PAKISTAN: BUONA NOTIZIA PER I DIRITTI DELLE DONNE

la stampa
06 12 2011

TRADOTTO DA ELENA INTRA
Finalmente qualche buona notizia per i diritti delle donne in Pakistan.
A novembre l'Assemblea nazionale pakistana ha approvato una legge che vieta la pratica onerosa di risolvere le controversie tra le tribù e le famiglie utilizzando le donne come pegno di pace.
Questa pratica, nota come Sawra, ha alle spalle una lunga storia, ma ora il Parlamento ha deciso che non c'è ragione di continuare a seguirla, soprattutto quando la sposa venduta è condannata a una vita infelice all'interno di un matrimonio forzato.
Breve descrizione su come funziona la Sawra: quando qualcuno viene ucciso in una faida tra tribù, il colpevole può fare ammenda "regalando" la sorella o la figlia alla famiglia della vittima. Il "segno di pace" viene forzatamente costretta a sposare uno dei parenti maschi della vittima, e di solito viene trattata dalla nuova famiglia come oggetto di recriminazione e di amarezza, oltre a essere sfruttata come schiava.
Ma dichiarare fuori legge questa pratica è una cosa, porvi fine un'altra.
Proprio mentre veniva approvata la normativa, insieme ad altri divieti relativi a diverse forme di matrimonio forzato e discriminazione sessuale, almeno una vittima della Sawra era ancora in clandestinità.
La ragazza, Zarwari, all'inizio di quest'anno ha fatto qualcosa di impensabile recandosi di fronte a un tribunale per sfidare il diritto dei genitori di consegnarla in moglie per un presunto crimine commesso due decenni fa. Pare che un suo zio fosse scappato con la figlia di un vicino, e per dirimere la controversia, il padre di Zarwari aveva promesso alla sua nascita che la piccola avrebbe sposato il padre della sposa fuggita. Il fatto che il padre offeso abbia ora 80 anni, mentre la ragazza sia nel pieno dei 20 anni, sembra non avere importanza per entrambe le famiglie.
Alla fine Zarwari, che si è nascosta in una casa-rifugio del governo durante il processo, ha vinto la causa. Ma la sua vittoria in tribunale non le ha garantito di essere completamente fuori pericolo. Al momento si trova ancora nella casa-rifugio e ha paura di tornare a casa.
Adesso la questione, per tutte le vittime dei matrimoni forzati, è capire quanto tempo ci vorrà prima che la mentalità cambi per adattarsi alla nuova legge. Questo è il compito degli attivisti della comunità e nessuno dovrebbe sottovalutare sia la dimensione che l'importanza di un tale compito.
Come ha detto Sima Munir, leader della Fondazione Awrat, ONG di donne che lavorano in Pakistan, a Radio Mashaal: le spose barattate affrontano enormi pressioni sociali per far fronte al loro destino.
"La pratica della Sawra è una tradizione disumana in cui le ragazze vengono trattate come animali dopo essere state costrette al matrimonio", afferma Munir. "Ma ogni volta che una donna chiede aiuto contro tutte queste crudeltà, la società non la rispetta, anche se si tratta di suoi diritti inalienabili. Le donne che invece tollerano questa crudeltà sono considerate nobili".
In base alla nuova legge, costringere una donna a sposarsi per risolvere una controversia sarà punibile da 3 a 5 anni di reclusione e da una multa di circa mezzo milione di rupie (circa 5.600 dollari USA).

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