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Si è trattato della prima violazione grave della cruciale tregua concordata da Kiev e Mosca. Una donna è rimasta uccisa. Mentre i bombardamenti proseguivano, il Twitter ufficiale dei ribelli di Donetsk annunciava che le loro forze stavano "prendendo Mariupol". ...

Sempre più vicina la tregua in Ucraina: la Nato è spaccata

  • Venerdì, 05 Settembre 2014 11:27 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
05 09 2014

A partire dalle 15 di oggi,se tutto andrà come previsto, in Ucraina governo e separatisti filorussi dovrebbero firmare l'accordo per un "cessate il fuoco" che potrebbe diventare definitivo: più meno alla stessa ora nel vertice dei sessanta paesi della Nato che si aperto ieri a Newport, il Galles, si tireranno le fila di due giorni di contronto che non si stanno svolgendo in modo facile, e si potrà verificare se all'interno dell'Alleanza i "falchi" avranno perso o no qualche piuma.

All'interno della Nato le posizioni paiono abbastanza chiare: da una parte Stati Uniti, Gran Bretagna e Paesi Baltici premono per il dispiegamento alle frontiere con la Russia di una "forza di intervento rapido" che Mosca può interpretare soltanto come una minaccia ed alla quale sarebbe dunque costretta a reagire. Sulla linea opposta sono schierati alcuni dei grandi paesi europei, soprattutto Francia e Italia che invece sono per una politica di "appeasement" e preferirebbero temporeggiare prima di assumere decisioni pericolose. La Francia appare più defilata rispetto agli altri alleati e si é limitata a far sapere di aver sospeso la consegna delle due navi militari ordinate dalla Russia ed anche l'Italia pensa che di fronte al cessate degli scontri armati innalzare di nuovo il livello del confronto avrebbe poco senso, visto che la Russia rimane un partner essenziale sul piano energetico come su quello militare (soprattutto sullo scacchiere mediorientale).

Il vertice di è aperto ieri mattina con un incontro ristretto dedicato all'Ucraina, a cui hanno partecipato Obama, Cameron, il premier italiano Renzi, la cancelliera tedesca Merkel, il presidente francese Hollande, e quello ucraino Poroshenko. Il leader di Kiev ha detto che già domani potrebbe firmare il cessate il fuoco, e quindi la discussione si è incentrata su quale strategia usare per favorire la soluzione politica della crisi, e quando far scattare le nuove sanzioni. Gli Usa premono affinché le misure più dure vengano imposte subito, durante lo stesso vertice Nato, perché altrimenti dubitano che Putin manterrebbe la promessa di siglare e rispettare la tregua. Alcuni paesi europei invece frenano, suggerendo di aspettare e vedere prima se Mosca firma e applica il cessate il fuoco. Secondo questa logica, le sanzioni più dure verrebbero usate come minaccia, che scatterebbe se la Russia non desse seguito alla tregua.

Il piano d'azione di cui si sta discutendo dovrebbe prevedere esercitazioni congiunte in territorio ucraino tra gli eserciti membri, una maggiore condivisione di informazioni tra apparati di "intelligence" e la pianificazione di interventi di risposta rapida alle crisi. Nell'operazione sarebbero coinvolti in prima linea Danimarca, Lettonia, Estonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi e forse Canada. Oltre che dell'opportunità strategica di una scelta simile adesso però si tratta anche di parlare dei suoi costi.

iI bilancio militare 2014 pubblicato dalla Nato ammonta a 1,4 miliardi di euro, lo scorso agosto l'Alleanza ha sollecitato un nuovo sforzo ai Paesi membri chiedendo loro di impegnarsi ad aumentare le spese per la difesa fino al 2% del PIL nell'arco dei prossimi dieci anni (nel 2013 lo hanno fatto solo Stati Uniti, Gran Bretagna, Grecia ed Estonia). Il generale Jean-Paul Palomeros, comandante supremo alleato per la trasformazione (ACT), ha spiegato che per realizzare il piano servirebbero centinaia di milioni di euro l'anno. Chi è pronto a sopportare simili costi, e per quale obiettivo?

Non molti, pare, e neppure la Germania. "Riteniamo che il requisito del 2% del PIL non rappresenti un criterio adatto per determinare la fedeltà di uno Stato membro nei confronti dell'Alleanza - si è lasciato sfuggire un portavoce del ministero della Difesa tedesco citato da Russia Today -. Dovremmo parlare meno di percentuali e di bilanci della difesa e più delle strategie da adottare per ottenere risultati più concreti".

Questa esibizione di muscoli peraltro potrebbe arrivare fuori tempo massimo, fra poche ore si potrebbe compiere il passo cruciale nella risoluzione del conflitto. "Nelle prossime ore a Minsk, dev'essere firmato un documento che prevede le fasi di attuazione del piano di pace per l'Ucraina, la cui disposizione fondamentale è un cessate il fuoco - ribadisce il presidente Poroshenko - e se questo avviene darò istruzioni per un cessate il fuoco bilaterale". Sul loro sito ufficiale anche i separatisti filo-russi si dichiarano pronti a cessare le ostilità. Nello stesso tempo però Poroshenko aggiunge di aspettarsi che nel vertice di Newport la Nato decida di fornire assistenza militare a Kiev, cosa che provocherebbe l'ira di Putin.

Poche ore fa peraltro a mettere indirettamente in rilievo le qualità della Russia come possibile partner militare dell'Occidente in Siria ed Iraq ha provveduto uno strano firmato diffuso in rete. I macellai del "Califfato islamico" se la prendono anche col presidente russo Vladimir Putin: l'ufficio del procuratore generale russo ha chiesto di limitare l'accesso a un video postato su YouTube dallo Stato islamico (EI) che minaccia di "detronizzare" Vladimir Putin a causa del sostegno fornito da Mosca al regime siriano, e minaccia di scatenare una "guerra "nel Caucaso russo al fine di liberarlo".

A mosca un comunicato dei magistrati fa sapere che "la richiesta di limitare l'accesso a questo video contenente minacce terroristiche e la promessa di scatenare la guerra nel Caucaso del Nord" è stato inviata all'Agenzia russa per il controllo dei media (Roskomnadzor),Nei prossimi giorni si annuncia l'apertura di un'indagine contro quanti "hanno minacciato un atto terroristico annunciando pubblicamente di voler violare l'integrità territoriale della Russia ".

Il filmato degli jihadisti dell'IS è stato diffuso in rete martedì scorso su YouTube e fra l'altro mostra un aereo da guerra "Mig" che si afferma essere stato sottratto dalla guerriglia al regime del presidente siriano Bashar al-Assad ed era stato fornito dalla Russia. "Questo è un messaggio per te, Vladimir Putin, gli aerei che hai inviato a Bashar noi li rimanderemo su di voi, se Dio vuole", tuona la voce di un guerrigliero islamico nel video registrato in arabo e sottotitolato in russo.

La Russia non ha mai fatto mistero di essere il principale alleato del regime di Damasco, a cui fornisce armi. "Noi libereremo la Cecenia e il Caucaso, a Dio piacendo, da questo momento Vladimr Putin deve sentirsi minacciato ed egli cadrà quando arriveremo a casa sua", continua la voce dell'attivista. Dopo la prima guerra cecena (1994-1996) tra separatisti e forze federali russe, la ribellionenel Caucaso è stata progressivamente islamizzata , ed ha sempre perseguito l'idea di allargarsi oltre i confini di questa piccola repubblica, trasformandosi fino dalla metà degli anni 2000 un movimento islamista armato attiva in tutto il Caucaso settentrionale. L' Isis, che ha proclamato un "Califfato" sulle vaste regioni conquistate negli ultimi mesi in Iraq e in Siria, ha sostenuto la recente decapitazione di due giornalisti americani, James Foley e Steven Sotloff.

Ucraina, tregua in vista, ma si teme il grande bluff russo

  • Venerdì, 05 Settembre 2014 08:33 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cronache del Garantista
05 09 2014

Una luce in fondo al tunnel. Così Mosca definisce la proposta di cessate-il-fuoco nelle regioni orientali dell`Ucraina che è in discussione in questi giorni.

«Se un accordo sul cessate il fuoco sarà raggiunto, significherà che la strada è aperta per negoziati normali, per un dialogo politico normale», ha affermato Mikhail Fedotov, a capo del Consiglio per i diritti umani del Cremlino. Ieri è stata una giornata interlocutoria tra i grandi annunci di mercoledì e gli importanti vertici di oggi a Minsk e in Galles. Ma i segnali sono stati positivi. ...

Huffington Post
04 09 2014

Il presidente americano Barack Obama e il primo ministro britannico David Cameron hanno assunto una posizione comune di sostegno all'Ucraina nella crisi con la Russia, in un intervento congiunto pubblicato sul quotidiano inglese The Times alla vigilia del vertice Nato in programma in Galles. "La Russia ha violato le regole con la sua annessione illegale e autoproclamata della Crimea e con l'invio di truppe sul suolo ucraino minacciando e minando le fondamenta di uno Stato sovrano", scrivono i due leader alla vigilia del vertice Nato. "Con la Russia che tenta di forzare uno Stato sovrano ad abbandonare il suo diritto alla democrazia e che decide il suo avvenire con le armi, dovremo sostenere il diritto dell' Ucraina a decidere del suo proprio avvenire democratico e proseguire nei nostri sforzi per rafforzare i mezzi dell' Ucraina", aggiungono.

Nell'intervento si afferma che l' Alleanza dovrebbe mettere in piedi una presenza "permanente" nell'Europa dell' est sostenuta da una forza di reazione rapida composta da forze speciali terrestri, aeree e marittime che potrebbero "essere dispiegati ovunque nel mondo in tempi molto rapidi". Obama e Cameron richiamano poi gli altri membri della Nato a rispettare l'obiettivo di consacrare almeno il 2% del loro Pil alle spese militari, al fine di mostrare che "la nostra risolutezza collettiva è più forte che mai".

L'appello, alla vigilia del vertice sul rafforzamento dell'Alleanza ad est, mostra come i leader delle due potenze occidentali non abbiano abbassato la guardia, dopo l'accordo per il cessate il fuoco nell'Ucraina orientale. Il Cremlino ha frenato, precisando che l'intesa è sui "passi" utili alla tregua ma che "la Russia non può concretamente negoziare un cessate il fuoco perchè non è parte del conflitto". Posizione sempre sostenuta da Putin, che continua ostinatamente a negare la presenza di militari e mezzi russi in Ucraina. Ma è anche la ragione per la quale la Russia rischia nuove sanzioni. Il premier ucraino Iatseniuk, che non appare più in sintonia con il presidente Poroshenko, ha peraltro bocciato l'ipotesi di un accordo con Putin. "Il vero piano di Putin è distruggere l'Ucraina e restaurare l'Urss", ha accusato, sostenendo che l'obiettivo del presidente russo è "congelare il conflitto", "evitare le sanzioni Ue" e "gettare fumo negli occhi prima del vertice Nato".

Tornando all'intervento congiunto di Obama e Cameron e all'altra minaccia nei confronti dell'Occidente, l'Isis, si afferma che Washington e Londra "non cederanno mai nella loro determinazione ad affrontare" gli estremisti dello Stato islamico attivi in Iraq e Siria che hanno ucciso due ostaggi americani e minacciato di uccidere un cittadino britannico. "Se i terroristi pensano che noi cederemo di fronte alle loro minacce, non possono sbagliarsi di più. Paesi come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti non si lasceranno intimidire da barbari assassini", concludono.

Ucraina, accordo Putin-Poroshenko per la tregua

  • Mercoledì, 03 Settembre 2014 10:24 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
03 09 2014

Accordo tra il presidente russo Vladimir Putin ed il presidente ucraino Petro Poroshenko per «un cessate il fuoco permanente» a est. La conferma è arrivata attraverso una nota della presidenza ucraina, dopo che il Cremlino aveva dato notizia di un colloquio telefonico tra i due leader.

Poco prima Mosca era tornata ad accusare Kiev annunciando anche l’apertura di un caso penale, dopo la conferma della morte del fotoreporter Andrei Stenin, dell’agenzia di stampa russa Rossiya Segodnya. Il fotografo deceduto sulla strada Snizhne-Dmytrivka nel sud-est dell’Ucraina, e’ rimasto ucciso in un attacco dell’esercito ucraino su un convoglio di rifugiati, secondo il portavoce del potente comitato investigativo russo Vladimir Markin. “Gli investigatori hanno scoperto le circostanze della morte del giornalista: Stenin era in viaggio a Snizhne, in Ucraina, il 5 agosto”, ha detto il portavoce. Stenin era alla guida di una Dacia Logan, all’interno di un convoglio di rifugiati, lungo la strada Snizhne-Dmytrivka il 6 agosto. “Il convoglio era protetto da sei miliziani” ha precisato Markin.

In base alla ricostruzione di Mosca, Kiev avrebbe usato dei Bmp-2, un veicolo sovietico da combattimento di fanteria. Dei carri armati, insomma. Da questi, presumibilmente, della 79esima brigata dell’esercito ucraino, sarebbe stato aperto il fuoco a nord ovest di Dmytrivka. I ribelli sono poi riusciti a trasferire i corpi di cinque persone che si trovano nella Renault Logan agli inquirenti russi, solo il 27 agosto. “I resti sono stati esaminati da esperti russi, che ha detto che alcuni di essi appartenevano a Andrei Stenin”, ha detto Markin. Parlando delle circostanze della morte del giornalista, Markin ha detto che piu’ di dieci veicoli civili sono stati distrutti in questo attacco. “Diverse persone sono riuscite a fuggire e nascondersi tra gli alberi lungo la strada”, ha aggiunto.

I comandanti militari ucraini hanno visitato il sito dell’attacco il giorno successivo, secondo Mosca. “Hanno esaminato non solo le auto distrutte, ma anche, secondo testimoni oculari, gli effetti personali nelle auto distrutte e hanno cercato i corpi”. La conferma della morte di Andrei Stenin, e’ stata dato oggi da Dmitri Kiselev, capo dell’agenzia di stampa russa Rossiya Segodnya. Nata nel 1941, l’agenzia di informazione russa Novosti, conosciuta con il nome in inglese Ria Novosti e ora divenuta Rossiya Segodnya per decreto presidenziale, ha sin dalle sue origini il compito di confezionare reportage dal fronte e rappresenta uno degli archivi fotografici più ricchi della Russia.

 

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