L'economia di lavoratrici e lavoratori

  • Mercoledì, 26 Agosto 2015 08:51 ,
  • Pubblicato in Flash news

Communia.net
26 08 2015

Dal 22 al 26 luglio si è tenuto in Venezuela il quinto incontro internazionale delle fabbriche recuperate "L'economia dei lavoratori e delle lavoratrici", a cui hanno preso parte anche la RiMaflow di Trezzano, con Luca Federici, e Officine zero di Roma, con Elisa e Alioscia Castronovo. A breve saranno disponibili i materiali dell'incontro sul sito workerscontrol. Pubblichiamo qui un primo resoconto di un giornalista e militante argentino presente all'incontro.

Vicino alla rivoluzione
Lo stato bolivariano di Falcon è stato il teatro del Quinto Incontro internazionale "L'economia dei lavoratori e delle lavoratrici". Autogestione e unità di classe sono state rivendicate in uno spazio emozionante: la lotta di un popolo e di un governo continuamente sotto tiro.

Gli organizzatori locali dell'incontro - che si è tenuto dal 22 al 26 luglio scorsi sulla penisola di Paraguanà, Stato di Falcon, Repubblica Bolivariana del Venezuela - hanno ricevuto una forte espressione di solidarietà e di sostegno al loro processo rivoluzionario permanentemente messo sotto accusa.
La cosiddetta "guerra economica", che sottrae alimenti e beni di prima necessità ai settori popolari, l'infiltrazione di bande paramilitari e narcotrafficanti "alla colombiana" nei quartieri più umili, l'ostilità permanente degli Stati uniti e di altre potenze occidentali sono la faccia della fase attuale dell'attacco contro il governo guidato da Nicolàs Maduro. Un attacco feroce percepito come tale anche dai settori chavisti che criticano a voce alta alcuni aspetti dell'attuale amministrazione.

Questo aspetto critico era un aspetto conosciuto da gran parte dei partecipanti venezuelani all'incontro. "Ci sono settori del governo che si sono burocratizzati, che non permettono che si vada avanti nella direzione progettata dal comandante Chavez - dare maggior potere alla classe operaia, ai contadini, alle comuni": parola più, parola meno questi sono i termini della questione, sempre autocritici oltre che critici; e che hanno come profilo la forte difesa del processo rivoluzionario, con l'espressa disponibilità a lottare con tutte le forze su tutti i fronti necessari per sostenere e approfondire l'epopea iniziata dal "comandante eterno", che guarda dai murales dipinti sui muri.

La solidarietà e l'appoggio alla rivoluzione bolivariana si sono fatte sentire da parte dei rappresentanti delle delegazioni di altri paesi, tra le quali la più numerosa era quella argentina. Erano anche presenti lavoratori e accademici di Italia, Francia, Spagna, Sudáfrica, Uruguay, Ciile, Brasile, Colombia, Messico y Stati uniti - che hanno potuto far passare con grandi difficoltà le loro voci in mezzo alla logorrea di venezuelani e argentini.

Nei dibattiti e nelle commissioni sono state presentate le differenti esperienze, si sono tenute comunicazioni e appelli, si è informato e discusso in maniera fraterna riguardo le diverse situazioni ilocali, si è analizzata minutamente la "crisi terminale" del capitalismo, i rischi che provoca, le crepe che lascia; si è concluso che questi incontri periodici hanno già generato uno spazio permanente, una base di fiducia per avanzare nell'articolazione di azioni comuni, che vadano oltre le differenze.

Questa base comune è sembrato che fosse al termine della sua costruzione in questo V incontro tanto nel calore del lavoro nei dibattiti e nelle commissioni - lavoro che andava avanti da metà mattina fino al tramonto - quanto nelle successive adunate per il rito della cena e il lungo dopocena insaporito dalla chitarra e dal cuatro (strumento tipico del ricchissimo contesto culturale venezuelano) e che grazie a dio comprendeva anche il Cocuy, bibita ancestrale distillata sui monti del Paraguanà, con le sue proprietà curative e una gradazione alcolica sufficiente a doverla bere con rispetto e reverenza per farsi poi trasportare dal ritmo del Caribe che abbraccia Amuay, il piccolo villaggio dove si trovavano le delegazioni partecipanti.

Solamente nella giornata di giovedì 23 luglio i partecipanti all'Incontro hanno lasciato per un momento il Compleyo Alejo Dìaz, ad Amuay - per andare alla vicina area industriale di Punto Fijo, la città più importante della penisola: un viaggio per visitare le sedi di Vtelca e Vit, imprese dello stato pensate e create da Chavez con l'obiettivo di avanzare verso la sovranità tecnologica. In Vtelca si assemblano cellulari, in Vit i computer. La tecnologia e gli investimenti sono cinesi, l'obiettivo è di sviluppare sempre più componenti in proprio. Le imprese sono dirette da un funzionario nominato dallo Stato ma al loro interno ci sono influenti Consigli dei lavoratori, lavoratori che a loro volta guadagnano buoni salari e hanno accesso a spazi culturali, sportivi, formativi e di integrazione.
"Questo grazie al comandante Chavez" ripetono - non come pappagalli - i lavoratori che si fermano dai loro compiti per ricevere i visitatori. Si mostrano rilassati, a volte impegnati, coinvolti.
Alla Vtelca la visita termina tutti insieme, con i lavoratori della fabbrica che partecipano a seminari culturali. Suonano i venti e i tamburi, la rivoluzione si diverte.

Ancora ad Amuay, nella giornata finale dell'incontro, si vive la plenaria finale. Si festeggia perché nelle tre commissioni che precedentemente avevano deliberato sono nate proposte e ordini del giorno simili, tra le quali quella di consolidare rapporti di lavoro, produttivi e di costruzione di reti tra le diverse imprese autogestite e le organizzazioni partecipanti. Si è deciso anche di creare piattaforme di comunicazione comuni. Si condividono appelli in solidarietà con varie lotte nelle diverse lingue, si riafferma l'appoggio al processo bolivariano. Si insiste sull'importanza di continuare il dibattito sulle forme migliori per far fare passi avanti ai lavoratori di tutte le latitudini. Si aspetta con impazienza la pubblicazione su web delle relazioni e degli interventi, che sono stati molti e che potranno leggersi su www.recuperadasdoc.com.ar e su altri siti.

Infini sono arrivati gli inevitabili commiati. Il Venezuela ha conquistato il cuore dei partecipanti stranieri che hanno avuto la grande occasione di conoscerla, con la sua rivoluzione in cammino, con la sua generosità tropicale. Il Venezuela invita a tornare, a continuare il cammino delle lotte per i diritti dei lavoratori con passione e allegria. Un'abitudine che si espande dall'America latina.

Il cotone che viene
Nel contesto dell'Incontro ci si è accordati per lavorare con l'obiettivo della creazione di una catena produttiva che unisca produttori di cotone e lavoratrici che confezionano vestiti nella regione della penisola di Paraguanà, Falcòn. Il referente dell'argentina Cooperativa de Trabajo Textiles Pigüé (CTTP), Francisco Martínez è tra quelli che si sono assunti l'imegno di avanzare verso un'integrazione produttiva. "Non siamo venuti qui solamente per scambiarci gli indirizzi Facebook, dobbiamo andare avanti insieme per generare più lavoro", ha sostenuto durante la giornata finale il rappresentante della CTTP, cooperativa che ha recuperato il grande impianto industriale di Gatic nella città di Pigüé e occupa 130 lavoratori. La Textiles Pigüé è stata sede, nello scorso ottobre, di uno degli incontri preparatori di quello internazionale che si è tenuto in Venezuela.

Facoltà aperte ai lavoratori
Il programma Facultad Abierta, dipendente dalla facolta di Filosofía della Universidad de Buenos Aires (UBA) e coordinata da Andrés Ruggeri è il seme fiorito negli incontri come quello realizzato in Venezuela, nel cui comitato organizzatore si incontrano già quasi una ventina tra entità accademiche, federazioni, e cooperative argentine, brasiliane, messicane, uruguaiane, francesi, italiane, statunitensi, canadesi, colombiane e greche.
Il comitato organizzatore venezuelano del V incontro era composto dal Movimiento Nacional por el Control Obrero, il Frente Nacional de Lucha de la Clase Trabajadora, la Juventud Venezolana por la Industrialización Socialista (Juvindus), il Movimiento Gayones, la Escuela coriana socialista de trabajadores y trabajadoras (stato di Falcón) e dal Movimiento Estudiantil Gente Unexpo (Megun, stato di Miranda).

Tra le organizzazioni argentine segnaliamo la Cooperativa La Masa, che produce questa rivista, parte della Federación Asociativa de Diarios y Comunicadores Cooperativos de la República Argentina (Fadiccra) e la Confederación Nacional de Cooperativas de Trabajo (CNCT); hanno partecipato anche le cooperative Fadiccra Comunicar, di Villa María e Proyecto Coopar, di Buenos Aires e nella delegazione argentina facevano parte raggruppamenti come Gestara, federazioni come Fedecaba y Facta, cooperative educative e di consumo e ricercatori universitari.

Dal primo incontro nel 2007 a Buenos Aires questi appuntamenti si sono rivelati spazi di incontro tra ricercatori e protagonisti del movimento di recupero e autogestione delle imprese.

 

Venezuela - Incontro globale "Economia dei lavoratori"

  • Mercoledì, 22 Luglio 2015 08:04 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
22 07 2015

Il V Incontro globale “L'economia dei lavoratori e delle lavoratrici” si terrà dal 22 al 26 luglio in Venezuela, Falcón, Penisola di Paraguaná, Punta Cardón. Dal 2007, l'incontro internazionale “La Economía de los Trabajadores” si realizza ogni due anni, articolando uno spazio di dibattito tra lavoratori, militanti sociali, politici, intellettuali e accademici su questioni riguardanti i problemi e le potenzialità [...] di quello che abbiamo denominato come la “economía de los trabajadores y trabajadoras”, basata sull'autogestione e sulla difesa dei diritti e interessi della popolazione che vive del proprio lavoro nelle attuali condizioni di capitalismo globalizzato e neoliberale.

In questo incontro internazionale, il fulcro del dibattito è stato contraddistinto da temi come le esperienze di autogestione generate dai popoli sudamericani, come le fabbriche recuperate in Argentina, Uruguay e Brasile, i movimenti di cooperativismo dei lavoratori, le esperienze di controllo operaio e di cogestione nel Venezuela bolivariano, l'economia solidale e altre lotte per l'autogestione del lavoro e dell'economia. Si tratta di una discussione sempre più necessaria, in cui i nuovi, e i vecchi problemi, rivisti in chiave contemporanea di mondiale egemonia neoliberale, devono essere ridiscussi e ricostruiti.

In questo modo si sono articolati i quattro precedenti incontri internazionali, ai quali hanno partecipato compagni e compagne provenienti da tutto il mondo. Gli incontri si sono svolti a Buenos Aires (2007 e 2009), Città del Messico (2011) e a João Pessoa, in Brasile (2013). In quest'ultimo incontro si è deciso che il prossimo, quello del 2015, si sarebbe realizzato in Venezuela, a Falcón, Penisola di Paraguaná, e che nel frattempo si sarebbe spinta l'organizzazione di incontri regionali durante gli anni intermedi tra un incontro internazionale e l'altro. Con grande successo si sono realizzati vari incontri regionali in Europa, nella fabbrica recuperata della Fralib, a Gémenos, Marsiglia, il 31 gennaio e il primo febbraio 2014. C'è stato anche un incontro sudamericano il 3-4 ottobre in una fabbrica recuperata argentina, la Textiles Pigüé, che ha significato il ritorno del dibattito in sudamerica, dove tutto era cominciato. Nei giorni successivi all'incontro in Argentina, il 6-7-8 novembre ci sono stati altri incontri regionali in America del nord, centrale, nei Caraibi e in Città del Messico. A Città del Messico l'incontro si è tenuto presso l'Università Operaia del Messico, in un contesto di grande mobilitazione popolare per i terribili fatti riguardanti la scomparsa degli studenti di Ayotzinapa. Tra i vari appelli, La Economía de los Trabajadores ha espresso solidarietà e chiarimenti per quello che stava accadendo in Messico, a fronte del fatto che l'incontro internazionale non è solo uno spazio di dibattito ma anche di impegno nei confronti delle lotte dei lavoratori e dei popoli del mondo.

Nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, in particolare in America Latina, ampi movimenti sociali, organizzazioni popolari e movimenti di lavoratori, hanno sviluppato processi di organizzazione, che in molti casi si sono esplicitati nell'autogestione di unità economiche produttive o di servizi, come nel caso delle imprese recuperate dai lavoratori e altre forme di cogestione, controllo operaio e autogestione del lavoro, tanto urbano come rurale.

In alcuni casi, questi movimenti popolari hanno ottenuto una certa influenza sul governo del proprio paese, come è accaduto in diversi paesi sudamericani, ponendo una nuova questione al dibattito della relazione tra il potere statale e l'autonomia del movimento popolare che ha visto lo stato come potenziatore di questi processi anziché soltanto come strumento di potere tradizionale.

L'incontro in questione ha come obiettivo quello di mettere le questioni sopra citate, e altre collegate alla lotta dei lavoratori e lavoratrici, in un dibattito tra diverse prospettive e contesti nazionali, regionali e internazionali, legando il mondo accademico impegnato con queste lotte. Il punto di partenza del dibattito è l'esperienza di autogestione economica da parte dei lavoratori, le imprese recuperate, le esperienze di autogestione del lavoro, le cooperative, il movimento dei lavoratori sindacalizzati, lavoratori rurali, movimenti sociali, di diverse correnti politiche e intellettuali.

Ripetiamo qui quello che abbiamo segnalato nelle convocazioni precedenti:

“anche se in forma diversa e non dominante, i diversi settori e espressioni di una classe lavoratrice sempre più diversificata già presentano alternative che non si limitano solo alla sfera economica, ma anche che raggiungono fasce che permettono di intravedere una sovrapposizione di processi culturali che, basati su relazioni non capitaliste, danno come risultato spazi prefigurati nei quali si possono ridiscutere le relazioni interne di potere, di genere così come la relazione con la comunità. Questi processi, presenti all'interno delle fabbriche recuperate e ai processi iniziali di autogestione, fanno scorgere che a partire da questi piani i lavoratori e le lavoratrici possono presentare all'umanità un modello alternativo al capitalismo”.

Quindi, la proposta di questo incontro è quella di sviluppare uno strumento basato sulla critica e resistenza alla gestione dell'economia capitalista in primo luogo, ma anche la disposizione di forme proprie di gestione della classe operaia; per questo l'invito a V incontro internazionale in Venezuela è partito anche dall'iniziativa dei lavoratori delConsejo Socialista de Trabajadores y Trabajadoras de VTELCA e da un gruppo di organizzazioni della classe operaia venezuelana. Dal 2011 gli operai e le operaie della Zona Franca Paraguaná “Donato Carmona” stanno progettando un insieme di azioni che permettano di superare le contraddizioni insite nel sistema capitalista globale, e nello stesso tempo, che portino ad assumerci il nostro ruolo storico come classe operaia.

III- Modalità: aree di interesse

Il V incontro che si svolgerà in Venezuela si organizzerà in tavoli di lavoro raggruppati secondo le seguenti tematiche:

• Crisi del capitalismo globale e latinoamericano: analisi e risposte dall'economia dei e delle lavoratrici.

• Dibattito sull'autogestione, cogestione, controllo operaio, cooperativismo, imprese di produzione sociale e altre forme di fare economia da parte dei e delle lavoratrici.

• Problemi sulla costruzione di un'economia politica del lavoro: gestione, produzione e integrazione produttiva, tecnologia e situazione legale.

• Potere popolare, comuni, proprietà sociali e territorio.

• Il ruolo della classe operaia nella trasformazione dello Stato.

• Le sfide del sindacalismo e delle altre forme di organizzazione dei lavoratori nel contesto di globale capitalismo neoliberale.

• Lavori precari, informali e umili: esclusione sociale o riformulazione delle forme del lavoro nel capitalismo globale?

• Sistema educativo per la gestione partecipativa, trainante e democratica dei lavoratori e lavoratrici.

IV-Modalità di incontro

Durante i diversi incontri internazionali e regionali, si è andata sviluppando una metodologia di dibattito e coordinamento organizzato in diversi livelli che hanno il fine di facilitare la partecipazione e un'approfondita discussione dei temi sopra descritti. I temi hanno il fine di organizzare il dibattito ma non circoscrivono le possibilità di discussione. Le diverse fasi del dibattito sono costituite da: tavoli con espositori selezionati dal comitato d'organizzazione locale e internazionale; tavoli di lavoro con temi speciali e lavori sulla commissione; sarà anche aperto uno spazio per attività culturali inerenti.

1.- Tavoli di narrazione: saranno tavoli con dei relatori selezionati dagli organizzatori in accordo con i temi che verranno affrontati. Si partirà dai temi principali e si cercherà di combinare espositori nazionali con internazionali, operai manuali e intellettuali, che avvieranno il dibattito. In ogni tavolo si potrà esporre la propria esperienza, fare domande e interventi da parte dei partecipanti. I tavoli saranno collocati nella sala centrale e le esposizioni e i dibattiti non si sovrapporranno alle altre attività.

2.- Tavoli di lavoro: saranno organizzati per tematiche e saranno simultanei. Ai si raggrupperanno le relazioni presentate e le esposizioni dei e delle lavoratrici a partire dalla propria esperienza personale (senza il bisogno di relazione scritta, basta solo una breve sintesi del contenuto). Ci saranno anche laboratori e gruppo di dibattito su tematiche speciali proposti dalle organizzazioni partecipanti e dal comitato organizzatore.

3.- Commissioni di lavoro: saranno degli spazi di discussione aperta senza relatori e rappresentanti prestabiliti sulle tematiche dell'incontro. Sarà un momento dove poter rielaborare le narrazioni e i dibattiti dei precedenti laboratori.

V.-Tempistiche:

1.-Termine per la presentazione della sintesi della relazione: 15 maggio 2015.

2.- Termine per la presentazioni della relazione completa e proposte di presentazioni di collettivi sociali e lavoratori: 27 giugno 2015.

3.- Le relazioni si possono presentare preferibilmente in spagnolo, inglese, francese e portoghese.

4.- L'incontro è gratuito con iscrizione previa. Rivolgersi al comitato organizzativo.

VI.- Sede dell'incontro:

L'incontro si svolgerà a Punto Fijo, nella Zona Franca Industrial “Donato Carmona”, Paraguaná, Estado Falcón, República Bolivariana de Venezuela.

VII.-Equipo Organizador en Punto Fijo:Consejo Integrado de Trabajadores (CIT) de la Zona Franca Industrial de Paraguaná. Conformado por trabajadores de VTELVA; VIT; VIETVEN y UNERVEN.

Coordinación del V encuentro 2015 en Venezuela-Falcón-Península de Paraguaná:

• Franklin Medina, Trabajador de la Universidad Bolivariana de Venezuela. Teléfono 04146968644, correo electrónico Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
• Maximiliano Zapata, Trabajador de Venezolana de Telecomunicaciones C.A. Teléfono 04266691827, correo electrónico Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
• Oscar E Galicia, Trabajador de Venezolana de Telecomunicaciones C.A. Teléfono 04265644050, correo electrónico Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
• Oscar J Galicia, Trabajador de Venezolana de Telecomunicaciones C.A. Teléfono 04265642887, correo electrónico Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
• Jaime Corena, Trabajador de Corpivensa. Teléfono 04168649255, correo electró Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Comitato organizzativo venezuelano:

Movimiento Nacional por el Contro Obrero.

Frente Nacional de Lucha de la Clase Trabajadora.

Juventud Venezolana por la Industrialización Socialista JUVINDUS.

Movimiento Gayones.

Escuela coriana socialista de trabajadores y trabajadoras (Edo. Falcón).

Movimiento Conuco (Edo. Falcón).

MEGUN/Movimiento Estudiantil Gente Unexpo (Edo. Miranda).

Comitato organizzativo internazionale:

Programa Facultad Abierta. SEUBE, Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad de Buenos Aires. Argentina.

Cooperativa Textiles Pigüé. Argentina.

INCUBES-Universidade Federal da Paraíba, Brasile.

Área de Estudios del Trabajo del Departamento de Relaciones Sociales de la Universidad Autónoma Metropolitana-Xochimilco, Messico.

Núcleo de Solidariedade Técnica (SOLTEC), UFRJ, Brasile.

Programa Procesos de reconfiguración estatal, resistencia social y construcción de hegemonías, Instituto de Ciencias Antropologicas, FFyL, Università di Buenos Aires.

Unidad de Extensión, Facultad de Cs. Sociales, Universidad de la República, Uruguay.

Carrera de Relaciones del Trabajo, Universidad Nacional Arturo Jauretche (UNAJ), Argentina

Asociación Autogestión (Francia)

Red Workers Control.net (internacional)

Officine Zero y Ri-Maflow, fábricas recuperadas (Italia)

Centro para la Justicia Global (Messico/Stati Uniti)

ICEA (Instituto de Ciencias Económicas y Autogestión, Spagna)

Centre for Learning, Social Economy & Work (CLSEW), University of Toronto, Canada

Casa de los Trabajadores, Córdoba, Argentina.

Foro Joven (Colombia)

Trabajadores de la fábrica Vio.Me (Salonicco, Grecia)

Programa de Antropología e Historia de la Relación Capital-Trabajo en el contexto contemporáneo, Universidad Nacional de Córdoba.

Contatto comitato organizzativo internazionale:

Andrés Ruggeri (Programa Facultad Abierta, UBA, Argentina): Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Informazioni, iscrizioni e invio delle relazioni/presentazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Traduzione italiana Antonella Sartori per workerscontrol.net

Le tre signore del Venezuela che guidano la lotta a Maduro

  • Giovedì, 26 Febbraio 2015 09:32 ,
  • Pubblicato in Flash news
Corriere della Sera
26 02 2015

In prima fila ora a Caracas ci sono le donne. Lilian, Marìa, Corina, Mitzy e le madri di centinaia di giovani uccisi o in carcere.

Guidano, dalle piazze, la lotta al presidente Maduro. E, forse, daranno la spallata a un governo già in crisi per la caduta del prezzo del petrolio, la corruzione, il crollo dell'economia. ...

Tamburi di genere (Geraldina Colotti, Il Manifesto)

  • Martedì, 01 Luglio 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
In particolare, si chiede a Maduro la creazione della Mison Igualidad, che dia connotazione specifica ai progetti sociali e rimuova gli ostacoli che si incontrano nel sistema educativo, sanitario, nel lavoro o nell'assegnazione delle case popolari. ...

Corriere della Sera
20 03 2014

di Marta Serafini

 

Una delle foto simbolo delle proteste anti-chaviste che da oltre un mese infiammano il Venezuela è l’immagine di Lilian Tintori, vestita di bianco che stringe il pugno nella luce del sole. Lilian è la moglie di Leopoldo Lopez, esponente dell’opposizione, che è stato accusato dal governo di Maduro di terrorismo e omicidio. Lopez si trova in prigione da oltre un mese, mentre Lilian organizza marce di donne in suo nome al grido di #SosVenezuela.

Un’altra donna che è diventata simbolo della lotta è Maria Corina Machado (sopra nella foto), deputata di 46 anni dell’opposizione che ora rischia di finire sotto processo come Lopez e subisce ogni giorno pressioni e minacce di ogni tipo perché cessi la sua attività politica definita sovversiva.

Maria Corina e Lilian sono donne dell’alta e media borghesia che stanno marciando per tutto il paese indossando abiti di colore bianco in segno di pace. Dietro di loro, un fiume di manifestanti che richiama alla memoria le damas de blanco cubane o argentine.

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