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Diritti umani, Cuba a un bivio

  • Venerdì, 18 Settembre 2015 10:03 ,
  • Pubblicato in Flash news

Amnesty International
18 09 2015

Cuba vive un momento di grande apertura nelle relazioni internazionali. Tuttavia, nel campo dei diritti umani, nonostante evidenti progressi (quali il rilascio dei prigionieri politici e la riforma della legislazione in materia di emigrazione, attraverso l'abolizione del visto obbligatorio di uscita), i diritti alla libertà d'espressione, di associazione, riunione e movimento non sono ancora garantiti.
La Cuba di oggi è un paese nel quale non vi sono più prigionieri di coscienza condannati a scontare lunghi periodi di detenzione sotto un duro regime carcerario. La strategia delle autorità è ora quella di promuovere campagne diffamatorie nei confronti dei dissidenti e vessarli con brevi ma ripetuti periodi di carcere.

Secondo la Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale, ad agosto vi sono state 768 brevi incarcerazioni per motivi politici, in aumento rispetto alle 674 del mese precedente.

A entrare e uscire dalle prigioni cubane sono attivisti per i diritti umani, giornalisti indipendenti e promotori di manifestazioni pacifiche o di incontri privati. A volte, gli arresti sono eseguiti alla vigilia di annunciate manifestazioni, per impedirvi la partecipazione.

Se in passato per condannare i prigionieri di coscienza si ricorreva soprattutto all'articolo 91 ("atti dannosi per l'indipendenza e l'integrità territoriale commessi nell'interesse di uno stato estero") e all'articolo 88 ("possesso di materiale sovversivo") del codice penale, oggi si usano per lo più le norme relative a "disordini pubblici", "oltraggio", "vilipendio", "aggressione" e "pericolosità": concetti generici, resi ancora più vaghi dalla loro descrizione.

L'articolo 72 ne è un esempio evidente: il testo stabilisce la "pericolosità" di una persona qualora manifesti "inclinazione a compiere crimini": un'inclinazione "dimostrata da una condotta in palese contraddizione con le norme della morale socialista". L'articolo 75 prevede poi che la "pericolosità" possa essere sanzionata anche da un agente di polizia.

Lo stato ha il completo monopolio su tutti i mezzi d'informazione, compresi i fornitori di servizi Internet. L'articolo 53 della Costituzione riconosce e limita al tempo stesso la libertà di stampa, proibendo espressamente la proprietà privata dei mass media.
Tutte le associazioni civili e professionali nonché i sindacati che non siano sottomessi al controllo dello stato e alle organizzazioni di massa governative non ottengono il riconoscimento ufficiale. L'articolo 208 del codice penale prevede da uno a tre mesi di carcere per l'appartenenza a organizzazioni non ufficiali e da tre a nove mesi per chi le dirige.

Il potere giudiziario è fortemente controllato dallo stato. Presidente, vicepresidente, gli altri giudici della Corte suprema, il procuratore generale e il suo vice sono eletti dall'Assemblea nazionale e gli stessi avvocati difensori sono impiegati statali che raramente osano contestare la pubblica accusa o le prove presentate nei processi dai servizi segreti.

L'abolizione del visto obbligatorio di uscita dal paese ha consentito a molti cubani di recarsi all'estero, con l'eccezione di 15 ex prigionieri di coscienza rilasciati nel 2011 e che a differenza di altri hanno preferito rimanere in patria piuttosto che andare in esilio in Spagna. A nessuno di loro è consentito di lasciare il paese.

Persistono poi i cosiddetti "atti di ripudio": manifestazioni organizzate dalle autorità, di solito sotto l'abitazione di dissidenti e attivisti, cui prendono parte sostenitori del governo e pubblici ufficiali. La polizia osserva senza intervenire.All'apertura nelle relazioni internazionali coi governi, non ha fatto ancora seguito quella con gli organismi indipendenti sui diritti umani: l'ultima occasione in cui ad Amnesty International è stato permesso di visitare Cuba risale al 1988.

La ripresa delle relazioni diplomatiche tra Cuba e Stati Uniti d'America non ha comportato la fine delle sanzioni finanziarie ed economiche da parte di Washington.

L'Organizzazione mondiale della sanità, l'Unicef e Amnesty International hanno più volte denunciato, nel corso di questi decenni, l'impatto dell'embargo sui diritti economici e sociali della popolazione cubana, tra cui i diritti al cibo, alla salute e all'igiene.

Queste sanzioni ormai anacronistiche vanno annullate al più presto.


I bambini di Cuba salvi dall'Aids

Cuba è il primo Paese al mondo ad aver eliminato la trasmissione "da madre a figlio" del virus Hiv dell'Aids e del batterio Treponema pallidum della sifilide. Lo ha confermato lo scorso 30 giugno la World health organization (Who), l'agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra che si occupa di sanità.
Pietro Greco, Left ...

La Stampa
02 07 2015

Proprio nel giorno in cui viene ufficializzata la ripresa dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cuba, giunge una notizia che premia la Sanità pubblica dell’isola. Il Paese caraibico è infatti il primo al mondo ad aver eliminato la trasmissione del virus dall’Aids da madre a figlio, secondo quanto certifica un documento dell’Organizzazione mondiale della sanità. «Ci aspettiamo che Cuba diventerà a breve la prima di molte nazioni ad aver eliminato la malattia tra i bambini», spiega Michel Sidibé, direttore esecutivo di Unaids, il programma di lotta a Hiv/Aids delle Nazioni Unite.

«Questo - prosegue - dimostra che eliminare il contagio dell’Aids è un obiettivo possibile». Per avere la certificazione definitiva dell’Oms il Paese guidato da Raul Castro dovrà dimostrare di aver raggiunto alcuni requisiti di riferimento, ad esempio di aver registrato un numero inferiore ai 50 di bimbi nati con il virus dell’Hiv su 100 mila nascite per anno. Rispettando tali parametri, automaticamente l’Oms riconoscerà a Cuba di aver eliminato anche la trasmissione della sifilide tra madri e figli. Il risultato raggiunto dal Paese è di grandi significato per la salute pubblica di tutto il Pianeta, ed è il risultato degli sforzi congiunti tra la sanità nazionale cubana - rinomata per le grandi capacità -, l’Oms e la Pan American Health Organization, che dal 2010 lavorano assieme proprio per raggiungere questo risultato.

«E’ uno dei più grandi successi possibili per la salute pubblica», ha commentato il capo dell’Oms, Margaret Chan. Ogni anno in tutto il mondo un numero stimato di 1,4 milioni di donne con l’Hiv rimangono iniziano una gravidanza e se non ricevono trattamenti medici specifici le possibilità di trasmettere il virus dell’Aids ai loro bambini varia dal 15% al 45 per cento. Se madre e figlio vengono tuttavia sottoposti a trattamenti retrovirali, ovvero vengono somministrate loro medicine che frenano la crescita e la moltiplicazione del virus nel corpo umano, la probabilità di trasmissione scende all’1 per cento.

Francesco Semprini

Con un quarto di secolo di ritardo la guerra fredda finisce anche sul continente americano. Una stretta di mano venerdì sera, una schermaglia dialettica con qualche complimento ieri mattina, un faccia a faccia a porte chiuse nel pomeriggio. Barack Obama e Raúl Castro sono stati le star del Vertice delle Americheper due giorni si è parlato (quasi) solo di loro e della pace annunciata tra Cuba e Stati UnitiEd eccola finalmente la "svolta storica" destinata a cambiare le relazioni politiche e commerciali di un'area del mondo per oltre 50 anni divisa tra rivoluzioni più o meno riuscite, golpe veri o da operetta, dittature sanguinose e interventi militari, nuove democrazie e improvvisati "caudillos".
Alberto Flores D'Arcais, La Repubblica ...
Il Manifesto
09 04 2015

Raùl Castro entrerà a "testa alta" al VII Vertice delle Americhe che inizia domani a Panama.

La presenza, per la prima volta di un presidente cubano era una delle richieste che i leaders di molti paesi dell'America latina e dei Caraibi hanno avanzato per anni, incontrando però il veto degli Stati Uniti, il "socio" che di fatto controllava la maggioranza delle azioni politiche del continente americano.

La cumbre di quest'anno, però, non avrebbe avuto luogo senza la partecipazione di Cuba: molti importanti paesi latinoamericani non vi avrebbero partecipato. ...

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