Lunaria
3 maggio 2013

Stanziamenti pubblici significativi, mancanza di trasparenza nell'utilizzo delle risorse, risultati limitati rispetto a quelli auspicati ed esposizione dei migranti al rischio di violazioni dei diritti umani: queste le conclusioni del dossier "Costi disumani. La spesa pubblica per il contrasto dell’immigrazione irregolare" presentato il 30 Maggio da Lunaria.
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Lunaria
03 05 2013

Stanziamenti pubblici significativi, mancanza di trasparenza nell’utilizzo delle risorse, risultati limitati rispetto a quelli auspicati ed esposizione dei migranti al rischio di violazioni dei diritti umani: queste le conclusioni del dossier "Costi disumani. La spesa pubblica per il “contrasto dell’immigrazione irregolare" presentato il 30 Maggio da Lunaria.

Secondo l’associazione tra il 2005 e il 2012 sono almeno 1 miliardo e 668 milioni di euro le risorse nazionali e comunitarie stanziate per il controllo delle frontiere esterne, per lo sviluppo dei sistemi tecnologici finalizzati a migliorare le attività di sorveglianza e di identificazione dei migranti, per la realizzazione dei programmi di rimpatrio, per la gestione dell’intero sistema dei centri di accoglienza degli immigrati irregolari, per la cooperazione con i paesi terzi in materia di contrasto dell’immigrazione irregolare.

331,8 milioni di euro per il controllo delle frontiere esterne; 111 milioni hanno finanziato l’acquisto di nuove tecnologie, sistemi di identificazione e comunicazione nell’ambito del Pon Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno; 60,7 milioni di euro sono stati stanziati nell’ambito del Fondo Europeo per i Rimpatri, oltre un miliardo di euro è stato impegnato per l’allestimento, il funzionamento, la gestione e la manutenzione di CIE, CPSA, CDA e CARA, 151 milioni di euro hanno finanziato progetti di cooperazione con i paesi terzi in materia di immigrazione.

55 milioni di euro l’anno il costo minimo stimato a regime per l’allestimento, la gestione, la manutenzione, la sorveglianza dei Cie e l’esecuzione dei rimpatri dei migranti in essi detenuti, se la capienza teorica rimanesse quella attuale.

Un investimento pubblico significativo nelle “politiche del rifiuto” che non riesce frenare l’immigrazione “irregolare”, né potrebbe essere altrimenti.

Lunaria chiede al Parlamento di monitorare in modo più stringente la spesa pubblica in materia di contrasto dell’immigrazione irregolare e l’operato del Governo e di riformare la disciplina sull’ingresso, il soggiorno e le espulsioni dei migranti. Il modo migliore per “contrastare l’immigrazione irregolare” è quello di facilitare l’ingresso e il soggiorno regolare dei migranti in Italia. L’associazione auspica anche che si arrivi al più presto alla chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione. In attesa di una riforma complessiva, viene chiesta l’attivazione immediata del Parlamento al fine di ridurre il periodo di permanenza massimo nei centri e che siano evitati quei bandi al ribasso per la gestione dei centri che determinano un’ulteriore peggioramento delle condizioni di vita dei migranti nei Cie e numerose violazioni dei diritti umani.

Ufficio stampa: Lunaria, Via Buonarroti 39 00185 Roma Tel. +39 06 8841880 Fax +39 06 8841859 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Web: www.lunaria.org

I diritti di milioni di persone in fuga da conflitti e persecuzioni, o in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita per se stesse e le loro famiglie, sono stati violati da governi che hanno mostrato di essere interessati più alla protezione delle frontiere nazionali che a quella dei loro cittadini odi chi quelle frontiere oltrepassava chiedendo un riparo o migliori opportunità. ...
Un supplemento di indagini per l'"angelo dei rifugiati" di Torino. Lo chiede il comitato per la verità costituito dal marito di Deeqa Aden Gures, avvocato quarantenne di origine somala trovata morta alla tre del mattino del 2 ottobre scorso. ...
Dinamo Press
26 aprile 2013


"Posso assicurarvi che mi farò carico di veicolare la vostra richiesta al ministero dell'Interno per sollecitare una soluzione che vada incontro alle vostre esigenze e a quelle dei vostri figli".

"Dopo tanti anni di lavoro con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, so bene quanto difficile sia la situazione dei rifugiati e in particolare delle donne. La difficoltà di ritrovarsi da sole, in un Paese straniero, senza conoscere la lingua, senza un sostegno, a reinventarsi una vita spesso con i figli piccoli al seguito. La lettera che mi avete mandato mi ha colpito. Sapere della vostra vita in Italia, caratterizzata da continui trasferimenti, con tutte le conseguenze che ciò comporta, soprattutto per i bambini e la loro iscrizione a scuola evidenzia come l'attuale sistema trascuri le esigenze indispensabili per favorire un processo di integrazione. Mi riferisco in particolare alla difficoltà di dover ricominciare ogni volta da zero, per di più dopo essere state sistemate in zone isolate, lontane dai centri abitati".

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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