Abusi e riti satanici, due educatori sotto inchiesta

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La Stampa
02 05 2013

LECCE - Avevano il dovere di proteggere i giovani ospiti di una casa famiglia del basso Salento. E, invece, due educatori della struttura li avrebbero maltrattati e picchiati, chiudendoli nelle loro stanza senza cibo e acqua e abusando di loro. Ma in un caso avrebbero anche costretto una ragazzina a subire atti satanici e violenze sessuali. Sono le terribili accuse contestate dal sostituto procuratore di Lecce, Paola Guglielmi, a due uomini di 45 e 53 anni, rispettivamente di Poggiardo e l’altro di Parabita, a seguito della conclusione delle indagini preliminari. I reati contestati sono atti sessuali, violenza privata, sequestro di persona, percosse. I fatti sono andati avanti fino al marzo dell’anno scorso. Sono almeno sette le presunte vittime identificate nel corso delle indagini coordinate dalla pm Guglielmi. L’episodio più grave riguarda però una ragazzina finita, secondo quanto ricostruito dalla procura, al centro di una sorta di rito satanico.
LE VIOLENZE - I due educatori, infatti, avrebbero condotto con la forza la ragazza in una chiesa sconsacrata. Lì la vittima, dopo essere stata legata e imbavagliata, avrebbe subito violenze e abusi di natura sessuale, oltre ad essere costretta ad assistere ad alcune scene di film horror. Ma lei non sarebbe stata l’unica vittima delle violenze. Altri sei minori, tutti di età inferiore ai 15-16 anni, avrebbero subito percosse, bastonate e violenze. Gli abietti metodi educativi dei due avrebbero incluso anche chiuderli a chiave nella propria camera, impedendo loro di mangiare e dissetarsi. Ma quando proprio si ribellavano, non esitavano a picchiarli con la scopa, ripetutamente e con violenza. Ai due indagati il magistrato leccese ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini, con la possibilità di presentare memorie difensive o fare richiesta di interrogatorio prima decidere in merito all’eventuale richiesta di processo.

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