×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Emergenza senzatetto nella Roma degli scandali

Etichettato sotto

La Stampa
02 01 2015

Una notte tra i volontari della stazione Ostiense della Capitale: “Mai vista tanta gente”

Nessuno ricorda un fine anno come questo del 2014. I volontari delle associazioni che fanno capo alla Protezione Civile ne hanno viste tante ma non avrebbero immaginato di trovarsi davanti alla disperazione e alla disorganizzazione della Roma degli ultimi giorni del 2014. «Una fila di 150 persone, tutti insieme ad attendere un pasto caldo non l’avevamo mai vista - spiega Marco Colini della Svs Roma - Non c’è mai stata una richiesta come quella di quest’anno sono aumentati soprattutto gli italiani. A chiedere un pasto caldo in 6 casi su 10 sono loro, non gli stranieri».

Da una settimana, da quando le temperature hanno iniziato a scendere sotto lo zero, ogni sera i volontari arrivano intorno alle otto e mezza alla stazione Ostiense con tre pentoloni di cibo e si prendono cura dei senzatetto. L’appuntamento è sotto i portici, in fondo, il lato più protetto del piazzale, ma dove fa un freddo che entra comunque subito fino alle ossa. I senzatetto iniziano a radunarsi già dalle sette e mezza. Dopo un’ora riempiono metà porticato.

La prima sera i volontari sono arrivati solo con coperte e te’ caldo: negli anni scorsi era sufficiente. Quest’anno non basta nulla. «C’è bisogno anche di cibo. Dalla seconda sera prepariamo tre contenitori pieni e li distribuiamo». Non è un’operazione semplice. «Il freddo e la fame possono creare momenti di difficoltà», ammette Michele Gallo della Brigata Garbatella. Qualcuno non ha voglia di aspettare, la fila avanza lentamente e sono in 150. Michele, Marco e gli altri volontari si armano di pazienza e provano a calmare gli animi. «Con il sorriso ma facciamo rispettare le regole», assicura Michele.

Verso le nove e mezza finisce la fila del cibo, inizia la distribuzione delle coperte. Una o, più spesso, due a testa: la prima da distendere sotto per proteggersi dal suolo umido, l’altra per tenere caldo il corpo. Ma nemmeno le coperte bastano. A differenza del passato quest’anno dal Comune non ne sono arrivate. «In quattro giorni ne abbiamo distribuite mille: abbiamo svuotato i nostri magazzini, non ce la facciamo più», si sfoga Marco Colini.

Le coperte arriveranno la sera di san Silvestro, 1800 in tre container, fornite dalla Prefettura dopo mille insistenze. C’è già stato un morto fra i senzatetto la sera del 29, nessuno vuole che ce ne siano altri.

Il rischio esiste, purtroppo: la macchina dell’emergenza freddo a Roma si è mossa con grande ritardo per molti motivi. La corruzione emersa con le indagini di Mafia Capitale e i timori agitati spesso in modo strumentale dopo le proteste di Tor Sapienza hanno provocato la chiusura o la mancata apertura di alcuni centri di accoglienza facendo calare il numero di posti a disposizione per ospitare i senzatetto durante l’inverno. Rita Cutini, il precedente assessore ai Servizi Sociali, è stata al centro di una delicata partita di veti incrociati. Finchè è rimasta in carica nessuno l’ha sostenuta, contestandole una filosofia poco vicina a quella del mondo dei volontari. Quando a metà dicembre ha dato le dimissioni, accusano i volontari, non ha nemmeno lasciato pronto il Piano freddo con l’inverno ormai alle porte. «La fortuna è che c’è un nuovo assessore che si è subito messa in moto tra mille difficoltà», spiega Marco Colini. È Francesca Danese, arriva dal mondo del volontariato: in una settimana è riuscita a coinvolgere mondo cattolico e associazioni laiche ottenendo l’apertura di diverse nuove strutture compensando il calo dei posti.

Funziona anche così a Roma. Liti, scontri, lotte intestine, corruzione, scandali, sconquassano la vita politica. E finiscono per devastare il mondo degli ultimi, quelli che di anno in anno stanno aumentando e che in una notte di gelo, dopo aver ricevuto due coperte e un pasto caldo, scendono nel sottopassaggio della stazione Ostiense e si distendono sui tapis roulant spenti. Il mondo della politica non riesce ad offrire loro nulla di più.

Flavia Amabile

Altro in questa categoria: Checkpoint Charlie »
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook