Professoressa ma cosa sta capitando. Ha visto il video? "Si lo ho visto come altri del genere. È una generazione abituata all'esposizione sui social, anzi che la ricerca». Ma non c'è la consapevolezza delle conseguenze? "E' ridotta dalla abitudine a mostrare tutto di se stessi, dalle emozioni al fisico, alla rabbia, all'amore. E poi perché sono gli stessi adulti a non sollecitare nei ragazzi una valutazione delle conseguenze".
Maria Corbi, La Stampa ...
Otto minuti di pura violenza. Calci allo stomaco, alla gola, capelli tirati, pugni in faccia. Morsi alla mano, sputi. Un video choc fatto girare su WhatsApp in cui una bambina di 12 anni viene massacrata di botte da una di 17 anni, ingaggiata da un'amica di un anno più giovane per vendicarsi di un affronto. Una banale frase detta però davanti agli amici: "Tu non conti niente". Le due cyberbulle sono state indagate dalla procura dei minori dopo un'indagine condotta dalla polizia per lesioni e diffamazione.
Stefano Origone, La Repubblica ...

Lo famo social

  • Sabato, 28 Febbraio 2015 08:44 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
Mario Cubeddu, Panorama
26 febbraio 2015

Foto, video, registrazioni audio di amplessi
, girano sulle chat di Facebook e Whatsapp, a volte in conversazioni di gruppo, altre di profilo in profilo, di migliore amico in migliore amico, con confidenziali "non farlo vedere a nessuno" puntualmente disattesi. [...] L'enfasi mediatica e l'indignazione degli adulti non la capiscono. E non perché siano tutti dei piccoli depravati, o perché siano irrecuperabilmente e precocemente disincantati. ...

Lo famo social

Foto, video, registrazioni audio di amplessi, girano sulle chat di Facebook e Whatsapp, a volte in conversazioni di gruppo, altre di profilo in profilo, di migliore amico in migliore amico, con confidenziali "non farlo vedere a nessuno" puntualmente disattesi. [...] L'enfasi mediatici e l'indignazione degli adulti non la capiscono. E non perché siano tutti dei piccoli depravati, o perché siano irrecuperabilmente e precocemente disincantati
Mario Cubeddu, Panorama ...

Ecco perché quel garage andava aperto

  • Lunedì, 23 Febbraio 2015 09:07 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
Elena Loewenthal, La Stampa
23 febbraio 2015

Il silenzio può dire molte cose: assenso, pietà, comprensione. Indifferenza. Distanza. Quello che ha avvolto per mesi il garage abbandonato del quartiere Falchera di Torino dove veniva violentata una bambina di tredici anni assomiglia piuttosto a una specie di complicità passiva, fatta di occhi che vedevano e orecchie che ascoltavano ma preferivano fare finta di niente. ...

facebook