Aurora: Un’ App contro la Volenza Domestica

  • Mercoledì, 12 Giugno 2013 07:24 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il corpo delle donne
12 06 2013

Da Sydney un’app che salva la vita delle donne

Aurora: l’alba del pronto-intervento sorge da un’app
“Una telefonata salva la vita,” diceva una pubblicità dei primi anni novanta. Ora qui in New South Wales, lo stato con capitale Sydney, si potrebbe dire che a provare a salvare la vita delle vittime di violenza domestica sia un’app.

Qualche settimana fa, infatti, il governo, in collaborazione con la polizia locale e le organizzazioni attive sul territorio, ha lanciato “Aurora”: un’app per telefonia mobile, scaricabile gratuitamente, rivolta a chiunque viva in una relazione violenta e abbia bisogno di lanciare un messaggio d’aiuto in situazioni d’emergenza.
Prima del suo genere, Aurora ha due funzioni principali: una informativa e una di soccorso.

La prima spiega in che cosa consista vivere in una relazione violenta e si rivolge soprattutto a chi, per motivi culturali o timore del giudizio altrui, nega di avere bisogno d’aiuto. Nonostante vanti una forte rappresentanza femminile a tutti i livelli istituzionali, nel pubblico, e una buona presenza percentuale di donne manager nei consigli d’amministrazione, nel privato, l’Australia deve ancora fare i conti con casi frequenti di violenza domestica: fenomeno che spesso, nella vittima, si accompagna a un senso di vergogna e ad una reazione autocensoria. Da qui, l’esigenza di dotare l’app di una sezione dalle finalità illustrative che accompagni e sostenga la funzione di soccorso. L’app è disponibile sia per telefonia mobile iOS, iPhone per intenderci, sia per Android, ovvero la stragrande maggioranza di cellulari cosiddetti smartphones.

Una volta installata sul dispositivo, Aurora può, con un rapido tocco dell’utente sul display, inviare fino a tre messaggi a persone di fiducia. In situazioni d’emergenza, i secondi o i minuti necessari all’invio di un sms potrebbero essere troppi.

Aurora, invece, una volta registrati i numeri di telefono di persone fidate, permette di preimpostare tre messaggini che, dal momento della composizione, saranno pronti all’invio con un semplice tocco sullo schermo.
Poiché spesso chi aggredisce tende a monitorare le comunicazioni della vittima con il mondo esterno, Aurora consente la stesura di messaggi che potremmo dire in codice, in cui utente e persone di fiducia si scambiano corrispondenze contenenti parole chiave d’allarme. Un esempio potrebbe essere “Sto andando a comprare il pane” oppure “Ti aspetto al bar.”
L’app è stata concepita pensando soprattutto agli abitanti delle zone rurali del New South Wales, che spesso non dispongono di connessioni internet, ma possiedono dispositivi di telefonia mobile.
Recensendo Aurora per i programmi radiofonici per cui lavoro, ho pensato che sarebbe possibile e sensato sviluppare un’app con le stesse funzioni anche per l’Italia.Ho voluto dunque approfittare di quest’ultimo spazio su Il Corpo delle Donne, prima della pausa estiva, per parlarvene e lanciare un appello per la realizzazione di un app al Ministero delle Pari Opportunità.

Credo che sia importante, alla luce dei fatti di cronaca che, in quanto fatti non approssimazioni statistiche, ci ricordano quanto grave sia l’incidenza della violenza domestica nella nostra società, iniziamo a pensare pragmaticamente.

Forse un’app come Aurora potrà aiutare una vittima su un milione, ma è dalla forza di quell’eccezione che altre si potranno salvare.

Buone vacanze estive per voi e buon letargo a noi che entriamo nel mite inverno dell’emisfero sud.

Marina

@marinafreri

"Io, la mia stalker e la vita rovinata dall'acido"

  • Lunedì, 03 Giugno 2013 12:43 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
Repubblica.it
03 05 2013

Parla l'infermiere romano sfregiato dalla ex. "Ha assoldato veri criminali, ho ancora paura. Mi ha perseguitato anche dopo l'aggressione. Minacciava di morte le mie amiche. Per me sono stati mesi d'inferno"

ROMA - Vive nel terrore, teme per la sua vita. Nonostante l'arresto della donna stalker che lo perseguitava dopo averlo fatto sfregiare al volto con l'acido muriatico: non accettava la fine della loro breve storia d'amore. Simona Cristiano, 30 anni, arrestata dalla squadra mobile di Roma diretta da Renato Cortese e dalla polizia giudiziaria di Torpignattara, insieme ai due calabresi esecutori materiali dello sfregio con l'acido muriatico, nelle intercettazioni telefoniche lo aveva detto: "Dobbiamo sistemare la vicenda definitivamente, io gli buco la gamba... Andiamo con Caterina silenziosa e lo mandiamo sulla sedia a rotelle". Caterina è una pistola con il silenziatore. In passato la Cristiano era stata denunciata per atti persecutori nei confronti di due ex e di tre donne, ostacolo alle sue relazioni morbose. Questa volta aveva pagato duemila euro un sicario, che fra l'altro in passato aveva strangolato sua moglie, per far sfregiare l'ex.

Daniele Capri, 32 anni, è l'infermiere ferito al volto insieme a due colleghe del reparto di Medicina uomini dell'ospedale Vannini. La sua breve relazione con Simona era iniziata nel 2011. Le piaghe dell'acido muriatico sono sul collo e sul viso. Vive fuori Roma, vicino a Palestrina. Non esce da casa se non accompagnato e ha fatto montare nel villino dove vive sbarre e vetri blindati.

La sua persecutrice è in carcere con i complici, ma lei vive nel terrore.

"Mi avevano promesso che il giorno del mio compleanno mi avrebbero gambizzato, assassinato.

Lei è una donna diabolica, malvagia. Aveva ordito il suo piano per distruggermi in modo meticoloso e preciso. È riuscita a rovinarmi per sempre, come se mi avesse ucciso. Diceva che mi aveva in pugno, che eravamo legati per sempre e che dovevo scegliere: una vita insieme o la morte certa. Il 24 marzo mi ha inviato un sms: "Guarda sotto lo zerbino". C'erano tre proiettili "luger" calibro 9. In un altro messaggio scriveva che avrebbero manomesso i freni dell'auto di mio fratello, se fossi partito per un weekend con un'amica".

Non era la prima volta che aggrediva la donna a sassate. Nonostante i precedenti per maltrattamenti in famiglia, bambini compresi, l'uomo non ha mai conosciuto una lunga permanenza in carcere. ...

Botte, minacce e stalking, arrestato 17enne

Il Corriere della Sera
30 05 2013

Un diciassettenne è stato arrestato a Ceriale con l'accusa di maltrattamenti nei confronti della fidanzatina quindicenne. A denunciarlo sono stati i genitori della ragazzina, accusando il ragazzo di averla ripetutamente maltrattata, arrivando anche a sequestrarla. Contro il ragazzo i carabinieri hanno trovato a riscontro numerosi messaggi inviati al cellulare della ragazzina contenenti minacce di morte. Il diciassettenne è ora rinchiuso nel carcere Ferrante Aporti di Torino, ma potrebbe essere presto affidato ad una comunità protetta.

DISOCCUPATO - I due avevano iniziato a frequentarsi dall'ottobre scorso. Ma la relazione ben presto è diventata ossessiva: lui disoccupato, lei studentessa modello. Ma il fidanzatino diventa sempre più aggressivo e geloso, fino a sfociare nella violenza. La situazione negli ultimi tempi è degenerata tanto che la giovane è tornata dai genitori con il volto tumefatto. I genitori della ragazza lo hanno denunciato, i carabinieri lo hanno arrestato.

Posto che la violenza omicida costituisce spesso l'approdo finale di un percorso ascendente dì minacce, molestie, costrizioni, si può e si deve parlare dell'esigenza che i cittadini conoscano il meccanismo di allarme e di prevenzione, predisposto, anche recentemente, dalla normativa amministrativa e penale. ...

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