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Gallipoli, oltre 900 migranti nel cargo alla deriva

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La Stampa
31 12 2014

Sono 970, ma il numero è ancora in via di aggiornamento, i migranti siriani giunti la notte scorsa nel porto di Gallipoli a bordo del cargo battente bandiera moldava che ieri aveva inviato un sos vicino alle coste greche per poi dirigere verso la costa pugliese. Tra loro vi sono una quarantina di bambini piccoli e una ventina di donne donne incinte. La nave, che è stata posta sotto sequestro, è arrivata in porto alle 3.30 e le operazioni di sbarco iniziate alle 4 sono terminate intorno alle 6.50 con molte difficoltà a causa delle pessime condizioni meteo. Un uomo, ritenuto dagli investigatori uno degli scafisti della nave, è stato arrestato. Non risultano armi a bordo.

Nessuna vittima, ma casi di ipotermia
In totale a bordo erano presenti 970 persone. Quelle che erano in buone condizioni di salute sono state sistemate nelle palestre di tre scuole gallipoline, dove sono state rifocillate e sono stati forniti loro vestiti. Negli ospedali sono stati portati immigrati in stato di ipotermia e disidratazione, una decina di donne incinte, un cardiopatico e una persona con arti rotti, nonché una trentina di bambini che presentavano grave ipotermia.

Il giallo dell’sos
La vicenda del cargo battente bandiera moldava ha assunto i contorni del giallo. Carico di centinaia di clandestini siriani, ieri ha inviato un sos per la presenza sospetta di uomini armati a bordo per poi dirigersi verso le coste pugliesi. L’emergenza, la seconda nel giro di 48 ore nel mar Ionio, si è verificata non distante da quelle stesse acque dove domenica scorsa ha preso fuoco il traghetto della Norman Atlantic con una decina di morti, ma anche feriti e dispersi.

L’imbarcazione, diretta inizialmente verso il porto di Rijeka in Croazia, ha lanciato l’allarme in mattinata. Dopo diverse ore l’allerta è rientrata e la nave ha cambiato rotta, puntando la prua verso l’Italia. A questo punto sono intervenuti gli elicotteri della Marina Militare e dell’Aeronautica. A bordo della nave sono saliti gli uomini della capitaneria di porto e della Guardia costiera che sono riusciti ad evitare che la nave impattasse contro la costa. A circa 3 miglia da Santa Maria di Leuca, infatti, i sei militari delle Capitanerie sono riusciti a far cambiare rotta alla nave nonostante il motore fosse bloccato. Il cargo ha fatto rotta verso Gallipoli, non senza problemi, anche sanitari. A bordo, tra le centinaia di clandestini, anche una donna incita alla quale si sono rotte le acque.

Pirati o avaria?
La vicenda resta dai risvolti ancora poco chiari, con i media che fanno le ipotesi più disparate, oltre all’ipotesi dell’avaria al motore anche quella della presenza di pirati a bordo. In un via vai di notizie tra loro contraddittorie altre fonti hanno parlato di problemi al motore e di alcune avarie di tipo meccanico. Media internazionali hanno poi riferito la possibilità che i clandestini siriani - tra i 400 e i 700 - fossero stati abbandonati dagli scafisti al loro destino, addirittura senza coperte, cibo e acqua. Altre fonti hanno addirittura scartato l’ipotesi dei clandestini a bordo. Di certo la nave per tutta la giornata è stata in balia del mare date le avverse condizioni meteo che imperversano nello Ionio, con i venti che soffiano a 50 km l’ora. Ieri pomeriggio le autorità greche hanno inviato in zona una fregata ed un elicottero della marina insieme a due imbarcazioni della polizia portuale. Una volta giunte sulla nave e dopo averla ispezionata, le autorità elleniche hanno concluso che il cargo non aveva alcun problema meccanico e «nulla di sospetto a bordo». Poi il repentino cambio di rotta del mercantile, non più verso la Croazia ma verso le coste pugliesi. A quel punto è intervenuta la Guardia costiera italiana, che, una volta a bordo della nave, ha potuto costatare che il motore in effetti era bloccato ed evitare il peggio.

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