Lettera aperta della Casetta Rossa

Casetta Rossa
7 luglio 2015

Come molti di voi sanno la Casetta Rossa da mesi cerca di sopravvivere a continui attacchi da parte dei vigili dell'VIII gruppo e dei Dirigenti del Municipio.
Il nostro luogo, quello dei giochi e dell'impegno, quello delle feste per bambini e della solidarietà ai no (oki) costituenti, Casetta Rossa, il nostro luogo, rischia di chiudere.

Sgombero Capitale

  • Martedì, 23 Giugno 2015 13:44 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
23 06 2015

Sgomberato in mattinata il Cineteatro Preneste Liberato, prosegue l'attacco di Roma Capitale agli spazi sociali della città e si allunga la lista dei luoghi sgomberati o colpiti da provvedimenti amministrativi. Mentre a Roma prende piede l'ideologia del decoro e la convergenza tra grillismo e destre

Leggi il comunicato degli occupanti

È uno stillicidio senza tregua. Dopo il teatro Valle, l'aggressione ostinata a Scup, al cinema Volturno e alle occupazioni abitative, dopo le ruspe di Ponte Mammolo e la vergogna della Tiburtina, dopo gli assedi amministrativi all'Angelo Mai e al Corto Circuito, i sigilli a Casetta Rossa, le ritorsioni contro Cinema Aquila e l'ex Circolo degli artisti, dopo la prova muscolare dello scorso week end contro la Zona temporaneamente liberata di Roma Comune, arriva oggi l'ennesimo sgombero coatto. Questa volta viene colpito il Cinema Preneste e la sua parte abitativa, un'importante esperienza di cultura indipendente e accoglienza abitativa nel mare speculativo della capitale.

Il sindaco e la sua giunta, a voler essere ottimisti, fanno finta di niente. Paiono prigionieri di un'idea di governo schiacciata sulla gestione della miseria quotidiana di bilancio. Sembrano convinti che la "lezione" di Mafia Capitale consista in una spruzzata di moralismo, qualche poliziotto nei dipartimenti e la privatizzazione strategica delle politiche sociali e dei servizi, con il benestare delle fiaccole legalitarie dei sindacati confederali. Una politica senza politica, assediata dall'alto da Renzi e dai vincoli di bilancio mai messi in discussione, indifferente e ostile a qualsiasi relazione con la città dei beni comuni e del nuovo welfare, perennemente subalterna ai poteri forti (riverniciati) della rendita immobiliare e finanziaria.

Nel frattempo, nella dimensione virtuale e mediatica dei partiti, cresce l'opposizione "senza popolo" dei Cinque Stelle e i rigurgiti razzisti della destra salviniana, mentre la sinistra di governo "discute intensamente", non spostando di un centimetro il segno dell'amministrazione. La "sinistra radicale", invece, è ancora chiusa in laboratorio alla ricerca della formula alchemica, della pozione magica chiamata "Syriza".

Roma è una città stremata e impoverita da un blocco politico, economico e culturale senza precedenti, intrappolata in un gioco della parti che rischia di aprire praterie inattese alle "convergenze parallele" tra populismo grillino e una destra fascista di nuovo aggressiva dopo la tempesta giudiziaria. Corre trasversale l'ideologia del “decoro” che riduce la qualità della vita alla “sicurezza” e alla paranoia contro ogni forma di devianza.

Ancora una volta, solo i movimenti e le reti della città solidale, le esperienze di autogoverno territoriale e mutualismo, le frontiere della cultura indipendente possono far saltare il banco, contrastare l'esito liberista di Mafia Capitale, dare una prospettiva fuori dalle secche dei tagli e dei sacrifici. Per aprire un campo largo di attivazione sociale, un nuovo spazio politico pubblico, che rovesci il rapporto tra alto e basso, tra rappresentanza e sovranità, tra istituzioni e partecipazione, tra comunità locali e diktat europei. L'esordio di Roma Comune è una scommessa in questa direzione.

Alzati che sta arrivando lo sport popolare

  • Mercoledì, 03 Giugno 2015 14:26 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
03 06 2015

Occupata dai movimenti l'area incompiuta delle piscine dei mondiali di nuoto. Una domenica all'insegna dello sport popolare e del diritto alla città

Roma Domenica 31 maggio. Sono ripresi i lavori nella piscina di San Paolo. Quella dei “mondiali” , quella che ha visto la propria copertura cedere quando ancora non era stata terminata di costruire, quella che quando si è andato a misurare la lunghezza della vasca ci si è accorti che mancavano 5 centimetri a raggiungere i 50 metri canonici, quella, soprattutto, della “cricca” la metastasi affaristica clientelare innestata sul corpaccione rappresentato dal Provveditorato delle Opere Pubbliche del Lazio. Ora la medesima “struttura di missione” che fa capo alla Presidenza del Consiglio, che tanto spreco aveva permesso e tollerato, non dicendo una parola sui costi che, lievitando del 60% , hanno raggiunto i 16 milioni di euro per produrre una non piscina, ha dato un nuovo appalto per, almeno, sistemare la copertura collassata.

La nuova impresa ha redatto una radiografia precisa. Quel tetto non poteva stare in piedi perché era stato male progettato e ancor peggio realizzato. Ora ci sta mettendo le mani. Per la vasca non c’è nulla da fare. Un errore di posa del fondo ha prodotto un handicap nelle misure complessive che rende ormai impossibile il suo utilizzo agonistico. Tutto questo sta avvenendo senza nessuna informazione verso chi la città abita, ne nessuno si è mai chiesto quanto costerà gestire questo mostro anche se è facile prevedere che lieviteranno anche questi costi e poi sarà assegnato al privato di turno che ne farà un centro sportivo aperto ai …portafogli del’utenza,non certo al quartiere.

Così ieri chi a Roma fa sport popolare nei centri sociali, nei luoghi di aggregazione sociale, chi la città abita guardando a chi lo fa senza pensare al proprio tornaconto personale, chi combatte chi sparge odio e discriminazioni, chi giorno dopo giorno si batte contro chi, volendo trasformare tutto in merce, costruisce , come è avvenuto nella piscina di san Paolo, queste vere e proprie armi edilizie di distruzione dell’abitare di massa, ha risposto con partecipazione ed entusiasmo alla proposta della Rete Diritto alla città Zona Sud.

Una lunga passeggiata che, snodatasi nel quartiere, ha toccato uno ad uno i luoghi sportivi dove a farla da padrone sono le pratiche a pagamento, per poi approdare sulle rive di quest’impianto per dire che chi la città abita vuole decidere che farne. Al sindaco Marino che minaccia sgomberi a go-go contro gli spazi sociali liberati proprio con le occupazioni è stata dedicata questa giornata di lotta . Nell’impianto così per molte ore le realtà sportive che aderiscono alla rete Diritto alla città Roma Sud hanno dato vita ad incontri e dimostrazioni delle pratiche sportive che svolgono nei propri spazi, raccogliendo una continua affluenza dei cittadini del quartiere, che su come utilizzare questo spazio hanno dimostrato di avere le idee chiare. Sottrarlo al profitto selvaggio riconoscendosi nello striscione issato sul tetto della piscina “Alla FIFA e alle sue marchette preferiamo lo sport popolare senza mazzette”.

Per oggi è Taz (Temporary Autonomous Zone). Domani (e nei giorni seguenti) è un altro giorno.

Sgomberato SCUP, tutti in via Nola!

  • Giovedì, 07 Maggio 2015 08:24 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Dinamo Press
07 05 2015

In corso lo sgombero dello spazio, ruspe e operai all'interno stanno radendo al suolo l'edificio. Attivisti in presidio al di fuori dei cancelli. Lanciata conferenza stampa ore 11,30.

In mattinata, alle prime luci dell'alba, l'intervento dei carabinieri nello spazio occupato in via Nola, quartiere San Giovanni. Numerosi blidati e automezzi hanno circondato lo stabile e hanno eseguito lo sgombero. Attualmente all'interno dello stabile sono presenti due ruspe e una squadra di operai che stanno demolendo l'edificio. Già rasa al suolo la palestra e l'ingresso principale dello stabile. Alle 11,30 è stata convocata una conferenza stampa.

Fuori dallo spazio è in corso un blocco stradale da parte degli attivisti del centro sociale e della Rete per il Diritto alla Città.

Milano. Sgomberato spazio sociale alla vigilia dell'Expo

  • Martedì, 28 Aprile 2015 11:50 ,
  • Pubblicato in Flash news

Contropiano
28 04 2015

A tre giorni da Expo puntuale è arrivato un nuovo, ennesimo, sgombero a Milano, nel quartiere del Giambellino. All’alba di questa mattina cinque camionette della polizia hanno bloccato tre vie nel centro del quartiere. Sgomberata la Base di Solidarietà Popolare, la sede del comitato degli abitanti del Giambellino. Al momento sono in corso perquisizioni nelle abitazioni di alcuni occupanti. 7 le persone fermate, si tratta di compagni di origine francese. Sul posto si è immediatamente formato un presidio di solidali. L’appello è quello di raggiungere via Odazio-Piazza Tirana.

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