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Brasile: calciatore bacia un amico e infuria la polemica

  • Martedì, 27 Agosto 2013 08:42 ,
  • Pubblicato in Flash news

Global Voices
26 08 2013

A una sola settimana di distanza dalle proteste contro l'omofobia da parte degli sportivi ai mondiali di atletica leggera di Mosca, e dopo le dichiarazioni della tre volte campionessa Yelena Isinbayeva [it] a favore della legge antigay russa [it], è il Brasile a discutere dell'argomento attraverso lo sport.

Una foto condivisa dal giocatore del Corinthians [it], Emerson Sheik [it], ha scatenato una serie di polemiche sui social network brasiliani. Nell'immagine il numero 10 festeggia la vittoria della sua squadra baciando un amico.

"Tem que ser muito valente, para celebrar a amizade sem medo do que os preconceituosos vão dizer. Tem que ser muito livre para comemorar uma vitória assim, de cara limpa, com um amigo que te apóia sempre.

Bisogna essere molto coraggiosi per celebrare l'amicizia senza avere paura di quello che potrebbe dire la gente prevenuta. Bisogna sentirsi liberi per festeggiare in questa maniera, a viso aperto, vicino ad un amico che ti sostiene sempre."

È bastato un bacio perché che il calcio, notoriamente simbolo di virilità, diventasse sede di dibattito sull'omofobia.

Le critiche al comportamento del calciatore non si sono fatte attendere a lungo sulla rete e si sono susseguite anche fuori. Un gruppo di fanatici appartenenti alla tifoseria chiamata Camisa 12 [pt, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato], si è presentato sul campo dove la squadra svolge gli allenamenti, richiedendo le scuse ufficiali e la ritrattazioni delle dichiarazioni di Sheik. I tifosi avevano preparato striscioni con scritte come: “qui niente invertiti“ (sic) e “questo è un posto da uomini”.

Sul loro profilo Twitter, il gruppo Camisa 12 (@Camisa12oficial) ha dichiarato:


Disapproviamo atteggiamenti isolati che denigrano l'immagine del Corinthians e dei suoi tifosi, esigiamo rispetto e fedeltà! Questo è il Corinthians!

— Camisa 12 Oficial (@Camisa12oficial) 19 agosto 2013

Come ricorda Wilson Gomes, in un ambiente come quello calcistico, l'utilizzo di una terminologia che rimandi all'omosessualità è sempre stato un mezzo per sminuire gli altri:

Faccio innanzitutto una distinzione: non è importante tanto “il caso del bacetto di Sheik” quanto “lo scandalo creatosi attorno”. Tengo sempre a mente una regola di antropologia sociale che non dimentico mai: si può capire profondamente una data cultura dagli avvenimenti per i quali si scandalizza.

Tuttavia, la rete si è riempita anche di messaggi a sostegno del calciatore.

Non c'è voluto molto per creare una riedizione della “protesta di baci“ [it], la campagna contro l'omofobia della Commissione per i Diritti Umani in Brasile, realizzata online lo scorso aprile.

La protesta è iniziata con una foto pubblicata dai fratelli Fernando e Gustavo Anitelli, membri del gruppo O Teatro Mágico.

In seguito l'idea si è sviluppata nel Blog do Rovai ed è circolata online con gli hashtag #Sheiktamojunto e #vaicurintia.

Anche altri utenti hanno iniziato a postare le proprie foto a favore della campagna:

Il blog Impedimento ha ricordato il periodo della Democrazia Corinthiana [it], considerato “il più grande movimento ideologico nella storia del calcio brasiliano”. La squadra era autogestita dai giocatori stessi, ricalcando il modello politico della democrazia.

Il bacio di Sheik ha sollevato manifestazioni e proteste che non sono in linea con la Democrazia del Corinthias, nonostante il calciatore non avesse alcuna intenzione politica con tale gesto. Non è niente di grave, ma non avevamo mai visto nessun calciatore brasiliano affrontare “questo stupido pregiudizio che esiste nel calcio”, come affermato da Sheik stesso, dopo le conseguenze del suo gesto.

La foto del bacio di Emerson Sheik è divenuto il simbolo della lotta all'omofobia, in un mondo in cui 76 Paesi considerano illegali le relazioni omosessuali, o come il blogger Fabio Chiorino l'ha definito “un piccolo bacio per l'uomo, un grande passo per il calcio brasiliano”.

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