Siria, Bonino: "Italia fuori senza mandato Onu"

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Corriere.it
27 08 2013

Cameron: «Prepariamo piano militare»
Il premier britannico richiama il Parlamento dalle ferie. Hagel: «Gli Usa pronti ad intervenire se Obama lo ordina»

La crisi siriana sta spingendo le varie diplomazie internazionali a schierarsi. Spinte dalle dure parole del segretario di Stato John Kerry nei confronti del regime di Assad. «L'Italia non prenderà parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu» ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino alle Commissioni Esteri congiunte. Ma da Londra arrivano segnali di un imminente attacco occidentale alla Siria: «Le forze armate britanniche stanno mettendo a punto un piano di emergenza nell'eventualità di una risposta militare al presunto attacco chimico in Siria» spiegano da Downing Street.

E, in una intervista alla Bbc, il segretario alla difesa statunitense, Chuck Hagel, dichiara che le forze armate americane sono «pronte ad andare» se il presidente Barack Obama ordinasse un'azione in Siria. Intanto la Casa Bianca, rivela martedì la Cbs, si prepara a pubblicare un rapporto con le prove che giustificherebbero un attacco militare contro la Siria; report che dovrebbe precedere qualsiasi tipo di intervento e dovrebbe essere diffuso tra un giorno o due e punterebbe i riflettori su quelle che, a giudizio di Washington, sono le violazioni siriane alla Convenzione di Ginevra e alla Convenzione sulle Armi Chimiche. L'agenzia Reuters fa inoltre sapere che, secondo quanto riportato da fonti che hanno partecipato ad un meeting con la coalizione nazionale siriana, le potenze occidentali hanno detto all'opposizione siriana di attendere un attacco nei prossimi giorni. E, sempre secondo la Reuters, l'opposizione siriana ha consegnato alle potenze occidentali una lista di possibili obiettivi per l'attacco.

BONINO - «Si rafforza l'ipotesi che siano state le forze armate siriane a far uso di armi chimiche, sulla base di informazioni di intelligence che sono condivise dai partner e sulla base di testimonianze di operatori sanitari» ha spiegato la Bonino.

Che però ha poi precisato: «Non c'è soluzione militare al conflitto siriano» e bisogna andare nella direzione di una «soluzione politica». La Bonino ha poi precisato che sulla situazione del giornalista Domenico Quirico e padre Paolo Dall'Oglio (entrambi rapiti in Siria) «non ho novità sostanziali, non ne ho neanche di cattive». Il capo della diplomazia italiana ha precisato che «i contatti continuano, alcuni più consistenti, altri più fragili», aggiungendo che «in questa situazione alcuni canali sono più aperti e altri meno».

DOWNING STREET - Ma nonostante le perplessità italiane un intervento militare sembra sempre più vicino: «La comunità internazionale deve rispondere al presunto attacco chimico in Siria» fa sapere per bocca di un portavoce il premier britannico David Cameron. Intanto il premier britannico ha richiamato dalle ferie il parlamento inglese per discutere giovedì della Siria.

TURCHIA E LEGA ARABA - E ai favorevoli ad un intervento militare (Usa, Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita) si aggiunge anche la Turchia che per bocca del ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, ha definito un «crimine contro l'umanità» a cui va data «risposta» il presunto attacco lealista con armi chimiche del 21 agosto alla periferia est di Damasco, e ha ammonito che per la comunità internazionale si tratta di un «test» vero e proprio. «Questo è un crimine contro l'umanità, e un crimine contro l'umanità non deve rimanere senza risposta», ha insistito Davutoglu. «Ciò che occorre sia fatto, va fatto», ha avvertito.

Lunedì lo stesso ministro aveva affermato che la Turchia sarebbe pronta a unirsi a qualunque coalizione si formasse per intervenire militarmente in Siria contro il regime di Bashar al-Assad, anche qualora non fosse possibile raggiungere un ampio consenso al riguardo in sede di Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e dunque persino in assenza di uno specifico mandato Onu. E anche la Lega Araba ha diffuso una nota dichiarando che il regime di Bashar al Assad «ha la piena responsabilità» per l'uso di armi chimiche in Siria, e il Consiglio di sicurezza Onu deve «superare le divergenze e adottare misure dissuasive».

GRECIA - Intanto il quotidiano ateniese «Kathimerini» riferisce che Washington ha chiesto ad Atene, alleata della Nato, di concedere alle unità della marina Usa e agli aerei dell'Air Force di transitare sul territorio ellenico e l'utilizzo della base militare Usa di Souda Bay, sulla costa nord-occidentale dell'isola di Creta, e di quella dell'aviazione greca a Kalamata, nel Peloponneso. Alti gradi delle forze armate elleniche, come riferisce il giornale, hanno comunque escluso un coinvolgimento militare attivo della Grecia in un eventuale attacco Usa-Gb contro la Siria.

ONU - Il segretario generale dell'Onu Ban ki moon ha invece lanciato un appello alle parti in conflitto in Siria affinchè offrano «accesso sicuro alla squadra di ispettori» a Damasco. Lo riferisce una nota delle Nazioni Unite. Inoltre dalle Nazioni Unite fanno sapere che la decisione di rimandare di un giorno una nuova azione degli ispettori Onu è stata presa martedì allo scopo di migliorare la preparazione e la sicurezza degli esperti, dopo che lunedì cecchini hanno aperto il fuoco sul convoglio delle Nazioni Unite. Il segretario Ban ki-Moon ha infatti esortato tutte le parti in conflitto in Siria a garantire «un accesso sicuro» agli ispettori delle Nazioni Unite che indagano sull'attacco chimico del 21 agosto.

LA NATO - E la situazione in Siria, in Egitto e, più in generale, in tutto il Medio Oriente sarà mercoledì al centro della riunione settimanale della Nato. Gli ambasciatori dei 28 Paesi membri, a quanto si è appreso, faranno il punto della situazione alla luce degli ultimi sviluppi. Particolare attenzione sarà dedicata agli ultimi eventi in Siria, paese confinante con la Turchia che, in quanto membro Nato, ha ricevuto nei mesi scorsi alcune batterie di missili Patriot per difendersi da eventuali attacchi aerei.

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