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OMICIDIO VANESSA, SI CHIAMA FEMMINICIDIO

  • Apr 27, 2012
  • Da 
Pubblicato in Il Comunicato
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di Tilt
27 aprile 2012
 
"Quello di Vanessa Scialfa non è solo l’omicidio numero 54 di una donna in questo paese dall’inizio del 2012. E’ molto più di questo, e ha un altro nome. Mentre venivamo a conoscenza dei dettagli della sua morte, per mano del suo compagno Francesco Lo Presti, un’altra donna, Tiziana Olivieri, anche lei vittima di violenza da parte di un uomo, moriva a Reggio Emilia. Questo si chiama Femminicidio.

Se ne sono accorte tutte le istituzioni internazionali, a partire dall’Onu, che osservano l’Italia da qualche anno con incredulo sbigottimento per un fenomeno dai più segnalato, specialmente all’interno di circuiti di nicchia o di movimento, dalla maggior parte ignorato, o ancora raccontato quasi sempre come l’esito finale di una saga romantica inevitabile. 

Persino i giornali, che perdono puntualmente l’occasione di smuovere le coscienze dell’opinione pubblica,  usano un linguaggio inadeguato e scorretto: si titola “uccisa per gelosia”, si parla di “delitti passionali” e, vista la dimensione e il nocciolo del problema meriterebbe ormai da tempo di imporsi nell’agenda di un governo che si rispetti, come urgente e dirimente. La violenza maschile ha molti volti, uno dei quali è quello istituzionale: la crisi economica e culturale che stiamo vivendo diventa il pretesto per smantellare lo Stato sociale. L’Italia ha infatti un numero insufficiente di centri antiviolenza, che potrebbero veicolare un sistema non solo di sostegno e recupero nei confronti delle donne, ma anche di supporto per quegli uomini che vorrebbero uscire dalla trappola della violenza che perpetuano. Il Femminicidio è un fenomeno che si accanisce sì, contro un genere, ma uccide anche un’intera società, fatta sia di uomini che di donne, se tutti non si faranno carico al più presto di prendersi delle responsabilità.
 
Tilt chiede a gran voce a tutte le istituzioni e alla società civile, di smetterla di limitarsi all’indignazione e alla condanna, ma di avviare un ragionamento profondo e trasversale a tutti i generi e tutte le età, il quale potrà raccogliere dei frutti solo se supportato nei fatti da una concreta azione di governo. Basterebbe cominciare a non tagliare i fondi, ma potenziarli, anche a questo settore, o avviare una compagna informativa che vada oltre i pregiudizi e gli stereotipi tipici sulla violenza.

*Tilt - Rete generazionale di soggetti collettivi e singoli della sinistra

Ultima modifica il Sabato, 24 Novembre 2012 17:15
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