DALLO STALKING ALLA FOLLIA OMICIDA. SPARA ALLA EX E AL NUOVO COMPAGNO

lastampa.it
09 11 2009


 
Violenza annunciata: da tempo perseguitava la donna. Non accettava la fine della relazione

Ex compagni di vita che pedinano, minacciano, subissano di sms, aggrediscono: solo oggi sono venuti alla luce tre casi, a Cecina (Livorno), Montecchio (Reggio Emilia) e Montesilvano (Pescara). Quando va abbastanza bene, come nel livornese e nel reggiano, le donne vivono da recluse, escono solo se scortate, cadono in un profondo stato di ansia, mentre l’uomo viene arrestato per stalking. Quando va male, avviene come la scorsa notte nel pescarese: lei in ospedale con il viso sfigurato da un colpo di pistola; il suo ex in fuga; il nuovo compagno ferito tanto gravemente da perdere un rene.

Un duplice tentativo di omicidio annunciato, secondo le forze dell’ordine, quello della scorsa notte a Montesilvano. In un mese e mezzo il magistrato era già intervenuto due volte. A ottobre, con un divieto di dimora per lui a Silvi Marina (Teramo), dove la ex coppia - con un bimbo di quasi 4 anni - aveva vissuto in passato e dove ora lei era stata costretta, dalla paura, a trasferirsi a casa dei genitori. Venerdì scorso, con un provvedimento di arresti domiciliari nella sua abitazione foggiana.

L’uomo, Michele Lambiase, 47 anni, 16 più di lei, è conosciuto come una persona violenta. Ieri sera, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, raggiunge l’abitazione dei genitori di lei, a Silvi. Travestito, con una parrucca bionda, spia. La vede uscire di casa, prendere la sua auto e dirigersi verso Sud. La segue fino a Montesilvano, aspetta che lei lasci la sua auto in un parcheggio e salga su quella del fidanzato, poi spalanca lo sportello e spara con una pistola calibro 7.65. Nonostante le ferite il compagno della donna riesce a mettere in moto ed a raggiungere la vicina caserma dei carabinieri per chiedere aiuto.

Michele Lambiase fugge. Ora lo cercano tra gli amici che aveva a Silvi, ma anche tra i parenti che ha a Foggia. Difficile sapere quale auto abbia usato e, quindi, cercare. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che le precedenti aggressioni subite dalla giovane donna sono sempre state fatte con autovetture diverse, a volte prese in prestito da amici e parenti, altre prese a noleggio. Insieme erano stati circa tre anni. Poi la rottura, da lui mai accettata. Minacce, un tentativo di violenza sessuale, l’esigenza di controllarla sempre, fino al gesto della scorsa notte.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49227girata.asp
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