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Telefono azzurro: abusi triplicati

La Stampa
07 11 2012 
 
In aumento le violenze domestiche sui bambini, botte e maltrattamenti
Caffo: “Famiglie più fragili e in crisi”
In sei anni sono più che triplicati i casi di abuso fisico su minori segnalati al servizio 114 Emergenza infanzia di Telefono Azzurro. Da gennaio 2006 ad agosto 2012, le richieste d’aiuto per percosse e maltrattamenti sono passate dal 5,2% al 17,1% (+3,9% rispetto al 2011) del totale: ad oggi quasi una denuncia su cinque è per abuso fisico. È quanto emerge dai dati raccolti dalla linea 114 gestita da Telefono azzurro e diffusi oggi durante un convegno in Senato. Negli ultimi sei anni le richieste d’aiuto hanno riguardato quasi in egual misura maschi (51,6%) e femmine (48,4%), ma prevalentemente bambini fino ai 10 anni (64,2% dei casi). Il 50% dei minori per cui è richiesto aiuto vive con entrambi i genitori, il 33,1% con la sola madre. Nell’88,9% dei casi è un adulto a chiamare per segnalare una situazione di disagio vissuta da un bambino.  
 
Per il presidente di Sos Il Telefono Azzurro onlus, Ernesto Caffo, «Non si possono tagliare dai bilanci dello Stato risorse destinate ai bambini. Occorrono strumenti adatti e risorse adeguate: se non ci sono i servizi, i bambini non possono chiedere aiuto e nelle situazioni di emarginazione, violenza e devianza si interviene con difficoltà e in ritardo. Come l’esperienza del 114 ci insegna, è invece indispensabile cogliere immediatamente i segnali di sofferenza dei minori e unire le forze all’interno della comunità di riferimento tra servizi pubblici e privato sociale. Non dimentichiamoci dei bambini - ha concluso - l’aumento dei casi di abuso fisico nasce dalla fragilità delle famiglie, ora accentuata dalla crisi economica, e dall’assenza dei servizi di sostegno».  
 
Dal 2006 all’agosto 2012 sono raddoppiate le denunce per grave trascuratezza, passando dal 5,7% al 10,4% delle segnalazioni totali, e sono aumentati i casi di abuso psicologico (dall’8,3% al 12,9%), di «inadeguatezza genitoriale», cioè incapacità di svolgere il ruolo educativo di padre o madre (dal 6,3% al 10,2%), di violenza domestica tra genitori (dal 7,9% al 9,7%) e di disagi emotivi comportamentali (dal 2,2% al 5,2%). In generale, nel 2012 sono giunte al 114 in media circa 4 richieste d’aiuto al giorno, 115 al mese. In sei anni sono stati seguiti 10.526 casi.  
 
È il Nord l’area in cui sono stati gestiti più casi d’emergenza (42,8%), mentre per quanto riguarda le regioni, il primato negativo va a Lombardia (15%), Lazio (14,5%) e Campania (12,6%). 
 
Prevalgono le richieste d’aiuto per bambini fino ai 10 anni (64,2% dei casi) e il pericolo per i minori è soprattutto in casa (63,1%). Nel 78,3% dei casi il presunto responsabile del disagio è uno dei genitori. Il 19,5% delle segnalazioni gestite nei primi otto mesi del 2012 ha riguardato un bambino straniero, nella maggior parte dei casi nato in Italia (36%). Più di una richiesta d’aiuto su tre (35,9%) viene gestita nella fascia serale-notturna, mentre una su cinque (21,2%) il sabato e la domenica, in concomitanza con gli orari di chiusura degli altri servizi 

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