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Égalité su tutti i fronti. La proposta francese

In Genere
20 08 2013

di Valeria Viale

Congedo di paternità esteso a sei mesi, con assegno garantito dallo stato; più posti negli asili nido, e con orari più flessibili; denunce più snelle contro la violenza di genere, e garanzia pubblica sugli alimenti non pagati dagli ex. La Francia prepara una legge quadro per l'eguaglianza tra donne e uomini, a tutto raggio

La parità tra donne e uomini è uno dei valori fondanti dell'Unione europea e rappresenta l’approccio generale all’attuazione di tutte le sue politiche. Tuttavia, la posizione delle donne e degli uomini presenta ancora notevoli differenze.

Perciò nel piano di azione Strategy for Equality between Women and Men 2010 – 2015 la Commissione europea ha sottolineato la necessità di avere un indice sull’uguaglianza di genere. L'European Insitute for Gender Equality (Eige) ha elaborato un indicatore composito sull’uguaglianza di genere, costruito su misura per adeguarsi alla struttura delle policy europee.

Il Gender Equality Index (Gei) consta di 6 ambiti principali (lavoro, denaro, conoscenze, tempo, potere e salute) e due ambiti definiti satellite (diseguaglianze trasversali e violenza). Questi ultimi sono collegati concettualmente all’indice, ma non possono essere inclusi tra gli ambiti principali perché misurano fenomeni esemplificativi.


Fonte: elaborazione Isfol su dati Gender Equality Index – Country Profiles (dati 2010)

Il Gei misura la distanza dell’Unione europea e dei suoi stati membri dal traguardo della piena uguaglianza di genere. Con una media di 54 (dove 100 indica la piena uguaglianza) l’Ue si pone a metà strada dall'obiettivo parità. Guardando ai profili nazionali, la realtà europea appare differenziata: l’Italia, per esempio, ha un Gei pari a 40,9 rispetto al 73,6 della Danimarca, al 57,1 della Francia, e al 35,3 della Romania. Tutto ciò conferma quanto l’uguaglianza di genere debba essere ancora posta al centro del dibattito politico.

Poco oltre i nostri confini nazionali si procede in questa direzione: il 3 luglio il governo francese ha presentato un progetto di legge quadro per l’uguaglianza tra le donne e gli uomini. Il pacchetto è stato concepito e promosso come strategia favorevole tanto alle donne quanto agli uomini: misure destinate ad entrambi i sessi, attorno alle quali si struttura sempre di più la qualità della vita.

Si tratta di un testo di legge innovativo, caratterizzato dalla trasversalità. Per la prima volta in Francia un progetto di legge contempla l’uguaglianza tra donne e uomini in tutte le sue dimensioni: uguaglianza professionale, lotta alla precarietà, protezione delle donne contro ogni forma di violenza. Il pacchetto determinerà principi e obiettivi specifici di un approccio integrato per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere in tutte le politiche pubbliche. Saranno infatti coinvolti, oltre al ministero per i diritti delle donne, anche i ministeri della giustizia, interno e salute; e il raggio d'azione comprenderà anche gli enti locali, e le imprese pubbliche nazionali o locali. La costituzione di un governo paritario e l’istituzione di un ministero che si occupi dei diritti delle donne, rende fattiva l’ambizione della legge, trasformandola in una priorità politica.

Il testo normativo riguarda tutte le donne: si occupa di come proteggerle da qualsiasi tipo di violenza, di riequilibrare la ripartizione dei carichi di cura all’interno della coppia, di offrire loro opportunità. Si stabilisce il principio della divisione del potere e delle responsabilità, ponendo l’accento sul fatto che gli uomini devono assumersi responsabilità assieme alle donne.
Con il nuovo testo agli uomini spetteranno per legge 6 mesi di congedo di paternità (oggi se ne prevede solo uno), sui tre anni autorizzati per ogni coppia, con assegno garantito dallo stato. Contrariamente al passato, il periodo che spetta all’uomo non potrà essere scambiato con l’altro genitore. Questa linea d’intervento ha principalmente due obiettivi: accrescere i tassi di occupazione femminile, e riequilibrare i carichi di cura familiare e consentire il superamento di quelle resistenze culturali di cui i padri, che vogliono occuparsi dei figli, sentono tutto il peso.

Questa riforma è poi strettamente collegata allo sforzo che verrà intrapreso nell’arco di 5 anni di aumentare di 275.000 unità i posti nei nidi. L’offerta non si limiterà ad un approccio quantitativo, ma l’accento sarà messo sulla qualità del servizio, la riduzione delle diseguaglianze territoriali e sociali. Si tratterà di dare risposte ai bisogni dei genitori favorendo l’accoglienza in orari atipici, e dando accoglienza ai bimbi disabili.
Lo stato si farà, inoltre, carico degli alimenti non pagati dagli ex mariti. Questo è un fenomeno in crescita con la crisi, che impoverisce le madri sole con figli.
Saranno velocizzate, poi, le procedure per la denuncia di violenze domestiche e le vittime potranno chiedere di installare in casa un allarme collegato con una centrale di polizia.

Il governo ha raddoppiato, infine, la multa per i partiti che non rispettano la parità nelle liste elettorali, mentre saranno aumentati i programmi nelle scuole per lottare contro gli stereotipi di genere.
Parole chiave di questa legge sono, dunque, efficacia, innovazione e sperimentazione, ma soprattutto mainstreaming nel senso di orientamento politico che prende in esplicita considerazione il genere in tutte le politiche pubbliche, e non solo con interventi a favore delle donne.

Questa legge quadro avvia in Europa una riflessione sui diritti e sul ruolo della donna nella società contemporanea, ma anche sul ruolo che hanno gli uomini, incoraggiando un lavoro comune nella strutturazione di politiche e programmi che siano utili per tutti. Il filo rosso dell’uguaglianza si dipana così in tutti gli ambiti: dal lavoro, all’affermazione sociale, alla politica. Questa tipologia di interventi sono la base per la costruzione di una società nuova, in cui uomini e donne abbiano effettivamente le stesse opportunità.

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