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#31O #StopSfratti #Roma – Vi presento i “violenti”!

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Abbattoimuri
01 11 2013

Sara ha un bambino piccolo. Gli agenti sono arrivati e l’hanno messo fuori dalla porta assieme alla culla che lo custodiva. Ora il bambino vede un cielo strano, fatto di divise e manganelli. Sara piange e il piccolo non capirà mai perché.

Giovanni ha un brutto carattere ma fa l’aggiusta tutto. In casa occupata ha messo a posto infissi e idraulica. Poi siede sui gradini dell’edificio e arrotola un po’ di tabacco. Guarda anche lui il cielo e aspetta.

Michele è uno del movimento che va ad aiutare e va anche a imparare. Incontra quel ragazzo scampato alla morte lì nel mediterraneo e che per quanto sia precario non ha proprio voglia di mollare. Ché certe volte impari la resistenza proprio da chi non vuol saperne di lasciarsi andare.

Francesca si è trovata a fare occupazione perché sfrattata. La sua famiglia senza un soldo. Suo padre che voleva suicidarsi. Mamma senza lavoro. Fratellino piccolo.

Enrica non ne poteva più di fare tre lavori per riuscire a pagare le tasse universitarie, sopravvivere a stento per poi trovare alloggi di fortuna. Perché c’è anche una qualità della vita che viene negata e questo non va bene. A mantenerti in un costante stato di necessità tu pensi poco, non elabori e analizzi, dunque non fai massa critica e non metti in discussione niente. E pare proprio che sfinire una generazione di tante persone che sanno perfettamente quello che succede sia più che un obiettivo.

C’è tanta gente in quelle occupazioni e se apri le orecchie riesci ad ascoltare tutte le loro storie. Mille ricchezze, buttate via come immondizia, come quando arrivano a sgomberare all'alba e se ne fregano se tu sei vivo o morta, se tuo figlio piange, se non sai dove andare, se il tuo destino sarà la miseria nera.

Sarà incredibile da recepire ma giuro che parliamo di persone. Le stesse che poi arrivano in piazza, rivendicano diritti, vedono la strada sbarrata e si fanno spazio avendo tutti contro, coi titoli dei giornali che fanno favori ai padroni, i proprietari, gli speculatori o alimentano la guerra tra poveri. Lanciare un uovo e fare una frittata in direzione di chi ti blocca è “violenza”. Urlare “spostati, vergogna” è altra violenza.

Violenti sono i poveri che tentano un riscatto. Non sono utili a titoli colmi di retorica in cui l’amor cristiano può esercitarsi a fare finta dopo aver letto dell’ennesimo caso di suicidio. Qui c’è invece “solo” gente che vuole vivere. Lo esige. Vivere. Respirare. Avere un tetto sulla testa.

In una società che fa la differenza tra chi può indebitarsi in banca e chi invece no. Se resti lì impassibile a non muovere un muscolo mentre ti sfrattano e ti pignorano la casa allora sei braverrimo. Se scendi in piazza sei “violento”. E ti arrestano.

Violento in questa Italia è chi reagisce e non subisce a testa bassa ogni sopruso e ogni furto di diritti.

Quegli altri no. Loro non sono violenti. E’ tutta brava gente. Molto brava.

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