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Biomasse, Comune esprime parere negativo di compatibilità urbanistica

  • Mag 27, 2015
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News Town
27 05 2015

Passo in avanti importante, per la battaglia avverso la realizzazione della centrale a biomasse di Bazzano.
Il Comune dell'Aquila, infatti, in mattinata, ha espresso parere negativo di compatibilità urbanistica, ritirando il pronunciamento espresso nel maggio 2010, in Conferenza dei servizi. E accogliendo, così, le sollecitazioni del comitato 'No Biomasse' e la formale richiesta della Seconda Commissione Territorio, coerentemente con l'indirizzo che aveva già dato il Consiglio comunale con l'ordine del giorno, approvato all'unanimità nel novembre 2013, che esprimeva contrarietà alla localizzazione scelta per la realizzazione della centrale progettata dalla Futuris spa.

Una buona notizia, senza dubbio, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato che, il 7 luglio prossimo, dovrebbe esprimersi sul ricorso intentanto dalla Futuris spa in opposizione al pronunciamento del Tar che ha accolto il ricorso dei comitati riconoscendo i vizi relativi al procedimento amministrativo in seguito al quale era stata rilasciata l'autorizzazione unica della Regione.

In particolare, la costruzione - prevista dal progetto - di un vano interrato di cinque metri al di sotto del piano di campagna per la raccolta delle biomasse, in una zona a rischio alluvionale.

Nel ricorso in Consiglio di Stato, Regione Abruzzo si è costituita 'ad adiuvandum' facendosi scudo proprio del parere favorevole espresso dal Comune dell'Aquila in sede di Conferenza di servizi. Leggiamo testualmente dalla memoria di citazione della Regione: "Nel caso di specie, l'area ricade in una zona a pericolosità P1 (moderata) che non prevede il coinvolgimento dell'Autorità di bacino, ma è demandato agli strumenti urbanistici". Appunto, al Comune dell'Aquila. Se non fosse che il parere favorevole fa riferimento ad un vecchio 'Piano stralcio difesa alluvioni', e non tiene conto delle modifiche introdotte nel frattempo, in particolare agli articoli 21 e 22, a vietare piani interrati in zone a pericolosità P1.

Per questo, la Commissione Territorio - su spinta dei comitati - ha approvato una mozione chiedendo di valutare se ci fossero i margini per rivedere il parere favorevole istruito. E i margini, in effetti, c'erano. Stamane, il settore pianificazione ha espresso un nuovo parere, negativo: "Nelle aree di pericolosità idraulica moderata si applicano i divieti di cui all'art. 21. comma 1. lettera b", riconosce la dirigente Chiara Santoro. Per questo, "non è consentita la realizzazione di piani seminterrati e interrati".

Leggiamo ancora dal parere espresso stamane: "Considerata la presenza di un vano interrato per lo stoccaggio delle biomasse localizzato a meno 5 metri dal piano campagna, il progetto non risulta più conforme alle sopraggiunte modifiche al PSDA e pertanto dovrà essere adeguato alle vigenti normative in ordine alla difesa del suolo in campo idrogeologico e/o idraulico".

Parere negativo, insomma. L'ennesimo punto a favore della battaglia di comitati e movimenti del territorio.

 

 

 

 

 

 

 

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