Giovanni, 44 anni d`età e 14 di convivenza: "Ho due figli, di cui uno di 11 anni e l'altra di 7, a giugno 2012 la mia ex va via di casa con mia figlia di 7 anni lasciando con me mio figlio dove risiedevano, lei si trasferisce a 20 km in un nostro alloggio di proprietà, mi denuncia per stalking e si rivolge agli assistenti sociali pur di avere anche suo figlio con sé malgrado la volontà del piccolo di restare con il papà. ...
Le famiglie in cui è presente un solo genitore sono oggi il 15, 3 per cento di tutte le famiglie, con una tendenza l'aumento. In particolare sono aumentate quelle in cui l'unico genitore presente non è vedovo; quindi il genitore mancante è tale non per morte. ...

Una campagna contro il ritorno del fascismo

Internazionale
16 04 2013

Igiaba Scego è una scrittice somalo italiana. Il suo racconto Salsiccia ha vinto il premio Eks&tra nel 2003. Igiaba si è laureata a Roma, e sta frequentando un dottorato in scienze della formazione.

Come altri italiani, è preoccupata dopo che diversi politici italiani hanno recentemente tentato di riabilitare il fascismo. Per questo ha deciso di scrivere una petizione, racconta il giornalista indiano Amitav Ghosh.

Il caso riguarda Affile, un paese in provincia di Roma. Qui l’11 agosto del 2012 il sindaco ha inaugurato un monumento in onore del gerarca fascista Rodolfo Graziani. Un generale di Mussolini, responsabile della morte di migliaia di persone, alcune uccise con l’uso di armi chimiche, in Eritrea.

Igiaba Scego ha scritto un appello al governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti, per chiedergli di prendere posizione contro il monumento di Rodolfo Graziani. La petizione si può firmare qui.

Brescia e la memoria contesa. Un altro caso recente di riabilitazione del fascismo è quello di Brescia, come ha raccontato il professor James Walston in un articolo di Italian Politics, pubblicato anche nell’ultimo numero di Internazionale.

    Come l’odore stantio di uno spogliatoio dove non si cambia l’aria, la puzza di fascismo si ripresenta di continuo. Mentre le abitazioni private degli italiani sono in genere immacolate, la loro casa politica lascia molto a desiderare.

    A 250 metri dal luogo dove il 28 maggio 1974 una bomba neofascista causò otto morti e un centinaio di feriti, il consiglio comunale di Brescia vuole ripristinare una scultura monumentale che ha un nome inquietante: Era fascista. Si tratta di una colossale statua in marmo di Carrara alta trenta metri, raffigurante un nudo maschile, che ha troneggiato nella centralissima piazza della Vittoria dal 1932 fino alla sua rimozione, nel 1945. I bresciani la chiamavano “il Bigio” e piaceva molto a Mussolini. Dopo la Liberazione la statua fu presa di mira dagli antifascisti e la nuova amministrazione, insieme ai britannici, decise di toglierla.

    Attualmente il consiglio comunale di Brescia ha una maggioranza di centrodestra (Pdl e Lega nord), e l’idea di rimettere il Bigio al suo posto è venuta a due consiglieri che, secondo Manuel Colosio di Radio Onda d’Urto, in passato hanno fatto parte dell’estrema destra. Sono Mario Labolani, che ha cominciato la sua carriera politica nella sezione giovanile del Movimento sociale italiano (Msi), e Andrea Arcai, figlio del giudice che ha condotto la prima indagine sulla bomba del 1974.

di Monica Pasquino, Scosse
16 giugno 2012

In Senato è cominciata la discussione sul Disegno di Legge 957 (del 2008), proposto da PDL e UDC, che propone "Modifiche al Codice civile e al Codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso".
Il nuovo ddl ha lo scopo di favorire la "concreta applicazione" della Legge sull'affidamento congiunto (Legge 8 febbraio 2006, n. 54), che incontra sensibili ostacoli anche "a causa di resistenze culturali degli operatori".

I figli contesi e la malattia inesistente

  • Sabato, 13 Ottobre 2012 07:21 ,
  • Pubblicato in Il Commento
di Cinzia Sciuto, Micromega
12 ottobre 2012

La vicenda del bambino trascinato via da scuola di peso dal padre e dai poliziotti ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica una presunta malattia – la sindrome di alienazione genitoriale – che non ha in realtà basi scientifiche e che rischia persino di finire in una legge.

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