NO AI TRASFERIMENTI DEI LOMBARDI

la stampa
06 10 2011

diritto di cronaca
L'Agenzia delle Entrate per "esigenze funzionali" vieta ai suoi funzionari che lavorano in Lombardia di andare in altre regioni
FLAVIA AMABILE
Chi lavora in Lombardia, deve restarci. Si era capito già un anno fa quando arrivò dall'Agenzia delle Entrate della Lombardia la richiesta di rinviare i trasferimenti per tutti i suoi funzionari: nessuno di loro doveva andare a lavorare in altre regioni. Solo l'intervento dei sindacati e una lunga trattativa hanno permesso il via libera da gennaio.
Da allora sono usciti altri due interpelli, una sorta di procedure interne per trasferire funzionare da una sede all'altra.  E questa volta è specificamente indicato che "per esigenze funzionali" la mobilità non si applichi a chi lavora in Lombardia.
Eppure le cifre confermano che il problema esiste. L'ultimo concorso per funzionari bandito prevedeva 855 posti in tutt'Italia ma di questi 320, quasi uno su tre, erano assegnati alla Lombardia. E anche nei precedenti concorsi esisteva la stessa sproporzione mentre per anni alle regioni del sud non veniva assegnato alcun posto.
Quest'anno invece il Sud ha avuto 25 posti in Campania, 25 in Sicilia, 25 in Puglia e 10 in Calabria. Pochissimi comunque rispetto alle esigenze dell'intero sud, di qui le richieste di trasferimenti che la Lombardia nega.
"Una discriminazione", denuncia il sindacato Flp Finanze. Ma l'Agenzia delle Entrate risponde che in Lombardia "ti da controllare. Non si può restare sguarniti. E 'una delle terre con maggiore presenza di partite Iva e soggetsono proprio le cifre a giustificare lo stop ai trasferimenti: uno su 75 dei partecipanti ad un concorso dell'Agenzia riesce a vincerlo. In Campania, invece, 1 su 350 ci riesce e in Calabria 1 su 440.  Cifre che in realtà confermano soprattutto l'enorme ingolfamento degli uffici delle Entrate nel sud d'Italia.

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