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Tregua? Kiev militarizza il governo

  • Venerdì, 04 Luglio 2014 08:51 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Manifesto
04 07 2014

L'Ucraina ha bisogno di un comandante. Un militare capace di conoscere la guerra, gli anfratti psicologici dei soldati, quelli logistici e pratici, qualcuno che sappia cosa sia una guerra, perchè di questo stiamo parlando, di una guerra. Da vincere.

Sono le parole usate da Poroshenko al Parlamento di Kiev; il neo presidente getta la maschera e nomina un militare al ministero della difesa.

La tregua farsa ormai è finita, ormai quasi non se ne parla più. ...

La guerra delle badanti

Beppe Severgnini, Io Donna
21 giugno 2014

Nataliya ha 47 anni. È arrivata otto anni fa in Italia dall'Ucraina, confine polacco. I figli e i nipoti della signora italiana di cui si prende cura l'hanno vista piangere davanti al computer, e le hanno chiesto di raccontare: le sparatorie di Donetsk, le mosse di Putin, le elezioni a Kiev. Hanno capito. Le hanno detto che tutto sembra più vicino e reale.

La guerra delle badanti (Beppe Severgnini, Io Donna)

Nataliya ha 47 anni. È arrivata otto anni fa in Italia dall'Ucraina, confine polacco. I figli e i nipoti della signora italiana di cui si prende cura l'hanno vista piangere davanti al computer, e le hanno chiesto di raccontare: le sparatorie di Donetsk, le mosse di Putin, le elezioni a Kiev. Hanno capito. Le hanno detto che tutto sembra più vicino e reale. Katerina ha 56 anni. Viene da Cernovcy, è un'ex-sindacalista, rifiutò la tessera del partito comunista. All'anziana signora italiana per cui lavora ha insegnato la storia dell'Ucraina, ha spiegato la rivoluzione di Maidan, la presa della Crimea, la guerra nell'est. ...

Atlas Web
20 06 2014

Assenza totale di qualsiasi forma di legge e ordine e un “clima di terrore”: questa la situazione in cui versa oggi l’Ucraina Orientale secondo le Nazioni Unite. 

Pubblicando ieri il terzo rapporto sulla situazione dei diritti umani nel paese est-europeo, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, ha chiamato tutti i gruppi armati che operano a Donetsk e Luhansk a “smettere di condurre se stessi e le persone che vivono nelle loro regioni, nel vicolo cieco in cui stanno trascinando il paese. Una strada che sta portando semplicemente miseria, distruzione, e privazione economica “.

Secondo il nuovo rapporto, che descrive la ripartizione delle zone da parte dei vari gruppi armati attivi nell’area, nell’est dell’Ucraina vengono evidenziati con “crescente documentazione” pratiche di rapimenti, detenzioni, torture e omicidi, così come una serie di “tendenze preoccupanti” emergenti in Crimea.

Nel periodo in esame dalle 38 pagine del rapporto – dal 7 maggio al 7 giugno – emerge che la situazione dei diritti umani nelle regioni orientali di Donetsk e Luhansk ha continuato a deteriorarsi, e la presenza di persone armate e di armi è aumentata in entrambe le regioni.

“L’escalation in attività criminali e le conseguent violazioni dei diritti umani non sono più limitate ai bersagli avuti finora (giornalisti , rappresentanti eletti, i politici locali, funzionari e attivisti della società civile) – afferma il rapporto – Rapimenti, arresti, atti di maltrattamenti e torture e uccisioni da parte di gruppi armati stanno ora interessando la popolazione più ampia delle due regioni orientali, che ora sono segnati da un clima di intimidazione e la conseguente paura”.

Anche il volume e l’intensità dei combattimenti sono cresciuti, si legge nel rapporto, che sottolinea come “I residenti delle zone colpite dai combattimenti sono sempre più presi nel fuoco incrociato”.

Una preoccupazione particolare viene espressa dall’Ufficio diritti umani delle Nazioni Unite “per il crescente numero di segnalazioni di sparizioni forzate a seguito delle operazioni di sicurezza.”

Una situazione che va aggravandosi di giorno in giorno e che ieri il governo russo non ha esitato a definire al limite del genocidio.
“Quello che sta accadendo in Ucraina è, secondo la mia opinione, una guerra civile che si sta rapidamente trasformando in un genocidio” ha detto Sergei Ivanov, capo di Gabinetto del Cremlino.

In un invito accorato, l’Alto Commissario dei diritti umani ONU, Navy Pillai, ha detto: “È giunto il momento di mettere giù le armi e parlare. Soluzioni di pace e di riconciliazione, e lungo termine sono certamente raggiungibili”.

Ernesto Sii

Contropiano
18 06 2014

È stata una bomba ad aver causato l'esplosione in un gasdotto nella regione di Poltava, in Ucraina. Il Ministro dell'Interno di Kiev ha reso noto che l'eplosivo è stato piazzato sotto un pilone di cemento armato. La deflagrazione ha scatenato un incendio con fiamme di duecento metri. Il gasdotto Urengoy-Uzhgorod-Pomary, sul cui percorso è esplosa la bomba, porta il gas russo verso l'occidente e secondo il ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov, l'esplosione potrebbe essere un atto di sabotaggio.

Intanto Gazprom, il colosso energetico russo, ha assicurato che i flussi di gas verso l'Europa che passano per il territorio ucraino sono stabili. E ciò nonostante il fatto che pochi giorni fa Mosca abbia introdotto un regime di pagamenti anticipati vista l’insolvenza dell'Ucraina – in debito di almeno 2 miliardi di euro con Gazprom – avvertendo di "possibili interruzioni" del flusso del gas verso l'Unione Europea qualora Kiev sottragga metano dal flusso in transito.

Intanto le regioni meridionali e orientali dell’Ucraina, insorte contro il colpo di stato filoccidentale di febbraio a Kiev e che hanno proclamato un’indipendenza che naturalmente il regime non riconosce, continuano ad essere sotto assedio e sotto il fuoco dell’esercito e delle milizie di estrema destra inquadrate nella Guardia Nazionale.

In un comunicato diffuso dai responsabili militari ucraini si afferma che in uno scontro armato nella provincia di Lugansk almeno 30 combattenti delle autodifese popolari sono stati feriti o uccisi. "Le ostilità nelle vicinanze del villaggio di Schastye sono durate per diverse ore: Un gruppo corazzato è stato inviato per salvare un'unità ucraina attaccata. Le forze combinate ucraine hanno attaccato. Da quel che sappiamo oltre 30 miliziani sono stati uccisi o feriti", ha detto il portavoce di Kiev Vladyslav Seleznyov secondo il quale i soldati regolari ucraini sono finiti sotto attacco cinque volte nelle ultime 24 ore.

Almeno sei persone sono morte l’altro ieri a Kramatorsk, una delle città assediate nell'est dell'Ucraina, in seguito all'offensiva militare in corso sulla città da parte delle forze di Kiev e ai violenti scontri che ne sono seguiti. Anche nelle ultime ore sulla città si sono susseguiti forti bombardamenti che hanno distrutte case ed edifici pubblici uccidendo un numero imprecisato di civili.

Intanto sono state violente le proteste del governo di Mosca dopo che ieri il reporter della tv russa Rossyia 24 Igor Korneliuk è morto in un ospedale di Lugansk in seguito alle ferite riportate per l'esplosione di un colpo di mortaio sparato dalle truppe fedeli alla Giunta che ha ucciso sul colpo anche l'operatore Anton Voloshin, stessa sorte toccata a maggio al fotoreporter italiano Andrea Rocchelli, morto a Slaviansk.

Il ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov ha annunciato l'arresto di Natalia Grudzenko, una delle leader degli insorti di Mariupol, importante città portuale sul Mar Nero riconquistata qualche giorno fa dalle forze golpiste al termine di una sanguinosa offensiva militare. Assieme a Grudzenko è stato arrestato anche un altro rappresentante delle autorità parallele elette dagli abitanti in alternativa a quelle imposte da Kiev, Oleksandr Shakhaiev. Secondo le accuse i due avrebbero opposto resistenza ai militari ucraini anche lanciando granate.

I miliziani della Repubblica popolare di Donetsk si sono intanto impossessati della sede della Banca centrale ucraina del capoluogo del Donbass, cuore industriale e minerario del Paese. Secondo gli insorti, l'obiettivo è impedire che i soldi e i proventi delle tasse della zona di Donetsk finiscano nelle casse del nuovo regime di Kiev e vengano utilizzati per rafforzare la repressione contro le popolazioni insorte.

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