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equilibrio-precarioProfessoressa Saraceno, nel suo ultimo libro "Il lavoro non basta" (Feltrinelli) sostiene che la crisi ha colpito giovani, donne e minori. Per quale ragione? "In termini quantitativi sono loro i più deboli, ma ci sono anche i lavoratori anziani espulsi dal mercato del lavoro, assimilabili alla categoria dei 'lavoratori poveri'. I giovani non li prendono perché non hanno esperienza, gli anziani perché sono troppo vecchi. Questa situazione è causata a una questione generazionale, ma non bisogna trascurare l'esistenza delle differenze di classe e geografiche tra Nord e Sud.
Roberto Ciccarelli, Il Manifesto ...

Il Fatto Quotidiano
25 05 2015

Sono più di un milione i genitori senza posti di lavoro. Lo dice l’Istat che ha incrociato i dati sulla situazione familiare con quelli relativi alla condizione lavorativa, comprendendo nell’indagine i genitori che si trovano nella fascia d’età tra i 25 e i 64 anni. I numeri fanno riferimento alla media del 2014, che vede il fenomeno in crescita: l’anno scorso, infatti, si è registrato un aumento della partecipazione al mercato del lavoro, tanto che un pochino sono aumentati anche gli occupati.

Il set di tabelle pubblicato dall’Istituto di statistica (si tratta di dati che escono ogni anno in questo periodo) mette in connessione “casa” e “lavoro” e per il 2014 le cifre parlano precisamente di 1 milione e 182mila mamme e papà over25 a caccia di un impiego. Di questi 1 milione e 36mila (87,65%) vivono con il coniuge o il convivente, mentre 146mila (12,35%) risultano monogenitori. Sono più donne (628mila, il 53,13%) che uomini (554mila, il 46,87%), una differenza che risalta soprattutto quando si analizzano i nuclei con un solo capofamiglia (128mila madri sole).

Guardando il 2013, il numero di genitori disoccupati sale (+6,2%), tuttavia aumentano di qualcosa anche quanti un posto ce l’hanno (+0,5%). C’è infatti un ampliamento delle forze lavoro, ovvero del tasso di attività, che tocca sia le famiglie monogenitore sia le coppie con figli. Tutto ciò è quindi in linea con l’andamento del mercato del lavoro. E pari pari sulla categoria genitori disoccupati si riflettono anche i divari territoriali (circa la metà risiede nel Mezzogiorno).

Jobs Act, il debutto è un flop

Il Jobs Act non ce l'ha fatta ad aggredire la disoccupazione, e va detto che per il momento anche gli incentivi alle assunzioni non mordono. I dati dell'Istat relativi a marzo (primo mese di vigenza del contratto a tutele crescenti, terzo per quanto riguarda gli sgravi) sono impietosi: il tasso dei senza lavoro, registra l'istituto di statistica, è tornato a salire in marzo: di 0,2 punti percentuali rispetto a febbraio, arrivando così al 13%. La risalita arriva dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio, e la lieve crescita di febbraio. Si tratta del livello più alto dal novembre scorso (allora aveva segnato 13,2%).
Antonio Sciotto, Il Manifesto ...

Corriere della Sera
30 04 2015

La disoccupazione giovanile a marzo risale oltre il 43%: il tasso - reso noto dall’Istat - segna un aumento di 0,3 punti percentuali a quota 43,1%, dal 42,8% di febbraio. Lo rileva l’Istat nei dati provvisori. Dopo il calo del mese di febbraio, a marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-59 mila) rispetto al mese precedente, tornando sul livello dello scorso aprile. Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a marzo 2014, l’occupazione è in calo dello 0,3% (-70 mila) e il tasso di occupazione di 0,1 punti. I disoccupati aumentano su base mensile dell’1,6% (+52 mila).

In 12 mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 4,4% (138 mila)
Nel dettaglio: dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, a marzo il tasso di disoccupazione sale ancora di 0,2 punti percentuali, arrivando al 13%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra un lieve calo nell’ultimo mese (-0,1%), rimanendo su valori prossimi a quelli dei tre mesi precedenti. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36,0%. Su base annua gli inattivi diminuiscono dell’1,0% (-140 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti.

Gennaio-marzo 2015: cala il tasso di occupazione
Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2015 risultano in calo sia il tasso di occupazione (-0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività (+0,2 punti). A marzo 2015 si registrano variazioni di lieve entità rispetto al mese precedente della partecipazione al mercato del lavoro dei giovani tra 15 e 24 anni. L’occupazione dei giovani 15-24enni è sostanzialmente stabile nell’ultimo mese. Il tasso di occupazione è pari al 14,5%. Il numero di giovani disoccupati, mostra una lieve crescita su base mensile (+8 mila, pari a +1,2%).

Poco più di un giovane su 10 è disoccupato
L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari all’11,0% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza cresce nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) è pari al 43,1%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. Il numero di giovani inattivi è in calo dello 0,3% nel confronto mensile (-11 mila). Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 74,5%. In termini tendenziali, rispetto a marzo 2014, si osserva la diminuzione del numero di giovani occupati (-5,5%, pari a -50 mila), il calo anche del numero di disoccupati (-6,9%, pari a -49 mila) a fronte di una crescita del numero di inattivi (+1,5%, pari a +66 mila). Anche con riferimento alla media degli ultimi tre mesi, per i giovani 15-24enni si osserva il calo dell’occupazione e della disoccupazione e la crescita dell’inattività.

Roma. Disoccupati domani in piazza

  • Lunedì, 20 Aprile 2015 10:04 ,
  • Pubblicato in Flash news

Contropiano
20 04 2015

Domani, martedì 21 aprile dalle ore 10.00, l’Unione Sindacale di Base di Roma e Lazio organizza sotto la sede della Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi a Roma, la manifestazione “Lavoro e reddito subito” a cui parteciperanno disoccupati delle periferie romane, da Ponte di Nona a Tor Bella Monaca, da San Basilio a Laurentino, da Cinecittà a Ostia. Previsti anche gruppi provenienti da Cassino, Formia, Pomezia e Viterbo.

“I disoccupati nel Lazio sono arrivati a quota 400mila – spiega Giacomo Gresta della Federazione romana USB – e le aziende continuano a licenziare. Non c’è alcun segnale di ripresa e la situazione nelle periferie urbane è diventata drammatica”.

“La Regione ha predisposto un sistema di politiche attive del lavoro che non funziona – continua Gresta – come dimostra purtroppo l’esito desolante di ‘Garanzia Giovani’. Non solo l’impianto del progetto è sbagliato, giacché invece di utilizzare i fondi per creare lavoro si alimentano le agenzie private di collocamento, ma tutta la macchina è ferma e finora l’INPS non è nemmeno riuscita ad erogare il misero assegno previsto per i giovani tirocinanti”.

Prosegue il sindacalista: “Non so se la Giunta Zingaretti sia consapevole della polveriera sulla quale è seduta. Continuano a temporeggiare senza concretizzare. La nuova programmazione dei Fondi europei si riferisce al periodo 2014-2020, siamo a metà 2015 e non è partito alcun progetto”.

“Abbiamo deciso di organizzare un movimento dei disoccupati per chiedere alla Regione di spendere bene e presto i Fondi europei destinati all’occupazione e al sostegno ai redditi bassi. La crisi incalza, i posti di lavoro diminuiscono ed è inaccettabile che si disperdano i pochi fondi a disposizione”, conclude Gresta.

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