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Divorzio breve/La storia "Ora posso chiudere senza traumi"

La 27 Ora
23 04 2015

Esistono valori che non hanno prezzo. La libertà, prima di ogni cosa, per Francesca. Quella vera. Quella che ti allontana dalla rabbia, dalla tristezza. Dall’umiliazione.

Aveva sedici anni Francesca — il nome è di fantasia — quando sui banchi di scuola ha conosciuto Bruno. Un amore che ha oltrepassato l’università ed è finito all’altare dopo undici anni di fidanzamento. «Ero convinta non ci saremmo mai più lasciati, che saremo invecchiati insieme…», racconta adesso Francesca, impiegata con una vita a Roma. E invece, a 52 anni, dopo venticinque di matrimonio, non ha esitato: è corsa dall’avvocato per chiedere la separazione.

«La mia storia è una triste storia», racconta. La storia di un tradimento nascosto per cinque anni e scoperto per una pagina Facebook aperta sul computer di famiglia dalla loro figlia più grande. «Ho pensato che Bruno lo abbia voluto fare apposta, talmente vigliacco che ha preferito lasciar parlare un computer piuttosto che prendermi da parte e dirmi le cose come stavano». Francesca parla ma nella sua voce non c’è rancore e nemmeno livore. «Bruno — dice — è pur sempre il padre delle mie due figlie ed è anche un buon padre, devo ammettere. Io, semplicemente, non lo voglio mai più in mezzo alla mia vita».

Per separarsi dal marito, Francesca ha fatto scelte complicate, soprattutto dal punto di vista economico. Spiega: «Avevo prove a iosa del suo tradimento. E l’avvocato mi ha detto che avrei potuto toglierli tutti i soldi che volevo». Invece: «Mi sono accontentata di fare a metà per le spese, scegliendo la via della separazione consensuale, senza altri traumi per me e per le figlie. Per potermi sbrigare prima possibile».

Francesca si è separata da suo marito nel dicembre dello scorso anno. E adesso grazie alla scelta di separazione consensuale dovrà aspettare solo fino a giugno per poter avere il divorzio definitivo. Delle sue due figlie una è minorenne, ma la legge approvata ieri non mette limiti se la coppia ha figli minori. «Una legge benedetta», sospira Francesca.

Alessandra Arachi

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