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Piazze bollenti, in Venezuela. E, dopo i segnali distensivi tra Obama e Maduro, due senatori Usa, un democratico e un repubblicano, hanno chiesto al presidente di imporre a Caracas "sanzioni selettive", come vietare i visti o congelare i beni di chi abbia perpetrato "gravi violazioni dei diritti umani contro manifestanti pacifici, giornalisti e altri membri della società civile". ...

Usa a Maduro: "Pronti a nuove relazioni"

  • Giovedì, 27 Febbraio 2014 10:20 ,
  • Pubblicato in Flash news
il Manifesto
27 02 2014

Maduro chiama, Obama risponde.

Il presidente venezuelano ha nominato un nuovo ambasciatore negli Stati Uniti, e chiesto un confronto alla pari senza ingerenze.

L'altroieri gli Usa hanno risposto espellendo tre diplomatici venezuelani, ancora sul territorio: per l'effetto di reciprocità a una misura analoga presa da Caracas durante i giorni di violenza che sta vivendo il paese. ...

Il Corriere delle Sera
26 02 2014

Una marcia delle donne per dire no alle politiche del presidente venezuelano Nicolas Maduro. A convocarla è Lillian Tintori, la moglie del leader dell’opposizione venezuelana Leopoldo Lopez, in carcere per accuse di incitamento alle violenze in recenti proteste antigovernative.

INFLAZIONE ALLE STELLE - Lillian sta diventando uno dei simboli della protesta ed è molto attiva sia in rete che in piazza, con l’obiettivo di portare avanti la lotta del marito. La situazione in Venezuela rimane molto tesa, dopo che almeno 13 persone sono morte nelle proteste anti-Maduro e 150 sono rimaste ferite . Le manifestazioni,nate infatti in modo spontaneo contro la scarsità di beni di prima necessità e la criminalità sempre più dilagante, sono diventate il mezzo di scontro tra l’opposizione e il governo capeggiato dall’erede di Chavez. Il governo infatti controlla i proventi del petrolio. Ma l’inflazione è alle stelle e anche solo uscire di casa sta diventando sempre più pericoloso.


OPPOSIZIONE E GOVERNO - Il governatore dello Stato di Miranda, Henrique Capriles, esponente dell’opposizione si era rifiutato di partecipare a una riunione di funzionari locali e statali con il presidente Nicolas Maduro. Secondo Lopez «in questo momento membri dell’opposizione non dovrebbero tenere colloqui con il presidente. «Guardate - ha affermato - le dichiarazioni di Nicolas Maduro: ogni volta che parla ci insulta, parla con tono aggressivo, parla con l’odio». Capriles ha spiegato di non aver partecipato all’incontro perché Maduro «voleva soltanto una stretta di mano e una foto per poter dire al mondo che va tutto bene».

IN RETE - La situazione, dunque, rimane tesa. Mentre su Twitter e i social network continuano le denunce di torture e abusi (l’altro giorno due studenti denunciavano di essere stati violentati dalla polizia con i fucili, dopo essere stati trattenuti per ore), anche le star si sono mobilitate per chiedere la fine delle violenze. Alcuni - come Shakira, Ricky Martin o la stessa Laura Pausini - si limitano ad appelli generici alla pace, ma altri sono più critici verso Nicolas Maduro, definito «un dittatore assassino» da Cher e che secondo Madonna «non sa cosa cosa sono i diritti umani». Su Twitter, gli hashtag più gettonati sono #prayforvenezuela e #sosvenezuela: la cubano-americana Gloria Estefan e il colombiano Juanes li hanno usati per esprimere la loro preoccupazione per la violenza nel Paese sudamericano, così come Steve Tyler degli Aerosmith e Gianluca, de Il Volo. A sorpresa, le critiche più articolate al modo in cui Maduro affronta la contestazione giovanile sono venute da cantautori considerati di sinistra come il panamense Ruben Blades. A favore del governo venezuelano, viceversa, si sono espressi Diego Armando Maradona, che ha denunciato «le menzogne create dagli imperialisti» sulla repressione della protesta.

"Smonteremo il colpo di stato con pace, giustizia e uguaglianza", ha affermato ieri Maduro apprestandosi a ricevere i governatori di tutti gli stati del paese nel Consiglio federale di governo. ...

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