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Paolo Valentino, Corriere della Sera
8 febbraio 2015

"Nell'ultimo anno la società russa è cambiata radicalmente. Abbiamo vissuto più di due decenni di umiliazioni, come Paese e come popolo. Abbiamo subìto sconfitta dopo sconfitta. Il Paese che i russi avevano costruito, l'Unione Sovietica, si è suicidato. È stato un suicidio assistito da stranieri interessati. Per 23 anni siamo stati in piena depressione collettiva." ...

Bombardato l'ospedale di Donetsk

Keith HaringIeri a mezzogiorno, ora di Kiev, l'ospedale numero 27 nel quartiere di Tekstlishchik di Donetsk è stato bombardato; secondo i primi testimoni, i colpi di artiglieria avrebbero provocato dai 5 ai 15 morti. In serata, in un altro quartiere della città orientale, è toccato a un palazzo residenziale finire nel mirino dei bombardamenti: almeno 10 i feriti. [...] C'è un conflitto, con combattimenti e morti quotidiane, che periodicamente riportano l'Ucraina tra le prime notizie di giornata.
Simone Pieranni, Il Manifesto ...

Ucraina, continuano gli scontri: morti e feriti anche civili

  • Lunedì, 02 Febbraio 2015 08:58 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cronache del Garantista
02 02 2015

Nelle ultime 24 ore sono morti 13 militari ucraini e altri 20 sono stati feriti, ha reso noto il portavoce della difesa Volodymir Polyovy. Almeno altri sette civili sono morti negli scontri a Debaltseve, la città fantasma assediata dalle forze separatiste. Continua la guerra nell’est dell’Ucraina dopo il falimento della riunione del gruppo di contatto che si è svolta sabato a Minsk. Alla riunione, durata oltre quattro ore, hanno preso parte rappresentanti di Ucraina, separatisti, Russia e Osce.

La Serbia, presidente di turno dell’Osce, ha reso noto che a bloccare i negoziati sono stati gli inviati delle regioni separatiste di Luhansk e Donetsk. “Non erano neanche pronti a discutere l’attuazione di un cessate il fuoco e del ritiro dei mezzi pesanti”, ha denunciato. L’inviato di Kiev, l’ex presidente Leonid Kuchma, ha aggiunto che i separatisti hanno minacciato una guerra a tutto campo se Petro Poroshenko non dichiarerà un cessate il fuoco unilaterale.

Intanto a Donetsk, circondata dalla guerra, si riuniscono i movimenti indipendentisti di tutto il mondo. Dal Texas alle Fiandre e quelli di Venezia. Il ‘ministro degli Esteri’ della repubblica popolare Aleksandr Kofman ha contattato i diversi movimenti attivi ovunque, invitando i loro leader a una grande conferenza, che si terrà a cavallo fra questo mese e il prossimo, quando le condizioni della sicurezza lo consentiranno, per lanciare una ‘Lega dei Nuovi Stati’ la quale, dice, darebbe voce ” alle popolazione che rappresentano il dieci per cento del territorio mondiale, il 15 per cento della popolazione globale, il sette per cento del suo pil”.

In un’intervista all’emittente televisiva di Donetsk ‘Oplot TV’, l’ex imprenditore di 37 anni elenca “Texas, Fiandre, Venezia, Boemia, Paesi baschi, Catalogna: siamo già in contatto con 18 territori”, precisando che “Sono invitati ad aderire alla nostra unione tutti i territori che in questo momento vogliono l’indipendenza ma che non hanno ancora lo status di Paese sovrano, a partire dal Texas, dove ci sono attivisti che combattono per l’indipendenza”.

Atlas
28 01 2015

Dialogo politico per superare la crisi: sia Russia che Ucraina ieri hanno ribadito che la strada per arrivare a una pace nell’est dell’Ucraina deve passare dall’iniziativa politica ma sono parole che contrastano con una situazione sul campo diversa. Separatisti filorussi e truppe regolari ucraine continuano a combattersi e negli ultimi giorni, sono stati i ribelli a farsi sentire di più attaccando prima l’aeroporto di Donetsk e bombardando poi la città costiera di Mariupol.ucrainaluhansk

Mariupol è considerata strategica perché di fatto separa la zona controllata dai ribelli dalla Crimea, la penisola annessa dalla Russia all’inizio dell’anno.

Mentre ciascuno dei due contendenti accusa l’altro di portare avanti operazioni militari, ieri è stato il presidente ucraino Petro Poroshenko a ribadire l’adesione ai principi espressi lo scorso settembre a Misk quando separatisti e governo firmarono un accordo di cessate-il-fuoco.

Secondo le stime correnti più di 5000 persone sono state uccise dall’inizio degli scontri e almeno un milione sono gli sfollati. Kiev, sostenuta dall’Occidente, accusa Mosca di sostenere e armare i ribelli. La Russia ha negato di armare direttamente i ribelli, pur ammettendo che volontari russi sono attivi nell’est dell’Ucraina e ha accusato Kiev di fomentare le violenze.

 

 

Corriere della Sera
22 01 2015

Almeno tredici persone sono morte e decine sono rimaste ferite in seguito ad una serie di colpi di mortaio che hanno centrato la fermata di un tram nel quartiere Leninski di Donetsk, roccaforte dei separatisti filorussi. Lo riferiscono i media russi e quelli dei ribelli.

Strage alla fermata
Secondo i testimoni oculari citati dall’agenzia dei ribelli «Dan-news Info», la fermata sarebbe stata colpita da cinque presunti colpi di mortaio mentre stava passando un tram e un filobus, che ha preso fuoco, insieme ad un’auto di passaggio. Secondo un rappresentante del ministero della difesa dell’autoproclamata repubblica di Donetesk, Eduard Basurin, ci sono nove morti e nove feriti. La tv Rossia 24 mostra un bus distrutto da un ordigno, cadaveri alla fermata e dentro lo stesso bus.

Si combatte per conquistare l’aeroporto
Intanto, nelle ultime 24 ore, sei militari ucraini sono rimasti uccisi nei combattimenti per l’aeroporto di Donetsk, mentre altri 16 sono stati feriti e fatti prigionieri. Altri 20 - riferisce il ministero della difesa ucraino, citato da Interfax - sono riusciti ad abbandonare il terminal. Il giornalista ucraino Yuri Butusov, direttore del sito web Censor.net, ha confermato il ritiro degli ultimi soldati dall’aeroporto di Donetsk. «Il nuovo e il vecchio terminal, la torre di controllo e tutto quello che poteva servire per la difesa - ha riferito Butusov su Facebook - è stato completamente distrutto. Gli ultimi difensori sopravvissuti hanno abbandonato oggi il nuovo terminal».

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