Il sindaco che presta la sua casa ai Rom

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Giornalettismo
07 01 2013

Lui si chiama Claudio Corvatta e prima di Natale ha deciso di ospitare in una sua casa una famiglia di Rom scappati dalla Romania. Lo ha fatto da sindaco di Civitanova Marche e, a quanto pare, la cosa gli sta portando qualche problema:

    Il signor Mita Ciuraru, 55 anni, sua moglie Mia di 54 che ha bisogno di cure per una neoplasia, i loro figli Narcisa e Ipat di 20 e 22 anni e la moglie di quest’ultimo, Stefania, che di anni ne ha 20 ed è incinta al terzo mese. Prima d’ora, questa famiglia come un’altra ventina di nomadi in giro per Civitanova, viveva randagia nella zona della stazione e sbarcava il lunario chiedendo la carità ai semafori. «È stato un gesto di umanità— così ha detto il sindaco Corvatta —. Da privato debbo rispondere alla mia coscienza che mi impedisce di lasciare per strada al freddo un gruppo che ha grossi problemi di salute».

Venerdì scorso la notizia è trapelata e inmolti hanno reagito inviperiti su Facebook:

    «Le fabbriche chiudono, il commercio sta morendo, la pesca è in difficoltà e Corvatta da 6 mesi pensa solo ai Rom», è uno dei commenti più gentili. Il consigliere d’opposizione Fabrizio Ciarapica, ex Pdl ora passato con la Destra di Storace, rigetta la patente di «razzista» però anche lui la mette giù dura: «Tra novembre e dicembre il Comune ha staccato per morosità 200 contatori. Altre 300 famiglie, piegate dalla crisi e dall’Imu, rischiano a breve la stessa sorte. Anche loro stanno patendo il freddo, ma il sindaco per loro non fa niente».
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