Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna si esprime sull’ultimo femicidio avvenuto a Lugo

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06 07 2015

Non è un paese per vecchie
Questa volta è successo a Lugo, nel ravennate. Rosa Bassani, una donna di 74 anni, è stata uccisa dal marito
di 82, Ferino Belletti. La vicenda ha seguito una delle dinamiche iterative della violenza di genere: l’uomo,
dopo il femicidio, ha tentato di togliersi la vita. Non ci è riuscito e al momento si trova in ospedale in stato
di arresto. Sempre nel ravennate, lo scorso 15 aprile a morire era un’altra donna anziana, Pia Rossini, di 81
anni, uccisa dal figlio.

Nella categoria degli “anziani”, la parte più vulnerabile della società, le donne anziane costituiscono
sicuramente una speciale sottocategoria: sono le escluse tra gli esclusi, le più vulnerabili fra i vulnerabili.
Se si parla, poco, di violenza maschile contro le donne in generale, quasi per niente si parla di violenza
maschile contro le donne anziane, quasi fosse un tabù. Eppure anche loro muoiono per mano dei loro
partner o ex partner.

Secondo dati EURES, le anziane registrano i fattori di rischio più elevato: 472 vittime nel periodo
considerato dal 2000 al 2011 pari al 22,9% del totale, di cui 340 in famiglia, pari al 23,3%. Secondo
l’indagine sul femicidio svolta dalla Casa delle donne di Bologna, nel 2013 la vittima aveva tra i 61 ei 75
anni nel 13% dei casi, e un’età maggiore di 75 anni in un altro 13% dei casi. Per parafrase un celebre
saggio di Loredana Lipperini, l’Italia “non è un paese per vecchie”.

Non sono solo le malattie, le pensioni misere, la solitudine o la depressione a uccidere le donne anziane,
ma anche le botte, le molestie, le violenze dei compagni che invecchiano accanto a loro. In molti casi, le
donne che vengono uccise sono malate: lui uccide lei perché stanco o incapace di prendersene cura, ambito
in cui le donne sono storicamente relegate da millenni. I giornali in quel caso parlano di omicidio per un
eccesso di “amore”, scambiando la violenza per compassione, invece di parlare della necessità di
un’educazione sentimentale che insegni agli uomini a prendersi cura dell’altra, dell’altro.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna vuole centrare l’attenzione sulle violenze e
le discriminazioni vissute da milioni di anziane nel nostro paese, violenze che spesso passano sotto
silenzio. Lo stereotipo mediatico passa il messaggio che a subire violenza siano soprattutto donne giovani
(e avvenenti): i numeri e gli episodi che ci riporta la cronaca ci mostrano che la realtà è diversa. Includere le
donne anziane, con la loro specificità, nel racconto mediatico sulla violenza contro le donne sarebbe già un
primo passo per sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno sociale ingiustamente trascurato.

Coordinamento dei Centri antiviolenza
dell’Emilia-Romagna
•Casa delle donne per non subire violenza - Bologna
• Vivere Donna - Carpi
• SOS Donna Onlus - Faenza
• Centro Donna Giustizia - Ferrara

Referente per la stampa:
Nadia Somma
Presidente dell’ass. Demetra donne in aiuto
• Trama di Terre - Imola
• Demetra Donne in aiuto Onlus - Lugo
• Casa delle donne contro la violenza - Modena

• Centro Antiviolenza Onlus - Parma
• La Città delle Donne - Piacenza
• Linea Rosa Onlus - Ravenna
• Rompi il silenzio Onlus - Rimini
• Nondasola - Reggio Emilia
• Sos Donna – Bologna

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