Transgender Europe: Comunicato stampa del 12 marzo 2013

  • Venerdì, 12 Aprile 2013 13:15 ,
  • Pubblicato in Flash news
Femminismo a Sud
12 04 2013

Aumento costante dei tassi di omicidio: secondo il progetto Trans Murder Monitoring condotto da Transgender Europe sono oltre 1.100 gli omicidi di persone trans riportati negli ultimi 5 anni.

Il progetto Trans Murder Monitoring (TMM) iniziato nell’aprile del 2009 monitora, rileva e analizza in maniera sistematica gli omicidi di persone trans riportati a livello mondiale. Resoconti aggiornati vengono pubblicati in inglese da due a tre volte l’anno sul sito del progetto “Transrespect versus Transphobia Worldwide” in forma di tabulati, liste di nomi e mappe: http://www.transrespect-transphobia.org/en_US/tvt-project/tmm-results.htm

L’aggiornamento pubblicato a marzo 2013 rivela che nel periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012 sono stati riportati un totale di 1.123 omicidi di persone trans in 57 Paesi e riferisce un significativo/costante aumento nel numero di omicidi di persone trans riportati negli ultimi 5 anni. Nel 2008 sono stati denunciati 148 casi, nel 2009 217 casi, nel 2010 229 casi, nel 2011 262 casi e nel 2012 267 casi. È importante precisare che per casi riportati si intendono quelli restituiti dalle ricerche su internet o segnalati dalle organizzazioni e dagli attivisti trans. Nella maggior parte dei Paesi non viene eseguito il rilevamento sistematico dei dati relativi agli omicidi di persone trans ed è impossibile calcolare il numero di casi non emersi.

Se da un lato l’aumento registrato evidenzia che il team di ricerca TvT di Transgender Europe (TGEU) ha migliorato le proprie metodologie di monitoraggio e ha ricevuto informazioni da attivisti disseminati in diverse parti del globo, dall’altro sembra suggerire che la maggiore visibilità delle persone trans e delle loro tematiche nel dibattito pubblico abbia contribuito a un aumento dei casi riportati. E indica chiaramente come l’enormità della violenza agita contro le persone trans costituisca ancora un problema e una minaccia gravissimi per le persone trans in molti Paesi.

I dati allarmanti dimostrano ancora una volta l’urgente necessità di reagire alla violenza contro le persone trans e di cercare dei meccanismi per proteggerle. Alcuni attivisti trans internazionali hanno anche iniziato a introdurre il termine “transcide” (transcidio) per denotare il continuo incremento di violenza che risulta nell’omicidio di persone trans su scala mondiale. Il fatto che siano stati riportati casi in tutte le principali regioni del mondo (Africa, Asia, America centrale e Sudamerica, Europa, Nord America e Oceania) evoca uno scenario ancora più macabro, specialmente data la conoscenza veramente parziale che siamo in grado di ottenere in molte località. Informazioni più dettagliate e una mappa che mostra i 1.123 omicidi riportati sono disponibili in inglese su: http://www.transrespect-transphobia.org/en/tvt-project/tmm-results/march-2013.htm

Delle sei regioni analizzate, il più alto numero assoluto di casi emersi proviene da paesi in cui il movimento trans è molto attivo e in cui esistono organizzazioni trans o LGBT che eseguono un monitoraggio professionale: Brasile (452), Messico (106) e Colombia (65) in America centrale e Sudamerica, Stati Uniti (69) in Nord America, Turchia (30) in Europa e Filippine (28) in Asia.

La forte correlazione tra l’esistenza di un forte movimento trans e di un monitoraggio professionale e il più alto numero assoluto di casi riportati, solleva la preoccupante questione dei casi non denunciati. Oltre a corroborare la necessità di meccanismi per la protezione delle persone trans, la suddetta correlazione evidenzia l’utilità di comunità e organizzazioni trans forti, che siano capaci di portare avanti un monitoraggio professionale e di denunciare le violenze contro le persone trans. Infine, tale correlazione si traduce nel fatto che i dati si limitino a mostrare solo la punta dell’iceberg degli omicidi di persone trans su scala mondiale.

La maggior parte dei casi riportati proviene dall’America centrale e dal Sudamerica: 864 casi complessivi in 22 Paesi costituiscono il 77% degli omicidi di persone trans riportati a livello mondiale dal gennaio 2008 . In questa regione si è registrato il più forte aumento dei casi riportati (94 nel 2008, 165 nel 2009, 181 nel 2010, 206 nel 2011 e 218 nel 2012). In Brasile, il Paese con più alto numero di omicidi riportati (452 in totale) si è registrato un aumento costante dei casi (57 nel 2008, 68 nel 2009, 99 nel 2010, 103 nel 2011, 125 nel 2012). In Messico sono stati riportati in totale 106 casi, mostrando un aumento annuale persino maggiore (4 nel 2008, 9 nel 2009, 14 nel 2010, 33 nel 2011, 46 nel 2012).

In Colombia sono stati riportati 65 omicidi dal 2008 (13 nel 2008, 13 nel 2009, 15 nel 2010, 18 nel 2011, 6 nel 2012). Omicidi di persone trans nella regione sono stati anche riportati in Argentina (19), Bolivia (9), Cile (4), Costa Rica (4), Cuba (2), Repubblica Dominicana (14), Ecuador (11), Guatemala (36), Honduras (41), El Salvador (7), Giamaica (1), Nicaragua (4), Panama (2), Paraguay (5), Perù (11), Portorico (9), Uruguay (8) e Venezuela (54). I casi riferiti nei Paesi con una popolazione numericamente inferiore sono altrettanto allarmanti. Mentre il Brasile, il Messico e la Colombia presentano una casistica più elevata in termini assoluti, in proporzione i dati sono più preoccupanti in alcuni dei Paesi meno popolosi. L’Honduras per esempio presenta un tasso di omicidi di persone trans del 5,12 per milione di abitanti, per il Guatemala il tasso è del 2,83, per Portorico il tasso è del 2,43 mentre per il Brasile il tasso è del 2,35, per la Colombia il tasso è 1,41 e per il Messico il tasso è 0,94. Pertanto, in termini relativi la situazione in Honduras, Guatemala e Portorico è persino peggiore che in Brasile, Messico o Colombia.

Il resoconto aggiornato rivela inoltre che negli ultimi 5 anni: – 105 omicidi di persone trans sono stati riportati in Asia (17 nel 2008, 17 nel 2009, 29 nel 2010, 25 nel 2011, 17 nel 2012) in 15 Paesi (1 in Afghanistan, 2 in Azerbaijan, 1 in Bangladesh, 1 in Cambogia, 6 in Cina, 24 in India, 7 in Indonesia, 1 in Iran, 3 in Iraq, 6 in Malaysia, 19 in Pakistan, 28 nelle Filippine, 1 nella Corea del Sud, 1 a Singapore e 4 in Tailandia); – 71 omicidi di persone trans sono stati riportati in Europa (13 nel 2008, 20 nel 2009, 10 nel 2010, 14 nel 2011, 14 nel 2012) in 11 Paesi (1 in Albania, 2 in Francia, 2 in Germania, 20 in Italia, 1 in Polonia, 1 in Portogallo, 2 in Russia,1 in Serbia, 6 in Spagna, 30 in Turchia e 5 in Regno Unito); – 71 omicidi di persone trans sono stati riportati in Nord America (19 nel 2008, 13 nel 2009, 9 nel 2010, 16 nel 2011, 14 nel 2012) in 2 Paesi (2 in Canada e 69 negli Stati Uniti); – 8 omicidi di persone trans sono stati riportati in Africa (2 nel 2008, 1 nel 2009, 0 nel 2010, 1 nel 2011, 4 nel 2012) in 4 Paesi (1 in Algeria, 1 a Mauritius, 1 in Uganda e 5 in Sud Africa); – 4 omicidi di persone trans sono stati riportati in Oceania (3 nel 2008, 1 nel 2009, 0 nel 2010, 0 nel 2011, 0 nel 2012) in 4 Paesi (1 in Australia, 1 nelle Fiji, 1 in Nuova Caledonia e 1 in Nuova Zelanda).

La mappa allegata a questo comunicato e presente sul sito, illustra i casi complessivi riportati da gennaio 2008 a livello mondiale. Se documentare gli omicidi di persone trans è indispensabile per testimoniare gli sconvolgenti livelli di violazione dei diritti umani ai danni delle persone trans su scala mondiale, si delinea altresì la necessità di una ricerca che approfondisca gli altri aspetti relativi ai diritti umani delle persone trans. A tale proposito Transgender Europe ha sviluppato il progetto Trans Murder Monitoring nell’ambito del progetto di ricerca “Transrespect vs Transphobia Worldwide” (TvT).

TvT è un progetto di ricerca comparativa e qualitativa-quantitativa su base continuativa che fornisce un quadro della situazione dei diritti umani delle persone trans nelle varie parti del mondo e sviluppa dati e strumenti di difesa per l’uso da parte di istituzioni internazionali, organizzazioni per i diritti umani, il movimento trans e la collettività. Nel novembre 2012 Transgender Europe ha pubblicato il rapporto di ricerca del progetto TvT dal titolo “Transrespect vs Transphobia Worldwide — A comparative Review of the Human-rights Situation of Gender-variant/trans people” che argomenta e contestualizza i risultati le conclusioni maturate nel corso del progetto. Il rapporto in inglese è scaricabile qui:
Per ulteriori domande o per sostenere il progetto di ricerca, contattare: Dr Carsten Balzer, Senior Researcher di Transgender Europe
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.transrespect-transphobia.org

Per sostenere il progetto “Transrespect versus Transphobia Worldwide” è inoltre possibile contribuire con una donazione a favore di Transgender Europe (dettagli a seguire).

Causale del versamento: TvT project. Titolare del conto: Transgender Europe Conto bancario: BAWAG P.S.K., Georg-Coch-Platz 2, 1010 Vienna, Austria, BIC/SWIFT: OPSKATWW IBAN: AT41 6000 0190 1000 1504 Riferimento del pagamento: TvT project
(Grazie a Bene per la traduzione e a H2O per la revisione!)

La Spagna sotto sfratto (Giuseppe Grosso, Il Manifesto)

  • Venerdì, 15 Marzo 2013 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Il marito non c'è: ha abbandonato la famiglia sette anni fa. Come ricordo di sé ha lasciato un buco nella porta d'ingresso grosso come un pugno. "E' stato un giorno che era particolarmente arrabbiato", spiega Irene raccontando tra i denti il suo calvario di vittima di violenza di genere. ...

La Repubblica
31 12 2012

Un 28enne albanese, regolarmente in Italia e disoccupato, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia dopo aver frustato con fili elettrici la moglie, una 21enne sua connazionale. A chiamare i carabinieri, intervenuti verso le 2 nell'abitazione della coppia in via dei Cinquecento, i vicini di casa preoccupati per le urla provenienti dall'appartamento.

L'uomo protagonista anche in passato di episodi di violenza sulla moglie, mai denuciati dalla donna, è stato fermato mentre si stava allontanando dal palazzo. Per lui arresto in flagranza di reato. La donna è stata medicata al Policlinico in codice verde e le sono state riscontrate contusioni ed escoriazioni guaribili in 10 giorni.
Paese Sera
2 maggio 2012


Chiara Matalone, 19 anni. Tiziana Olivieri, 41. Elda Tiberio, 93. Loweth Eward, 22. A molti di voi questi nomi diranno poco o niente. Bene che vada li avrete letti di sfuggita in un trafiletto, derubricati, magari, sotto l’etichetta di “omicidi passionali” o “drammi della gelosia”. Sono alcune delle ultime vittime del femminicidio in atto nel nostro paese, 55 dall’inizio dell’anno. E oggi sono scese tutte simbolicamente in piazza davanti a Montecitorio, portate in spalla dai ragazzi e le ragazze di Tilt. Che hanno voluto ricordarle reggendo cinquantacinque cartelli. Più uno: “La prossima potrei essere io”.
Leggi l'intervista a Celeste Costantino (Donne DaSud): "Una malattia sociale, nessuno si sente immune".

FESTIVAL LA VIOLENZA ILLUSTRATA 2011

  • Lunedì, 21 Novembre 2011 17:14 ,
  • Pubblicato in L'Iniziativa
8 novembre-3 dicembre
Bologna

Organizzato dalla Casa delle donne per celebrare il 25 novembre – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Festival resta l’unico appuntamento culturale in Italia interamente dedicato alla violenza di genere.
Centrale nella veste grafica di quest’anno il riferimento alla violenza assistita e all’abuso sui minori, per ricordare i dieci anni di Servizio minori compiuti dalla Casa delle donne di Bologna.
Vedi il programma completo del Festival

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