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Il premio Vaclav Haver all’attivista russa Lumilla Alekseeva

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Le persone e la dignità
30 09 2015

E’ l’attivista russa Ludmilla Alekseeva la vincitrice del Premio per i diritti umani dedicato a Vaclav Havel. Lo ha deciso il 28 settembre l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

“Il premio è un riconoscimento di tutti i russi che operano per difendere i diritti umani in circostanze molto difficili”, ha dichiarato Alekseeva, 88 anni, visibilmente commossa.

Ludmilla, dagli anni Sessanta del Novecento, prima in Unione sovietica e poi in Russia, si batte per il rispetto dei diritti umani. Nel 1977 è stata costretta a lasciare il suo paese per gli Stati Uniti ed è tornata in Russia nel 1989 dove ha più volte denunciato l’inasprimento delle norme contro la società civile in Russia, in particolare la legge del 2012 contro le organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti dall’estero. L’attivista ha espresso ottimismo solo “per le prospettive a lungo termine”, non per il futuro prossimo.

“Un giorno, saremo senza dubbio un paese democratico, perché siamo un paese europeo”, ha sottolineato. Alekseeva, che aveva lasciato nel 2012 il Consiglio per i diritti umani del Cremlino, è tornata a farvi parte nei mesi scorsi per difendere le ong da quello che ha definito come l’”oltraggioso” abuso della legge, riconoscendolo come uno degli unici canali di comunicazione con le autorità “in questi tempi difficili”.

Il premio Vaclav Havel, accompagnato da un assegno di 60mila euro, è una iniziativa dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, della Biblioteca Havel e della Fondazione della Carta 77. Sono stati premiati nel 2013 l’attivista bielorusso Ales Byalyatski e l’anno successivo il dissidente azero Anar Mammadli.

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