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30 11 2012

«Una donna vale più della misura di reggiseno che porta»    

L’abito può fare la differenza. Soprattutto se c’è chi lo indossa e chi invece appare senza, come sulla famigerata «pagina 3» del Sun e del Daily Star , tabloid del gruppo News International guidato da Rupert Murdoch. Nei 42 anni appena compiuti dalla rubrica che mostra ogni giorno una prosperosa ragazza rigorosamente in topless, il cliché creato – secondo l’associazione femminista Object – è ferreo: da una parte le donne, nella loro apparenza esteriore, fisica, sessuale.

Dall’altra gli uomini, che nel resto del giornale appaiono ritratti in fotografie che esaltano le loro professioni, il loro ruolo nella società, la loro intelligenza.
    E sempre rigorosamente vestiti.

Per questo, nei giorni scorsi, l’ong Object ha organizzato una manifestazione di fronte alla sede dove vengono «pensati» i giornali di Murdoch, a Londra. Un grande cartello, diviso in due metà, portava le riproduzioni delle tante donne in topless di pagina 3 giustapposte ai «rivali» uomini, con una differenza che balzava subito agli occhi: seni nudi contro sorrisi vestiti. «Una donna vale più della misura di reggiseno che porta», hanno scandito i partecipanti (di entrambi i sessi) alla manifestazione. «Basta con queste abitudini. Le donne meritano il rispetto dei media». Un gruppo ha poi provato a entrare nella sede di News International per portare le proprie rimostranze a Dominic Mohan, direttore del Sun , quotidiano popolare da quasi tre milioni di copie al giorno. «I seni di pagina tre? Una innocua tradizione britannica», si è difeso Mohan, senza ricevere le manifestanti.

I figli, i bambini, i generi

  • Giovedì, 29 Novembre 2012 12:38 ,
  • Pubblicato in Flash news
Un altro genere di comunicazione
29 11 2012

Ammettiamolo, ogni tanto la vaticanissima Italia fa qualche passo avanti (anche se a passo di lumaca) e la cosa mi lascia incredula. Ieri con 336 voti, 33 contrari e 58 astenuti, passa la legge che finalmente non fa più discriminazioni tra figli legittimi e figli naturali. Svolta storica dunque per quanto riguarda i diritti dei bambini ma anche delle donne non sposate i quali figli avranno gli stessi diritti.

I figli di single, di coppie di fatto, perfino i figli di incesti godranno d’ora in poi degli stessi diritti di figli di coppie sposati: anche in Italia, dunque, i figli naturali sono equiparati ai figli legittimi, nati all’interno del matrimonio. Il figlio nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto dalla madre e dal padre anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento e il riconoscimento può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente. La legge riconosce, inoltre, ai figli naturali un vincolo di parentela con tutti i parenti e non solo con i genitori e ciò significa che in caso di morte dei genitori può essere affidato ai nonni o zii e non dato in adozione come accadeva fino a ieri.

Il figlio ha diritto, inoltre, ad essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.

Per quanto riguarda le inclinazioni dei figli, mi vengono in mente tutti quegli stereotipi che impediscono di fatto ai figli di seguire le proprie inclinazioni di genere.
Dopo il passo avanti di un’azienda svedese di giocattoli, l’ondata gender-friendly si estende sotto la Manica. Anche in Francia un grande distributore di giocattoli abolisce gli stereotipi di genere dai cataloghi dei giocattoli.

L’ipermercato Super U, al quinto posto tra i grandi alimentari, compie una timida (forse rispetto alla Svezia ma si sà) ma grande rivoluzione: i bambini possono giocare a fare i papà.

Una rivoluzione se pensiamo che ancora oggi giocare con le bambole è considerato una “cosa da femmine” a causa della mentalità comune che vede la cura dei figli come un compito esclusivamente femminile. Questo catalogo ha sdoganato il luogo comune e insegna che la paternità non è più un tabù.
Ritorniamo al punto, visto il moltiplicarsi di interessanti rivoluzioni, e l’Italia?

Temo che per raggiungere lo stivale ci sarà molta strada da fare. L’italia dovrebbe ancora liberarsi dall’iper presente rosa schocking che domina ovunque nei giocattoli “per bambine”, figuriamoci se è possibile far giocare i bambini a fare i papà.
Intanto colgo l’occasione per diffondere l’hashtag #toysgenderfiendly. Prendiamo esempio da queste civiltà.

I social network: confessionali di verità?

di Lea Melandri, La 27esima ora
12 novembre 2012

Le giovani donne usano internet per trovare un contatto più umano, più profondo di quello che non hanno nella realtà, e che non cercano neanche.   
La modificazione dei confini tra privato e pubblico sembra aver spalancato le porte di casa e spinto la vita intima del singolo a esporsi fuori da ogni pudore allo sguardo di molti.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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