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Mamme ad oltranza

  • Sabato, 23 Settembre 2017 07:41 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Klimt, MaternitàSarantis Thanopulos, Il Manifesto
23 settembre 2017

L’opposizione delle madri ai vaccini, una sfida alla medicina per affermare il proprio primato nella difesa della salute dei figli, è accompagnata dalla crescita dei casi di Sindrome di Münchausen per procura (MspP). Un genitore, tipicamente la madre, inventa malattie a carico di un figlio, o arriva a provocarle, per sottoporlo a estenuanti, inutili, pericolosi, accertamenti e trattamenti.

Chi ha paura dei vaccini

  • Sabato, 14 Marzo 2015 10:40 ,
  • Pubblicato in Il Racconto
Jerome Groopman, Internazionale
14 marzo 2015

Il mondo dei miei genitori, e dei loro figli, sarebbe notevolmente migliorato nella seconda metà del novecento, quando la medicina poté avvalersi di una gamma di vaccini e antibiotici efficaci. Quando fu introdotto il vaccino Salk contro il virus della polio, io e i miei fratelli fummo vaccinati. L'idea che si potesse prevenire o curare le tanto temute malattie infettive "in modo naturale", sfruttando solo le difese del nostro corpo, non era molto diffusa. ...

Il Fatto Quotidiano
19 02 2015

Le grandi controversie che hanno accompagnato la campagna di vaccinazione contro l’Hpv nelle adolescenti sembra trovare una tregua con la recente pubblicazione di un lavoro scientifico sulla rivista della American Society for Microbiology, Clinical and Vaccine Immunology.

Lo studio ha confermato che la vaccinazione Hpv profilattica della popolazione delle giovani adolescenti prima del debutto sessuale ha un impatto sostanziale sulla incidenza delle lesioni di alto grado del collo dell’utero. Il vaccino è stato estremamente efficace nelle donne giovani, 15-17 anni, che non erano state infettate precedentemente, in particolare riguardo ai ceppi di Hpv ad alto rischio 16 e 18. Le giovani donne, seguite per quattro anni successivamente alla vaccinazione, fanno parte della più grande sperimentazione clinica internazionale che comprende 14 paesi europei, la regione Asiatica-Pacifico, il Nord America e l’America Latina, denominata PATRICIA Study.

La minore efficacia nel gruppo di donne più grandi, 18-25 anni, può essere collegata, affermano gli autori dello studio, con una maggiore percentuale di donne di quel gruppo con infezioni persistenti già presenti al momento della vaccinazione.

Lo studio non ha verificato l’efficacia del vaccino nella popolazione maschile, anche se la Commissione Europea ha rilasciato lo scorso anno una nuova indicazione per la prevenzione del cancro anale e delle lesioni anali precancerose correlate a particolari ceppi oncogeni di Hpv, sia nei maschi che nelle femmine e dal settembre 2014, l’Austria è stato il primo Paese dove il programma di vaccinazione anti-Hpv ha visto la somministrazione a bambini e bambine. Dal 2008 in Italia è in vigore una campagna di prevenzione che raccomanda e offre gratuitamente la vaccinazione contro il virus alle ragazze tra gli 11 e i 12 anni di età , prima dell’inizio della attività sessuale, con i due tipi di vaccini a disposizione: bivalente e quadrivalente.

L’Hpv è un virus che provoca diverse malattie e tumori, tra cui il cancro del collo dell’utero nelle donne e il cancro anale in entrambi i sessi. Sono stati identificati più di 100 differenti tipi di Hpv, numerati secondo l’ordine in cui sono stati scoperti ( Hpv1, Hpv2 etc.. ) .

Alcuni tipi di Hpv, definiti a basso rischio, causano condilomi, verruche delle mani o dei piedi, e possono infettare anche la mucosa orale e faringea ma circa 40 tipi sono sessualmente acquisiti e portano a infezioni dei genitali. Di questi, 13 possono causare il cancro e sono classificati come ad alto rischio.

L’infezione da Hpv genitale è una delle infezioni sessualmente trasmesse più comuni. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che in ogni momento circa il 10 per cento delle donne hanno una infezione da Hpv cervicale senza alcun sintomo, mentre circa il 65-70% dei soggetti di sesso maschile contrae un’infezione da uno o più ceppi di Hpv (oncogeni e non) durante l’arco della vita, con un andamento particolare e non sovrapponibile a quello riportato per il sesso femminile.

Una infezione molto comune quindi, trasmessa per via sessuale ma non solo, dove l’utilizzo costante del profilattico consente di ridurre il rischio cervicale e vulvovaginale da Hpv; ma ricordiamo che il papilloma virus può infettare aree genitali che non sono protette dal preservativo, per cui la protezione può non essere totale. Inoltre non c’è modo di sapere per certo quando è avvenuta la trasmissione del papilloma virus e da parte di chi è avvenuto il contagio. I condilomi genitali possono essere trasmessi da una persona che non ha nessun segno visibile dell’infezione e possono comparire settimane, mesi o anni dopo il contagio, oppure non apparire mai. Sono importanti quindi ulteriori studi che verifichino con certezza la durata della protezione garantita dai vaccini somministrati in età preadolescenziale.

Roberta Rossi

Due o tre punture che ti salvano la vita

  • Venerdì, 13 Febbraio 2015 15:42 ,
  • Pubblicato in Flash news

l'Espresso
13 02 2015

Un vero peccato. E pensare che è l'unico metodo certamente capace di prevenire il cancro, nello specifico quello della cervice uterina.

A sette anni dal lancio della vaccinazione contro il virus dell'Hpv, gratuita per tutte le undicenni, sono pochi i genitori che hanno aderito. E diminuiscono di anno in anno anzichè aumentare.

Il piano messo punto dal ministero della Salute stabiliva infatti di vaccinare il 95 per cento delle ragazzine entro tre anni.

I dati reali però sono impietosi. ...

Truffa sui vaccini per l’influenza H1N1

  • Venerdì, 20 Giugno 2014 10:21 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
20 06 2014

Truffa sui vaccini per l’influenza H1N1. Indagato un dirigente della Novartis. "Danni all’erario per 2,7 milioni di euro"

La procura di Siena apre un’inchiesta. Le irregolarità sarebbero legate al risarcimento versato dallo Stato all’azienda dopo il cessato allarme.

Perquisizioni sono in corso nelle sedi del gruppo farmaceutico Novartis, a Siena e a Origgio (Varese), nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri del Nas di Firenze, coordinata dalla procura di Siena, che ipotizza una truffa nell’ambito della fornitura al ministero della Salute del vaccino contro l’influenza A(H1N1) del 2009.

In base a quanto si apprende, gli investigatori ipotizzano una truffa legata al risarcimento che nel 2012 lo Stato versò a Novartis, a cui, nel 2010, in seguito al “cessato allarme” pandemia, il ministero aveva chiesto l’interruzione della fornitura del vaccino. L’accusa ipotizzerebbe che il risarcimento venne calcolato sulla base del prezzo fittiziamente gonfiato da Novartis di un componente essenziale del vaccino, l’adiuvante MF59. Il costo sarebbe stato incrementato grazie a una serie di sovrafatturazioni fra le società dal gruppo.

L’ad della divisione vaccini della casa farmaceutica Novartis, Francesco Gulli, è indagato con l’accusa di truffa aggravata nell’inchiesta della procura di Siena sulla fornitura del vaccino pandemico anti A(H1N1) al ministero della Salute: gli investigatori ipotizzano un danno all’erario di 2,7 milioni di euro. Le accuse riguardano, per illecito amministrativo, anche la società Novartis Vaccines Diagnostics, per non aver adottato quei modelli organizzativi che avrebbero dovuto prevenire il reato di truffa contestato al suo amministratore delegato. Le perquisizioni sono state disposte dal pm di Siena Aldo Natalini. L’indagine è collegata ad un secondo fascicolo, sempre senese, in cui vengono ipotizzati reati fiscali.

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