Intervista a Dubrakva Ugresic

Letto 1805 volte
Etichettato sotto

Minima et Moralia
28 10 2014

Questo pezzo è apparso sul numero di settembre di Flair.

«Prostituta, nemica pubblica, strega», con queste parole il regime nazionalista di Tuđman definì Dubrakva Ugresic. Era il 1993, da allora la scrittrice croata vive tra l’Olanda e gli Stati Uniti, dove è uscito di recente “Europe in Sepia” (Open Letter Books), una raccolta di short stories saggistiche.

Classe 1949, Ugresic ha scritto numerosi romanzi e saggi (in Italia pubblicati da Nottetempo) ed è oggi senza dubbio una delle voci più libere originali e sovversive dell’Occidente. “Non voglio predicare o insegnare a nessuno, ma soltanto provocare una reazione: fare in modo che il lettore cambi modo di pensare”.

Come?

Theodor Adorno diceva che la forma “più intima del saggio è l’eresia”. Il saggio è il genere perfetto per gli eretici. Lilith e Eva erano eretiche, le streghe erano eretiche… E in Europa sono state cacciate a lungo, a quanto pare.

E oggi?

Il mondo è un posto folle. Segni e simboli sono tutti mescolati: il partito nazionalista croato usa citazioni di sinistra di Jean Paul Sartre sui suoi poster di propaganda, mentre quelli di sinistra, i “sovversivi”, fanno selfie con i politici in carica. I giornali sono pieni di paradossi: Slavoj Zizek, intellettuale marxista, che stringe la mano al presidente della Croazia, Ivo Josipović.

Nel suo ultimo saggio definisce l’Europa “una rovina industriale”. Non esagera?

In Europa oggi c’è un numero vergognoso di disoccupati; sono gli “schiavi” del terzo millennio, schiavi in senso letterale: gente che è stata privata della propria vita. La politica dello sfruttamento camuffata da democrazia ci ha portato in questo tunnel senza via d’uscita.

Secondo lei ha ancora senso la parola “politica”?

Mai come oggi la politica è diventata una questione di prima urgenza. Senza resistenza e impegno politico scivoliamo tutti nella schiavitù intellettuale. Le proteste di “Occupy Wall Street” e i riots di Londra sono stati un segnale d’allarme, un grido che ha mostrato lo scontento di gente umiliata e sconnessa da ogni potere politico e decisionale.

Non è troppo pessimista?

Forse. Ma il pessimismo e disfattismo erano le tipiche accuse che si facevano in epoca stalinista… A volte è meglio vedere le cose in una luce preoccupante che essere colti di sorpresa quando arriva il brutto. Vent’anni la Guerra in Jugoslavia era alle porte. E io ancora non lo sapevo.

Consigli per il futuro?

Le donne… sono loro che devono impegnarsi a creare un mondo migliore. Le donne e nessun altro decidono come tirare su i propri figli. Le donne devono acquistare potere, essere più attive, prendere più decisioni. Fare politica.

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook