosa, lì dove le frontiere europee vorrebbero fermare chi pratica la libertà di movimento e il diritto di scelta. Ci auguriamo e faremo in modo che a questa iniziativa ne seguano altre ancora perché siamo fortemente convinti che, oggi, portare solidarietà ha valore se ci si mette in gioco insieme per la costruzione di uno spazio comune di libertà.

Per l’apertura di tutte le frontiere!

Per la creazione di canali umanitari che mettano fine alle morti in mare!

Per un’Europa dei diritti sociali, accogliente e solidale!

#OpenBordersCaravan #SafeRoutes #NoBorders

Maggiori informazioni sulle partenze da Roma: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pagina fb della carovana: Open Borders Caravan

>Ringraziamo le reti sociali di San Lorenzo che hanno messo a disposizione numerosi beni di prima necessità che porteremo al confine.

di Resistenze Meticce

 

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