FIRENZE, SI' ALLA SEPOLTURA DEI FETI. DONNE DEL PD CONTRO LA GIUNTA RENZI

di Marco Gasperetti, Corriere della Sera
21 marzo 2012

Un articolo di un regolamento comunale, uno dei tanti. Tre righe appena, quasi invisibili. Eppure destinate a sconquassare la relativa calma del Pd (e della sinistra) fiorentina. E suscitare polemiche tra le donne del partito, soprattutto tra quelle approdate al Pd dai Ds e da altre forze laiche e socialiste. Insomma, quelle iscritte al partito che hanno combattuto per l’approvazione prima e la difesa poi della legge 194 sull’aborto.

Il regolamento sulla graticola, appena approvato dalla giunta comunale con il placet del sindaco Matteo Renzi, è quello cimiteriale. Che individua nel camposanto di Trespiano, uno dei principali della città sulla via Bolognese, un luogo ad hoc dove seppellire i feti, ma anche «i prodotti abortirvi e i prodotti del concepimento», come si legge testualmente.
I problemi non sono arrivati dalle assessore (sono 5 per 10 poltrone complessive), ma da parlamentari, consigliere comunali, esponenti di partito e delle associazioni vicine alla sinistra e ai democratici. Tra le prime a far sentire la propria voce critica è stata la senatrice fiorentina Vittoria Franco. Che ha definito il regolamento «una provocazione verso il dramma dell’aborto e del rapporto delle singole donne con la maternità» e ha chiesto un immediato ripensamento della giunta guidata da Renzi. «Agghiacciante», lo ha invece definito un’altra parlamentare democratica, la senatrice Magda Negri.

Ma è a Palazzo Vecchio, sugli scranni del Salone de’ Dugento, sede del consiglio comunale, che si giocherà la partita decisiva del provvedimento. «Molto ideologico e poco pratico — spiega la consigliera e parlamentare del Pd, Tea Albini —. Anche perché già oggi la legge consente la sepoltura di feti e aborti e non c’era nessuna necessità di presentarlo. Si rischia una spaccatura forte all’interno del gruppo consiliare e nella sinistra. Ne valeva la pena? Io sono per la politica come arte della mediazione. Il sindaco, invece, cerca lo scontro. Spesso mediatico». Ancora più dura Claudia Livi, vicecapogruppo pd: «Mi dissocio da un atto che mi offende profondamente come donna».

Difficilmente però la spaccatura, se ci sarà, si registrerà all’interno della giunta Renzi. Tutti gli amministratori, comprese le cinque donne, sembrano favorevoli. E l’assessore Rosa Maria Di Giorgi (Pd) ha anche diffuso un comunicato nel quale stigmatizza «le sortite di alcune parlamentari e di consiglieri comunali», sottolineando che l’area per seppellire i feti «esiste a Trespiano dal 1996 e che si tratta di un luogo dove i genitori possono chiedere di seppellire i bambini nati morti». Spiegando poi che in quel regolamento non c’è niente di più. «Nessun attacco alla laicità, né alla legge sull’aborto — sottolinea Di Giorgi —. Solo il riconoscimento di una sensibilità, nel rispetto di quelle donne che avrebbero voluto un figlio e purtroppo lo hanno perso. Nulla a che vedere con offese alle donne che hanno invece liberamente scelto di interrompere la gravidanza».

Le donne della sinistra, però, non sembrano fidarsi troppo. E c’è chi minaccia una battaglia in aula. Il regolamento, infatti, dopo il sì della giunta deve arrivare in consiglio comunale. L’approvazione è scontata, perché su questo punto il centrodestra si dichiara favorevole. «Però la spaccatura sarebbe reale e per certi versi pure devastante», spiega Ornella De Zordo, docente universitaria e consigliera di Perunaltracittà, una lista civica di sinistra. «Non è una novità e altre città hanno approvato provvedimenti simili — spiega De Zordo — ma sono stati sempre Comuni amministrati da giunte di centrodestra. Firenze è la prima di centrosinistra. Un record preoccupante. Proporrò un emendamento abrogativo dell’articolo».

Si muove anche il mondo dell’associazionismo. Liberetutte di Firenze, un’associazione che nello statuto ha tra gli obiettivi la difesa della libertà e l’autodeterminazione delle donne, ha chiesto a tutte le consigliere comunali un incontro. «Vogliamo discutere quello che per noi è un attacco alla 194 — spiega la portavoce Luisa Petrucci —. Il regolamento vuole trasformare feto ed embrione in una persona e non è questo lo spirito della legge. L’articolo del regolamento approvato ci pare una macabra trovata che lede la sfera privata delle donne e la loro dignità».
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